Stefano Di Stasio

Arezzo - 29/06/2018 : 09/09/2018

L'opera di Stefano Di Stasio è quella scelta da Fabio Migliorati per essere ospitata presso la Chiesa dei SS. Lorentino e Pergentino in Arezzo, in cui se ne espone parte della più recente produzione.

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Comunicato stampa

L'opera di Stefano Di Stasio è quella scelta da Fabio Migliorati per essere ospitata presso la Chiesa dei SS. Lorentino e Pergentino in Arezzo, in cui se ne espone parte della più recente produzione. Oltre 20 dipinti racconteranno il discorso estetico di uno degli artisti che hanno parlato il linguaggio della pittura italiana in Italia, dal proprio protagonismo colorato degli anni Ottanta, al tacito, costante fiancheggiamento dei decenni successivi

Al temine della mostra, una delle opere entrerà a far parte della prestigiosa Collezione di Fraternita, parte collocata nel nobile Palazzo di Piazza Vasari, parte presso il Museo d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo.
Il lavoro di Stefano Di Stasio, è un viaggio nel sentire umano raccontato per immagini; è un'ipotesi formulata, una domanda posta a noi stessi. Ci si risponde con il tentativo di evocare quella certa poesia d'ambientazione, e di farla intuire come strumento eletto ed elettivo, per tentare sia di stabilire una soluzione visiva come mossa del conoscere, sia di validare il modo attraverso il quale si raggiunge, cioè la tecnica. La pittura, così, è ancora una volta "via del sapere" dell'autore, che oggi, però, non si manifesta più quale proposta di resistenza, ma vive liberamente, senza alcun merito o demerito che costituisca un vantaggio o uno svantaggio.Tale fenomenologia dell'essenza estetica conduce Stefano Di Stasio alla verità del tempo pittorico, quale ente metafisico in grado di sistemare i dubbi del pittore come quelli dell'umanità. Il perenne confronto fra elementi compitamente figurali e frammenti compiutamente paesaggistici, l'equilibrio fra bisogno del ritrarre e tentazione dell'autoritrarsi, il dualismo fra trama della narrazione e coscienza di essa: tutto ciò senza tradurre o interpretare il senso di immagini che sembrano evolute, autonome, quasi coscienti - anche quando l'insieme di singoli elementi realistici sfuma nella logica dell'illusione, pur senza suggerire quella certa teatralità fantastica invece trattenuta dalle smaltate e suggestive forze del vero, che situano la pittura al magico limine tra sentire lirico e vedere psicologico. L'artista, in Arezzo, non può che pensare all'apparato figurale di Giorgio Vasari, così complesso e strutturato come il suo; e restare in silenzio magari al cospetto dell'immenso "Convito per le nozze di Ester e Assuero" al Museo d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo.
Con mostre come questa, la funzione culturale della Fraternita dei Laici ritrova il proprio spirito umanistico, facendosi garante pubblico di una "veduta espressiva" che, manifestandosi, forma e riforma nel tempo le identità creative cittadine.
La mostra sarà inaugurata venerdì 29 giugno alle ore 18.00 (con durata dal 30 giugno al 9 settembre 2018), presso la Chiesa dei SS. Lorentino e Pergentino in via Cavour 188 - Arezzo, alla presenza dell'artista, di Alessandro Ghinelli (Sindaco di Arezzo), di Pier Luigi Rossi (Primo Rettore, Fraternita dei Laici), di Fabio Migliorati (Critico d'arte / Curator), di Alessandro Bagnai (Galleria Alessandro Bagnai).