Susan Harbage Page – Cum grano salis

Viterbo - 29/06/2012 : 07/07/2012

In occasione di Caffeina Cultura 2012 la Kyo Art Gallery presenta la mostra Cum grano salis (Con un granello di sale) dell’artista americana Susan Harbage Page curata da Antonella Pisilli.

Informazioni

  • Luogo: KYO ART GALLERY
  • Indirizzo: Via San Pellegrino 55 - Viterbo - Lazio
  • Quando: dal 29/06/2012 - al 07/07/2012
  • Vernissage: 29/06/2012 ore 18.30
  • Autori: Susan Harbage Page
  • Curatori: Antonella Pisilli
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Tutti i giorni 18,30 .22,30

Comunicato stampa

In occasione di Caffeina Cultura 2012 la Kyo Art Gallery presenta la mostra Cum grano salis (Con un granello di sale) dell’artista americana Susan Harbage Page curata da Antonella Pisilli.

Susan Harbage Page fotografa, artista e docente all’Università del Nord Carolina di Chapel Hill fonda il suo percorso artistico sulla questione femminile nelle sue molteplici sfaccettature che s’intrecciano al più complesso quadro della politica sociale.
La questione femminile appare, nella percezione collettiva, in quei paesi (Inghilterra, Francia, Germania e Stati Uniti) che vissero per prime le modificazioni derivanti dalla rivoluzione industriale

Questa rivoluzione non solo ha indotto la donna a ritmi di lavoro uguali a quelli maschili modificando i ruoli definiti da tempi remoti tra i due sessi, ma ha collocato la donna nel mondo della produzione industriale relegandola però ad un ruolo subordinato e inferiore rispetto all’uomo.
Il valore economico del lavoro femminile nella società sarà il tema centrale della mostra Cum grano salis. Il sale e tre immagini di grandi dimensioni di “gorgiere” (colletti ricamati) dipinte nelle pareti della galleria saranno i due elementi che costituiranno l’installazione che l’artista realizzerà per la Kyo Art gallery.
Il primo elemento: la riproduzione di tre gorgiere ricamate in vari stadi di finitura diventano l’espressione del lavoro delle donne e del trascorrere del tempo dove la differente realizzazione vuole rappresentarne l’individualità, un osservatore attento noterà che i tre lavori portano il segno, come una sorta di firma, delle mani che li hanno creati: alcuni punti sono più lenti o più stretti, sbagliati o eliminati e in alcuni casi il motivo del ricamo risulta alterato o cambiato. Questi punti diventano una sorta di “linguaggio tipografico” cifrato con un chiaro significato cioè quello di dare e togliere potere alle donne.
Il colletto assume nei secoli un significato che va oltre la sua funzione, nel Seicento e nel Settecento i nobili si adornavano di questi collari che nel tempo divennero sempre più grandi e maestosi per conferire al portatore un aspetto altezzoso, poi da semplice ornamento diviene un elemento simbolico pensiamo al collarino dei preti, o ancora indicazione dello status lavorativo i cosiddetti colletti bianchi o i colletti blu.
Il secondo elemento presente nell’istallazione: la “montagna” di sale al centro della stanza alla cui sommità c’è una scultura di ceramica creata unendo alle loro basi due piccole figure del diciannovesimo secolo. Il sale nell’opera rappresenta il mezzo di pagamento, come figurazione del lavoro e del suo valore. La parola, di origine latina, salario deriva dalla parola sale, perché nell’antica Roma i soldati erano pagati con il sale. Nel Medioevo il sale fu usato anche come moneta di scambio e servì per la “Gabella” un’imposta pretesa da Filippo il Bello.
Questi elementi: il sale e la gorgiera ricamata assumono per l’artista un significato simbolico rappresentando lo sfruttamento del lavoro e ogni singolo punto ricamato o ogni granello di sale denunciano la condizione della donna nella sua fragilità, ma anche nella sua grande forza propulsiva.