Stefano Russo – 23 7 3 1

Milano - 10/01/2013 : 16/01/2013

Il titolo della mostra è una sequenza numerica il cui significato simbolico trova espressione nelle opere dell'artista che indaga l'armonia tra fisica e metafisica, tra logica e sensazione, visibile e invisibile.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE STELLINE
  • Indirizzo: Corso Magenta 61 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 10/01/2013 - al 16/01/2013
  • Vernissage: 10/01/2013 ore 18.30
  • Autori: Stefano Russo
  • Curatori: Alessandro Turci
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì-domenica, 10-20
  • Biglietti: ingresso libero
  • Uffici stampa: CH2

Comunicato stampa

Stefano Russo, classe 1969, siciliano d'origine e milanese d'adozione presenta il progetto “23 7 3 1”.

Il titolo della mostra è una sequenza numerica il cui significato simbolico trova espressione nelle opere dell'artista che indaga l'armonia tra fisica e metafisica, tra logica e sensazione, visibile e invisibile.

“23 7 3 1” diventa un algoritmo, un codice volto all'abbattimento delle barriere tra materiale e spirituale attraverso un percorso scientifico e interiore, una sorta di credo verso un vivere più consapevole e un'esistenza in armonia e bilanciamento



Stefano Russo esplora le relazioni percettive attraverso l'organo più complesso del corpo umano: l'occhio.

Organo che analizza, scompone e ricompone la realtà. L’occhio come “prima creatura della luce”, come lo definiva Goethe, poiché la luce trasmette la realtà visibile all'occhio e questo la trasmette all'uomo. In esso risiede il Principio del Vedere, la Visione in potenza.

Come l’artista stesso dice “Tra il visibile e l’invisibile tutto ciò che ci circonda è in continuo movimento e ha un colore ed una vibrazione: le cose , le emozioni, i pensieri, gli stati d’animo possiedono tutti la propria frequenza unica”; la luce, il colore, il calore e le vibrazioni sono i presupposti affinché la vita si diffonda.
Ogni cosa trattiene una parte della luce riflettendone l’altra parte.
I globi oculari sono la porta d’ingresso del cervello umano, organi complessi formati da cinque miliardi di particelle, grazie alle quali riusciamo a zoomare dal micro al macro e viceversa.


In mostra disegni, sculture e installazioni: un percorso sperimentale, visionario e di conoscenza che parte da una riflessione sul funzionamento del corpo umano.
I sensi, le vibrazioni e le frequenze che lo attraversano, superano quei parametri e meccanismi fisiologici esistenti nel nostro cervello, capaci di complicare le informazioni che riceviamo dall’esterno e che vengono rielaborate sotto il bagaglio genetico individuale, tracciando una strada per riconquistare la consapevolezza delle potenzialità umane che originariamente ci appartiene.