Swimming Pool

Bari - 19/10/2019 : 30/11/2019

La piscina, palcoscenico privilegiato di cinema e letteratura, rappresenta uno dei simboli più potenti, efficaci ed eloquenti del mondo contemporaneo. La mostra è dedicata al tema della piscina, vista come luogo fisico e mentale in bilico tra una dimensione artificiale e una condizione naturale.

Informazioni

  • Luogo: MURATCENTOVENTIDUE ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Gioacchino Murat 122b - Bari - Puglia
  • Quando: dal 19/10/2019 - al 30/11/2019
  • Vernissage: 19/10/2019 ore 19,30
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Lunedì ,martedì e mercoledì solo su appuntamento Dal giovedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30

Comunicato stampa

La piscina, palcoscenico privilegiato di cinema e letteratura, rappresenta uno dei simboli più potenti, efficaci ed eloquenti del mondo contemporaneo. La mostra è dedicata al tema della piscina, vista come luogo fisico e mentale in bilico tra una dimensione artificiale e una condizione naturale.
La piscina è densa di significati, anche discordanti: è simbolo del lusso ma anche di un ritrovato rapporto con la natura (l’acqua, il corpo: l’abbandonarsi e il lasciarsi andare); è al contempo artificiale e naturale


Contenitore e spazio adibito alla libertà, mescola sensualità , ambiguità ( innumerevoli scene di film, libri, video musicali) e morte :il cadavere nella piscina è un altro simbolo ricorrente che lega il lusso alla disperazione, come nell’opera di Elmgreen & Dragset “Death of a Collector”. Rappresenta anche uno spazio da percorrere (movimento) o in cui galleggiare (stasi), pieno e vuoto.
Ed è presente l’acqua che da secoli non cessa di affascinare e ispirare atleti, artisti e persone comuni : cristallina, ristoratrice, ora misteriosa, immensa e terribile, ora raccolta e familiare.
In questa mostra sono proposte alcune opere in cui la piscina costituisce un elemento rappresentativo o simbolico di rilievo.
Le artiste invitate, Elena Knox, Sissa Micheli, Liliana Orbach, Jaye Rhee, Debora Vrizzi, affrontano lo stesso tema con linguaggi diversi come la fotografia e il video.
Elena Knox è un'artista performer e multimediale australiana che lavora attraverso testi, suoni e immagini.
Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso il College of Fine Art (attualmente UNSW Art & Design) presso l'Università del New South Wales nel 2015, ha iniziato a proporre lavori che evidenziano il rapporto tra umani e robot in Giappone e in altri paesi.
Le sue opere propongono e sovvertono le tradizionali raffigurazioni di genere, interrogandosi su come le donne vengono rappresentate e rappresentano se stesse nei vari media e contesti della nostra epoca.
Nella sua pratica artistica, amplifica gli impulsi umani al totemismo, all'idolatria e al feticismo, mediante i quali tentiamo di comunicare con fenomeni paraumani e di respingere la nostra definitiva solitudine nella galassia. Questo sforzo spesso sfrutta il campo in rapida evoluzione delle tecnologie emergenti.
Chinoiserie (Ode to Wuhan) documenta una guerrilla performance di Elena nella piscina dell'Hongguang Jianguo Hotel a Wuhan, in Cina. Elena è stata artista residente al K11 Art Village di Wuhan quando ha trovato questa piscina e spa, pubblicizzata dall'hotel come aperta e utilizzabile dagli ospiti.
La città di Wuhan ha un'atmosfera ottimista, caotica, vecchio-nuovo-nuovo, in costruzione / distruzione. Chinoiserie (Ode to Wuhan) è il tentativo dell'artista di trovare un punto di accesso all'immersione culturale, in una Cina che scorre veloce inondata di contraddizioni.
La ricerca espressiva di Sissa Micheli, artista altoatesina, viennese d’adozione, si muove tra l’immagine fissa e quella mobile dosando con rigore installazioni, video e foto.
Sissa Micheli padroneggia per sottigliezza e capacità di suggestione lo storytelling. I suoi sono studi poetici di passioni elementari, tormenti quotidiani, intimi, talvolta d’impressionante intensità emotiva. Il suo è un mondo complesso di forte qualità cinematografica, dove realtà e finzione sono complici nella costruzione della struttura di un dramma psicologico.
A volte autobiografico, a volte basato sull'esperienza di qualcun altro, come riportata da un giornale, queste narrazioni di intimità sono frammenti autonomi di una vita difficile. In un processo delicato e appena visibile di sublimazione, Micheli iconizza le matrici delle relazioni umane di base, fornendo così lo spettatore di un dizionario di "emozioni ricevute" che, pur universalizzate, mantengono la loro sincerità e incredibilmente, una potente autenticità.
Nella mostra Swimming Pool l'artista presenta fotografie tratte dalla serie "I think I got caught in a trap" (2007), in cui la protagonista, l’artista stessa, esplora gli spazi di una villa abbandonata prima della sua demolizione. Si tratta della Villa Wierer costruita dall’architetto Franz Prey a Chienes in Alto Adige negli anni 70 e demolita nel 2008. Le sue rovine sono emblematiche del declino economico di tutta una generazione alto-atesina che era diventata ricca in breve tempo e che poco dopo era andata in fallimento. Micheli prende spunto da una storia vera del passato, s’immedesima nel ruolo della moglie del proprietario e crea una narrazione pittorica densa nella quale traduce una situazione emozionale di precarietà in metafore visive. A questo punto, l'osservatore è coinvolto nel mezzo di una storia immaginaria tutta misteriosa.
Liliana Orbach è un'artista interdisciplinare, curatrice indipendente e docente. Nata in Argentina, vive e lavora a Tel Aviv. Ha collaborato con numerosi artisti, scrittori, musicisti partecipando e spesso coordinando numerosi progetti e eventi nazionali e internazionali relativi all'arte ed è stata anche invitata a curare programmi di video arte e a tenere conferenze in musei e università.
Il suo lavoro intende essere globale, affrontando argomenti che riguardano molti aspetti della nostra esistenza e proponendo spunti di riflessione sulla complessità delle dinamiche culturali e sociali della nostra contemporaneità. Oltre a lavorare con le immagini in movimento lavora sull’ abbinamento dell'immagine con il linguaggio verbale.
L’artista propone il video Preludio de una danza. Quello che sembra un momento divertente in piscina si trasforma in una situazione di tensione in cui il ritmo del ciclo dell'acqua sembra controllare con il suo flusso l'apparente libertà in cui si muovono i nuotatori.Il desiderio dell'umanità di dominare la natura potrebbe trasformarsi in un pericoloso gioco dai risultati imprevedibili. L’artista ci ricorda che la vita dell’uomo scorre entro i confini del potente regno della natura.
Nata a Seoul, in Corea del Sud, Jaye Rhee. Jaye Rhee si cimenta nello spazio tra l'ironico e il commovente con le sue video installazioni. Nata a Seoul, in Corea del Sud, Rhee si è trasferita negli Stati Uniti dove vive e dove. si è laureata presso la School of the Art Institute di Chicago (BFA, MFA)
Presenta un'installazione intitolata Swan. Il suo lavoro esplora la natura ambigua del desiderio. Concentrandosi sulla tensione tra il desiderio "reale" e "falsi" oggetti del desiderio, rappresentata dalle immagini, nel senso più ampio della parola, il suo lavoro presenta "falsi reali" e "immagini senza immagini".
Ad esempio, nella sua serie di bagni pubblici Swan, Orso polare, Niagara, i performers si muovono nei bagni pubblici sullo sfondo di dipinti murali raffiguranti cigni in un lago, una scena del Polo Nord con orsi polari e le Cascate del Niagara. Queste scene esistono nel linguaggio, così come nella memoria collettiva modellata dalla cultura. Ma dove esistono realmente? Il cigno, gli orsi polari del Polo Nord e le Cascate del Niagara, esistono tutti senza esistere in quanto immagini idealizzate dell'immaginario nostalgico.
Il suo obiettivo è quello di creare un nuovo spazio visivo in cui l'artificio evapori attraverso la presentazione molto nuda delle immagini e mettendo a nudo i materiali. Questo "onesto artificio" alla fine porterebbe a una riflessione sulla propria nostalgia.
Debora Vrizzi, nata a Cividale del Friuli, è una videoartista e autore della fotografia.
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, negli anni alimenta il suo interesse per il cinema e la videoarte. Al Centro Sperimentale di Cinematografia / CSC di Roma, dove si diploma nel 2006 sotto la guida del Maestro Rotunno, impara a mettere la luce al servizio del racconto.
Come Performer e cineasta, Debora Vrizzi lavora da sempre con le immagini, il movimento, la fotografia e il corpo per mettere in scena una riflessione sull’identità personale e collettiva, a volte attraverso strutture semi-narrative, altre volte mediante una struttura simbolico-concettuale, in altre ancora slittando verso la documentazione del reale e l’autobiografia.
I suoi personali progetti artistici seguono due strade: la prima è caratterizzata dal mettere in gioco il proprio corpo come protagonista delle sue opere, le quali sono strutturate su un impianto prettamente cinematografico: i suoi quadri viventi sono delle vere e proprie ‘mises en scène’. La seconda è apparentemente opposta poiché l’artista sceglie di mettere in scena il cinema del reale.
In Frame Line, attraverso la rivisitazione del Mito, l’artista parla dell’attesa e della densità (concettuale e fisica) dei sentimenti e delle strategie ingarbugliate e inefficaci dell’amore.
Penelope attende Ulisse che, incantato delle Sirene, decide di non tornare.
La donna tesse i suoi capelli come una ragnatela, cercando di rendere seducente la sua interminabile attesa; non vuole abbandonare il suo trono. Il vento, che l’avvolge in aria sembra proseguire anche nell’acqua muovendo la gonna in una sorta di danza.
Frame line è lo spazio tra un fotogramma e un altro, è la linea che divide i sentimenti dalla ragione, è lo spazio vuoto e apparentemente immobile dell’attesa.
Elena Knox was born in Australia, lives between Japan and Australia.
Knox’s works are shown in theatres, cinemas and festival venues internationally, including Athens Video Art Festival, Cairo Video Festival, CologneOFF, International Symposium on Electronic Art (ISEA) Hong Kong, K11 Art Mall Hong Kong, Zebra Poetry Film Festival Berlin, Sydney Opera House, Australian Centre for the Moving Image (ACMI), Façade (Plovdiv), Sydney Underground Film Festival, St Kilda Film Festival, Sydney and Melbourne Writersʼ Festivals, The Box Visualcontainer (Milan), Women and Theatre Program (New York), Centre for Performance Research (UK), Australian Poetry Festival and Art Currents (USA). She has received project grants from four discipline boards of the Australia Council for the Arts and the Australian Embassy Berlin, and was awarded the Videotage/FUSE residency in Wuhan, China.
Knox’s PhD built a pioneering practice-based analysis of the aesthetic evolution of the service gynoid, winning the 2015 UNSW Art & Design Postgraduate Award for Research Excellence. Her BA Class 1 Honours project investigated the phenomenon of Pop Idol as it manifested in Baghdad in the low budget, locally produced Iraq Star.
As an actor Elena has appeared for La Pocha Nostra (Mexico/USA), and in Jane Campionʼs Holy Smoke. She has written and performs 3 solo experimental electro-cabarets – in 2012 the Green Room Award-nominated electro-cabaret Bild-Lilli played a 3 week season at The Malthouse, Melbourne.
Elena recently gained her PhD Media Arts from UNSW Art & Design, researching performativity in gynoid robots and presenting her findings in the solo show of video art Beyond Beyond the Valley of the Dolls at UNSW Galleries in January 2015. She currently researches for the National Institute for Experimental Arts (NIEA) and teaches at UNSW Art & Design.
http://www.elenaknox.com/
http://www.lull.tv
Sissa Micheli was born in 1975 in Brunico in Italy. From 2000 to 2002 she studied at the Schule für künstlerische Photographie in Vienna under the direction of Friedl Kubelka and completed her diploma studies between 2002 and 2007 at the Vienna Academy of Fine Arts with Professor Franz Graf, Professor Gunther Damisch and Professor Matthias Herrmann, graduating with honours. Sissa Micheli was awarded several prizes and grants, including the Vienna Academy prize and the Premio Pagine Bianche d'Autore, Milan, in 2008, the London and Paris studio scholarship by the BKA in 2009 and 2013, and the Austrian state grant for artistic photography in 2015. In 2016 she was awarded the “Artist of the Year” prize by the South Tyrol Artists’ Association and the HGV. Her work has been shown in numerous national and international individual and group exhibitions and is represented in public and private collections. Sissa Micheli lives and works in Vienna.
http://www.sissamicheli.net/
Liliana Orbach,interdisciplinary artist, independent curator and lecturer. Born in Argentina. Lives and works in Tel Aviv, Israel. She completed her PhD in Arts at the Multimedia department of Poznan Art University, Poland after earning her Master of Arts Degree at the California State University, Fullerton, U.S.A. Among her solo shows: Dot.to.Dot. project. Installation at Wschodnia Gallery. Lodz, Poland (2019); The Eureka Bliss. Installation at Artspace Tel Aviv, Israel (2015); Oasis Edge. Installation at the II International Art Biennial - Buenos Aires. National Museum of Fine Arts. Buenos Aires, Argentina (2002); Among her group exhibitions and international events: Dot.to.Dot. project. Video installation at Tetramatyka - International media festival. Lviv, Ukraine (2019); Transit Message - International mixed media project. Bergamo, Italy (2018); For Members Only. Video work at KOLNOA - Israeli Film Festival. Prague, Czech Republic (2018); Di Libe Brent a Shrek. Video work at ZKM, Karlsruhe, Germany (2017); What has risen may sunk and what has sunk may rise. Video installation at the Artists' House - Tel Aviv and WRO Atelier. Wroclaw, Poland (2013); Goldberg Variations - A different Outlook. Video art and live piano performance. Tzavta auditorium. Tel Aviv, Israel (2008); Videoformes - International video festival. France (2005-07); Video work at The Colors of Water - Exhibition at the Tel Aviv Museum, Israel (2002-04); Installation at Markers, Art and Poetry in Venice. The 49th Venice Biennial, Italy (2001).
https://www.liliana-orbach.com
Born in Seoul, South Korea, Jaye Rhee graduated from the School of the Art Institute of Chicago (BFA, MFA).She lives and works in New York.
Her work has since been exhibited at various international venues, including Albright¬ Knox Art Gallery, Norton Museum of Art, Queens Museum, The Bronx Museum of the Arts, Mori Art Museum (Tokyo), Kobe Biennale 2007, The Seoul Museum of Modern Art, DOOSAN Art Center (Seoul), Gyeonggi Museum of Art (South Korea), Leeum Samsung Museum (Seoul), the Centro para os Assuntos da Arte e Arquitectura (Portugal) and La Triennale di Milano (Milan).
Rhee also participated in the Artists’ residencies of Skowhegan School of Painting and Sculpture in Main 2009, Palais de Tokyo Workshop Program in Paris 2009, Changdong International Studio Program in Seoul 2008, Aljira Emerge Program at Aljira Center for Contemporary Art in New Jersey 2008, Artist in Market Place Program in Bronx Museum in 2005 and Lower Manhattan Cultural Council’s Swing Space Program 2012.
Among her awards are the Yonkang (DOOSAN) Art Award 2011, Franklin Furnace Fund 2010, SeMA Young Artist Grant from Seoul Museum of Art 2010, Arts Council Korea Grant for Cultural Exchange 2010 and 2009, and Korea¬America Foundation for the Arts Award 2008.
http://www.jrhee.com
Debora Vrizzi (1975, Cividale del Friuli) is a video artist and a director of photography. She lives in Rome.
Graduated from the Academy of Fine Arts in Bologna, she subsequently undertook a work experience in the field of fashion while continuing her personal artistic research. Over the years her interest in cinema and video art has grown. In 2007 she graduated at the Centro Sperimentale di Cinematografia in Rome, following a course directed by Giuseppe Rotunno. Some short films she directed photography have participated in international film festivals, including the Venice Film Festival, the Locarno International Film Festival and the Berlinale.Locarno Festival, the Berlinale. She has received awards for photography, including Best Photography at Capalbio Cinema International (2008) and for Arcipelago International Short Film Festival, Rome (2010).
As a director of photography, Vrizzi brought her works to many international festivals, such as Cannes Festival, Venice Film Festival, Berlinale and TIFF.
Her video artworks have been shown in personal and collective exhibitions such as: Videoart forum, AlbumArte, Rome, 2019; Fuori Norma, MACRO Asilo Museum, Rome 2018; Artist’s Film and video in Italy from The Sixties to Today, MAXXI Museum, Rome / Videoart Yearbook, Bologna 2017; Ibrida, Festival delle arti intermediali, Forli 2015; Maravee corpus, La Loggia Gallery, Capodistria, Slovenia; Mise en scène, with Wang Qing Song, OffiCina Gallery, Beijing, China 2009; Mise en Abyme, 3g Gallery, Udine; Pitti Immagine Award, for IT’s International talent support Photo # Seven, Trieste, 2008; 91° Collettiva giovani artisti, Bevilacqua la Masa Foundation, Venice, 2007.

Cinque artiste in piscina. A Bari

Muratcentoventidue, Bari ‒ fino al 30 novembre 2019. Swimming pool, ovvero la piscina simbolo di precari equilibri esistenziali in una mostra firmata da cinque artiste che riflettono sull’argomento con video e fotografia.