Stefano Bergamaschi – Quando le pareti divennero pavimenti

Genova - 16/01/2020 : 07/02/2020

All’interno di “ Quando le pareti divennero pavimenti” venti opere che raffigurano uno dei più grandi naufragi Italiani e rappresentano l’ultimo naufragio di un artista irrequieto e alla disperata ricerca di un senso della vita. Il naufragio come metafora, l’immagine figurativa che affonda nel colore, dentro le visioni metafisiche della mente.

Informazioni

  • Luogo: GALATA MUSEO DEL MARE
  • Indirizzo: Calata De Mari 1 - Genova - Liguria
  • Quando: dal 16/01/2020 - al 07/02/2020
  • Vernissage: 16/01/2020 ore 17,30
  • Autori: Stefano Bergamaschi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: La mostra è compresa nella visita del Museo in orari museali: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato, domenica e festivi fino alle 19.30.

Comunicato stampa

Al Galata Museo del Mare di Genova dal 17 gennaio al 7 febbraio 2020, presso la Galleria delle Esposizioni al 2°piano, saranno visibili le opere di Stefano Bergamaschi, in arte Steve Barney. All’interno di “ Quando le pareti divennero pavimenti” venti opere che raffigurano uno dei più grandi naufragi Italiani e rappresentano l’ultimo naufragio di un artista irrequieto e alla disperata ricerca di un senso della vita. Il naufragio come metafora, l’immagine figurativa che affonda nel colore, dentro le visioni metafisiche della mente.

“Volevo dare colore a qualcosa che non aveva più colore

Il mio leit motiv è dal negativo trarre il positivo - spiega Steve Barney - ho voluto con tutte le mie forze presentare questo progetto a Genova dove questa nave è stata portata e smontata pezzo dopo pezzo. Per me Genova è una fine ma anche un punto di partenza per trovare una sintesi tra figurativo e astratto, tra il dolore e la speranza”.

Curatori della mostra sono i giornalisti e scrittori Nanni Delbecchi e Vito Oliva. Entrambi hanno iniziato al “Giornale” diretto da Indro Montanelli, in seguito le loro strade si sono divise. Delbecchi è approdato a “Il Fatto Quotidiano”, di cui è critico televisivo, mentre Oliva è passato al TG5, diventandone Vice direttore.

Stefano Bergamaschi, in arte, Steve Barney nasce a Salsomaggiore Terme nel 1963.

Il suo percorso come artista inizia negli anni 80, quando comincia a scattare foto con una Praktica semiautomatica. Molti di questi scatti saranno alla base ed ispirazione per i suoi primi lavori su tela.

I primi anni 2000 sono segnati da un avvicinamento al colore, da un abbandono dell’immagine pura per arrivare a una contaminazione tra fotografia e pittura, tra realtà e visione.

Centrale per la formazione dell’artista, sino a questo punto autodidatta, risultano gli incontri con Riccardo Zipoli, fotografo, che quest’anno ha vinto il premio Hemingway 2019 per la fotografia e con Luigi Ariggi, pittore parmense allievo di Mario Schifano , che lo portano a migliorare le due tecniche che diverranno tratto fondamentale della sua produzione artistica, e spingendolo ad andare a stusdiare alla Fondazione Mirò a Barcellona .

Negli anni a seguire, incontra Vittorio Sgarbi e partecipa nel 2010 al Concorso nazionale Premio Arciere. E viene inserito come pittore emergente al Festival dei due Mondi a Spoleto, nel 2011 espone alla Biennale di Venezia , e all’estero a New York nel 2005, con la Galleria Palma Arte a Ginevra nel 2007 e a Parigi nel 2009 , con Art&co espone a Hong Kong nel 2013 .