Sylvie Renault – Imperfect Circles

Roma - 06/10/2013 : 20/10/2013

L’artista nel suo lavoro, già presentato a New York, ha analizzato il concetto del perfetto dell’imperfezione e sintetizza una ricerca del segno concentrico che sottolinea con stratificazioni di colore, colmando i vuoti e dando loro nuova figurazione.

Informazioni

  • Luogo: ECOS GALLERY
  • Indirizzo: via Giulia 81/A, 00186 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 06/10/2013 - al 20/10/2013
  • Vernissage: 06/10/2013 ore 19
  • Autori: Sylvie Renault
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Domenica 6 ottobre alle ore 19.00, presso la Ecos Gallery (Via Giulia, 81/A), Sylvie Renault esporrà un’antologia delle sue opere pittoriche in una mostra dal titolo “Imperfect Circles”.

L’artista nel suo lavoro, già presentato a New York, ha analizzato il concetto del perfetto dell’imperfezione e sintetizza una ricerca del segno concentrico che sottolinea con stratificazioni di colore, colmando i vuoti e dando loro nuova figurazione. Un’operazione che, dal punto di vista intellettuale, ricorda il procedimento di ricerca del “familiare nel non familiare” tanto caro a David Lynch nei suoi celebri film



«Di forte impatto visivo e soprattutto emotivo, - scrive Maria Rosaria Fantin nel testo critico - queste immagini, delle vere e proprie apparizioni, supportate dai colori vibranti e pieni, inducono all’introspezione, alla ricerca del sé. Risucchiato dai pieni e dai vuoti, il nostro sguardo scivola, si perde nelle innumerevoli evoluzioni: pieghe dell’anima, mutevoli cambiamenti dell’essere.»

«Innamorarsi dei miei cerchi – scrive l’autrice Sylvie Renault - vi farà innamorare di voi stessi/Perché è di tutti che racconto./Di tutti noi perfettamente imperfetti.»











In occasione del vernissage “Imperfect Circles” di Sylvie Renault, Ecos Gallery in collaborazione con Officine Domus, presenta “Scusi…ma qui che c’era prima?”, spettacolo di teatro canzone di e con Emiliano Ottaviani. Accompagnato dal fagotto di Simone Salerni, il cantattore romano prende spunto dal confronto tra passato e presente per raccontare “a parole e canzoni sue”, vezzi e vizi dei giorni nostri.