Sul segno degli artisti # 20 – Mira Cantone

Comiso - 07/07/2013 : 25/07/2013

Dodici artisti presentati, nell’arco di un anno, con 12 lavori ciascuno e raccolti in un catalogo annuale. Lo zodiaco costituirà ciclicamente per 12 anni l’imprevedibile percorso di una lunga mostra sul segno astrale di 144 artisti prescelti, per un ammontare cabalistico di 1728 opere da esporre.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA DEGLI ARCHI
  • Indirizzo: Via E. Calogero 22 - Comiso - Sicilia
  • Quando: dal 07/07/2013 - al 25/07/2013
  • Vernissage: 07/07/2013 ore 20
  • Autori: Mira Cantone
  • Curatori: Salvatore Schembari
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a domenica ore 18-21 o su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Dodici artisti da presentare nell'arco di un anno con 12 lavori ciascuno. Alla fine dell'anno sarà pubblicato un catalogo edito dalla Salarchi Immagini, nel segno degli (astri) artisti prescelti, con 144 opere: esso costituirà ciclicamente per dodici anni il corpo ideale di una sinestesia simbolica da deporre nella collana editoriale “Sul segno degli artisti” in dodici volumi, per un ammontare cabalistico di 1728 opere d'arte esposte, prodotte da 144 artisti


Domenica 7 luglio 2013, alle ore 20, organizzata da Archinet e dalla Fondazione degli Archi, presso la Sala Mostre della Fondazione Gesualdo Bufalino è la volta, per il ciclo degli autori del Toro, dell'artista Mira Cantone. Il ventesimo appuntamento della rassegna “Sul segno degli artisti” è dedicato alla fotografa catanese Mira Cantone.
REGISTRI FOTOGRAFICI
DI UN PAESAGGIO INTORNO A COMISO
GENNAIO-GIUGNO 2013


Citando Tabucchi che scrive su Ozu, uno dei registi preferiti da Bufalino:
“…i suoi paesaggi più amati sono di solito luoghi in cui la città si disfa in periferie povere o nella campagna…” mi sono chiesta come definire un’esperienza visiva del territorio con l’obiettivo fotografico avendo scelto di indagare aspetti del paesaggio che gira intorno a Comiso .
Una scoperta, per certi versi inedita, altre volte, partendo da Scicli, ho fatto delle puntate occasionali a Comiso per visitare una mostra o per una festa. Questa volta sono stata guidata dall’amico Salvatore Schembari, che, con l’entusiasmo che infonde alle sue ricche e colte descrizioni mi ha aiutato a elaborare una prospettiva dello spazio da considerare, oltre che a suggerirmi luoghi significativi di un’identità storica del posto.
Ragionando fotograficamente sulle molteplici opportunità offerte dagli scorci paesaggistici ho cercato di decifrare una parte di quella mappa di segni che possono contribuire al riconoscimento di un rapporto tra gli elementi, contenuti nel territorio e l’uomo- abitante, fondatore di spazi che ricostruisce ogni qual volta in maniera diversa.
Il termine paesaggio viene da paese o villaggio, una stratificazione con valenza di habitat e dove si afferma il riconoscimento di una esperienza.
Scrive Bufalino: “Un paese, del resto, cos’altro è se non una creatura vivente, che nasce, cresce, invecchia, muore e rinasce, secondo l’alternarsi delle generazioni?”
Bufalino mi ha svelato nei suoi scritti, soprattutto in quelli che si riferiscono all’amata città, alcuni itinerari: dal fiume Ippari alla foce lungo il mare che bagna Scoglitti; dal quartiere Muraglie alla cava contenuta nel Cozzo di Apollo e altri ancora.
“…Ippari , si sarebbe già potuto udir risonare, venticinque secoli addietro, sulle labbra di Pindaro, in un’ ode olimpica in onore di un atleta di Camarina.”
E così le mie frequenze a Comiso si sono succedute durante i mesi invernali e primaverili
ripercorrendo più volte gli stessi luoghi per respirare con la mente e con gli occhi quei ritmi che la luce e i colori mediano sul paesaggio di Comiso.

Oltre che Salvatore Schembari, ringrazio Giovanni Iemulo, direttore della Biblioteca e della Fondazione Bufalino che mi ha parlato a lungo di questo straordinario autore e consigliato alcuni argomenti dei suoi saggi.
I miei ringraziamenti vanno a Paolo Nifosì e Peppe Pitrolo che hanno fatto una lettura critica del mio lavoro scambiando con me le loro impressioni.

Mira Cantone

Biografia
Mira Cantone nasce a Catania nel 1952, compie gli studi artistici presso l’Istituto Superiore Industrie Artistiche di Urbino.
Si trasferisce nel nord del Messico per un lungo periodo, dove vive e lavora nel campo della grafica e della fotografia di pubblica utilità presso istituzioni pubbliche e private, partecipa a varie esposizioni.
Ritorna nella sua città dove attualmente lavora come docente di Fotografia presso il Liceo Artistico M.M. Lazzaro.


1973/76 esposizioni fotografiche permanenti
Dipartimento di Antropologia e Historia del Nord-Est, Monterrey-Mexico.

1982/85 esposizioni fotografiche permanenti
Centro Culturale Alfa Museo Planetario, Monterrey-Mexico.

1988/95 attività fotografica amatoriale all’interno di Club fotografici nella provincia di Catania.

2004 personale, mostra fotografica, Caffè Letterario Brancati,Scicli

2006 "Progetto Fotografia" workshop, seminari, incontri.

2007
Personale, mostra fotografica ”Lettere dagli Altipiani” Galleria fotografica Gianni Mania, Scicli.

Collettiva ”Una Cattedrale del mare” Galleria Koinè, Scicli.

Collettiva nell’ambito del Festival Internazionale di Cinema e Cultura ”Non solo Barocco”, Modica.

Mostra nell’ambito del progetto Scripta volant, insieme allo scultore Carmelo Candiano
“la pietra,la luce e il linguaggio visivo”, Centro Culturale Cavallotto, Catania.

Collettiva “Cento Artisti intorno al giardino”, Fondazione Bufalino, Comiso.

2008
Partecipazione al “Voice off”, incontri fotografici con immagini e proiezione: Storie imaginate in luoghi reali, Arles (Francia).

2009 Collettiva "CHIAROSCURO" Galleria Koinè, Scicli.

2010
Mostra fotografica, insieme alla pittrice Mavie Cartia,
"La sfida gentile", Orto Botanico, Catania.
Anno della Biodiversità, Orto Botanico di Palermo

Collettiva "La bella estate" Galleria Koinè, Scicli.

Collettiva "35 pittori per Antonello da Messina", Caffè Letterario Brancati, Scicli.
Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa.