Space Force Construction

Venezia - 10/05/2017 : 25/08/2017

La V-A-C Foundation presenta il Palazzo delle Zattere, come nuova sede italiana della fondazione moscovita, inaugurandola con la mostra collettiva Space Force Construction.

Informazioni

Comunicato stampa

V-A-C FOUNDATION PRESENTA LA NUOVA SEDE VENEZIANA: IL PALAZZO DELLE ZATTERE

V-A-C Foundation, un’istituzione senza scopo di lucro, fondata a Mosca nel 2009 da Leonid Mikhelson e Teresa Iarocci Mavica, è orgogliosa di presentare in anteprima alla stampa italiana la nuova sede della fondazione a Venezia: il PALAZZO DELLE ZATTERE. Affacciato sul Canale della Giudecca e situato non lontano dalla fermata delle Zattere, l’edificio è di proprietà dell’Autorità Portuale di Venezia, che, a mezzo di un tender pubblico, lo ha affidato in gestione esclusiva a V-A-C Foundation per 18 + 18 anni

La fondazione, con un importante lavoro di recupero, iniziato nel 2014, per un valore, stabilito dal contratto, di oltre 4 milioni di Euro, ha riconvertito l’immobile in sede espositiva e didattica con apertura ufficiale al pubblico in coincidenza con la Biennale d’Arte il 13 Maggio 2017, con la mostra Space Force Construction.

“Il Palazzo delle Zattere non intende essere un secondo Padiglione Russo, bensi’ uno spazio internazionale che consentira’ alla V-A-C di sviluppare ulteriormente il proprio impegno con le nuove generazioni di artisti. Superare le barriere nazionaliste e aprire nuove opportunita’ di dialogo tra gli artisti di tutto il mondo, offrendo loro una piattaforma dove produrre e mostrare il proprio lavoro, e’ lo scopo primario della VAC Foundation. Il Palazzo delle Zattere ci offre l’opportunità di estendere il nostro programma educativo e condurre a Venezia una residenza per curatori e artisti, insieme ad un programma di eventi che mirerà a coinvolgere tanto il pubblico locale, che quello internazionale”.
Teresa Iarocci Mavica, Direttore della V-A-C Foundation.

“La cultura e l’innovazione sono elementi centrali per lo sviluppo delle città. In questo senso restituire a Venezia, all’arte e alla cultura il Palazzo che ospitava la sede dell’allora Autorità Portuale, grazie alla collaborazione con V-A-C Foundation, è un risultato tangibile. Un risultato che, da un lato mantiene e valorizza un bene pubblico e un palazzo storico cittadino, dall'altro è un esempio di risposta concreta ai bisogni della Città. E’ questo che intendo per “Porto Aperto”: non solo apertura degli spazi e delle strutture, ma ascolto e dialogo costante per ricostruire una relazione che passi anche per un nuovo Waterfront trasformato in Hub culturale focalizzato sulla tutela e sullo sviluppo del patrimonio culturale del porto”.
Pino Musolino, Presidente dell’ Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

Costruito intorno al 1850, l’interno dell’edificio è stato oggetto di molteplici interventi nel corso della sua storia, in particolare ed a più riprese fra il 1950 e gli anni Novanta. L’intero spazio copre 2.000 metri quadri su quattro livelli, metà dei quali saranno adibiti a spazio espositivo. Includerà un’area di accoglienza, un ristorante ed un bookshop, un ampio giardino esterno, 4 appartamenti-studio per artisti e curatori ospiti, spazi per uffici ed una sala per conferenze ed eventi. Il progetto di recupero, eseguito dallo studio di architettura veneziano _apml, sotto la direzione di Alessandro Pedron, ha mirato a rappresentare e comunicare l'obiettivo di V-A-C Foundation di realizzare a Venezia uno spazio integrato nella città e non aperto solo durante la Biennale.


V-A-C Foundation è un ente senza scopo di lucro fondato a Mosca nel 2009 da Leonid Mikhelson (Fondatore e Presidente) e da Teresa Iarocci Mavica (Direttore). V-A-C si impegna a livello internazionale nella produzione, nella presentazione e nello sviluppo dell’arte contemporanea, in una moltitudine di forme ed entro la cornice di un solido e coerente programma espositivo, educativo ed editoriale. Particolarmente rilevante per la nuova generazione di artisti in Russia, V-A-C si concentra sul processo della produzione artistica e sull’espansione di una piattaforma, che dia agli artisti l’opportunità di vivere le pratiche culturali internazionali, di coltivarle e di interrogarle, e allo stesso tempo di sviluppare un linguaggio artistico genuino e autonomo. V-A-C è a buon diritto considerato uno degli attori di spicco nel processo di apertura della cultura contemporanea russa al resto del mondo, per il sostegno pratico e le opportunità di crescita che offre agli artisti emergenti, e per la ricerca di nuove piattaforme espositive internazionali, di opportunità per commissioni, e di modalità atte a favorire gli scambi fra culture – fattore particolarmente importante nel clima attuale.
V-A-C Foundation dal 2010 ha prodotto mostre a Venezia ogni anno in occasione della Biennale, ponendo artisti emergenti russi in dialogo con artisti internazionali in modi sperimentali e ambiziosi. Ne sono esempi Pawel Althamer and Anatoly Osmolovsky: Parallel Convergences curata nel 2013 da Nicholas Cullinan – una mostra-dialogo che ha rivelato interessanti parallelismi nel lavoro di due artisti, un russo ed un polacco, della stessa generazione, che però non avevano mai avuto l’opportunita’ di lavorare insieme; un’altra è stata la mostra Future Histories curata nel 2015 da Magnus af Petersen, un progetto espositivo di collaborazione tra l’artista emergente russo Arseny Zhilyaev e l’artista americano di fama internazionale, Mark Dion. Sono state anche prodotte due grandi collettive, curate da Katerina Chuchalina di V-A-C, sull’architettura ed il paesaggio mutevole della città di Mosca e sull’architettura delle istituzioni penitenziarie e di tutti i luoghi di reclusione.

La prima mostra della V-A-C Foundation al Palazzo delle Zattere, che aprirà al pubblico il 13 maggio, si intitolerà Space Force Construction, ed è organizzata in collaborazione con l’Art Institute of Chicago. Non includerà opere della collezione V-A-C, ma proporrà lavori storici da collezioni internazionali, in dialogo con opere di artisti contemporanei come Wolfgang Tillmans e David Goldblatt e una serie di nuove grandi opere site-specific commissionate ad artisti come: Barbara Kruger, Abraham Cruzvillegas, Kirill Gluschenko, Mikhail Tolmachev e Christian Nyampeta.

Tutte le mostre proposte dalla V-A-C Foundation e le attività organizzate al Palazzo delle Zattere saranno gratuite.

SPACE FORCE CONSTRUCTION
13 maggio — 25 agosto 2017

Anteprima internazionale stampa e media, con curatori e artisti:
10 maggio, h. 8.30–11.00

SCHEDA DELL’INTERVENTO DI RECUPERO
A cura dello studio di architettura Alessandro Pedron_Maria Pia La Tegola

Il PALAZZO DELLE ZATTERE è il risultato di varie trasformazioni che si sono susseguite negli ultimi due secoli, ed è costituito da cinque diversi corpi di fabbrica che si sviluppano dalla Fondamenta delle Zattere a sud fino al canale di Ognissanti a nord. 
L’ingresso dell’edificio ricostruito nel 1875, è situato a sud, ove si possono riconoscere la facciata lapidea realizzata, probabilmente in due fasi successive, il basamento e il piano primo in pietra d'Istria come in tutti i palazzi veneziani, il secondo piano e il sottotetto, in pietra tenera di Vicenza, fatto piuttosto insolito per la città di Venezia.
 Il Palazzo, soggetto a vincolo monumentale, è stato oggetto di un’attenta ricerca storica e documentale supportata da indagini puntuali e da verifiche stratigrafiche sulle murature esistenti.
 Questo ha permesso di comprendere la storia dell'intero lotto sul quale insistono i cinque diversi corpi di fabbrica che compongono quello che inizialmente sembrava essere un unico edificio. Ogni corpo di fabbrica ha avuto negli anni trasformazioni molto importanti, soprattutto da quando il Palazzo, nel 1951, è diventato di proprietà del Porto di Venezia. Determinante è stato il passaggio dall'uso residenziale a quello ad uffici. Gli esiti della ricerca hanno delineato i temi del restauro conservativo, che hanno determinato le scelte del progetto, soprattutto nel corpo di fabbrica che si affaccia sulla Fondamenta delle Zattere datato al 1875, in particolare:
- l'ingresso del Palazzo pavimentato con la pietra d'Istria consumata dal tempo;
- gli stucchi lucidi degli anni cinquanta dell'ingresso e della scala di accesso al primo piano; 

- l'arco ribassato e le finestre murate al piano terra; 

- i pavimenti alla veneziana al primo piano del corpo principale;
- la colonna di sostegno della scala storica in pietra d'Istria;
- I soffitti decorati al piano nobile; 

- la struttura in legno del tetto esistente.

Il piano terra, che si affaccia sulla Fondamenta delle Zattere, è diventato la naturale prosecuzione dello spazio pubblico aperto a tutti. L'ingresso del Palazzo pavimentato con la pietra d'Istria consumata dal tempo, è stato oggetto di un delicato restauro conservativo, così come le sue superfici verticali, in stucco lucido novecentesco.
 Il progetto si legge nella sua semplicità nell’ingresso al Palazzo con il solo inserimento di sobri arredi metallici in colore bianco caldo che hanno la funzione di accogliere gli impianti di climatizzazione e di proporre le prime informazioni sulla V-A-C Foundation. L’elemento verticale di collegamento ai piani è la scala in ferro, vetro e pietra di Chiampo, segno di progetto più importante, la cui collocazione permette un’ottimale fruibilità degli spazi e dei percorsi espositivi. La scala consente anche l’accesso all’ultimo piano, riservato alla foresteria per gli artisti e collaboratori della Fondazione.
Gli spazi e i percorsi espositivi sono il risultato di un’attenta lettura dei corpi di fabbrica, diversi per dimensioni e altezze, peculiarità che, attraverso studio accurato e sensibilità progettuale sono state mantenute e rese riconoscibili. 
Riconoscibili e percepibili anche i cinque corpi storici che caratterizzano il Palazzo, restituiti allo stesso attraverso l’eliminazione delle numerose piccole stanze destinate a uffici, diventate ampi spazi destinati all’esposizione di opere d’arte o installazioni.

Il progetto di restauro è in realtà la restituzione alla città di questo particolare edificio veneziano, con le finestre in legno di larice che, senza mimetismi, dichiarano il loro ruolo di elemento tipologico di ogni edificio, sottolineando e incorniciando il rapporto tra interno ed esterno. Inoltre, esse compongono e disegnano gli affacci del Palazzo e il loro rapporto con la città: lungo la stretta calle laterale con le loro dimensioni e il numero ridotto, con l’edificio adiacente attraverso l’unico affaccio sulla terrazza laterale al secondo piano, sul fronte giardino e canale grazie alla loro distribuzione tipica e, infine, con la loro evidente presenza sul prospetto principale affacciato sulla Fondamenta delle Zattere che guarda il Canale della Giudecca.

Materiali utilizzati e finiture del progetto 

L’uso dei materiali tipici della tradizione veneziana è stato il filo conduttore dell’intervento:
 trachite euganea delle cave di Monte Merlo, pietra d’Istria, Bianco di Asiago e pietra di Chiampo; legno di larice; ferro e acciaio non verniciato
; vetro; intonaco in calce. Nello specifico, per i pavimenti dove non è stato possibile intervenire con la conservazione e il restauro, è stato realizzato il terrazzo alla veneziana, con semina diversa tra lo spazio espositivo (trachite) e gli spazi della foresteria (biancone). Per la scala principale sono stati utilizzati il ferro, il 
vetro e la pietra di Chiampo; per le finestre il legno di larice; per le facciate l’intonaco in calce con colori e finiture dell’intonaco originale. Le pareti interne degli spazi espositivi sono intenzionalmente e semplicemente bianche.

Impianti e dotazioni tecnologiche
La priorità assoluta di uno spazio espositivo è la dotazione tecnico-impiantistico-tecnologica che deve garantire standard qualitativi altissimi in merito alla regolazione delle temperature e al controllo dell’umidità sia per i visitatori che per le opere presenti, alle questioni illuminotecniche; sicurezza antincendio dell’immobile, dei visitatori, e delle opere esposte; sicurezza e antinfrazione dell’immobile e delle opere in esso contenute e, non ultima per importanza, la protezione dal fenomeno dell’acqua alta alla quota di sicurezza massima di 2 metri sul medio mare.
I requisiti sopra elencati, fondamentali per uno spazio espositivo con caratteristiche di versatilità per esposizioni, mostre temporanee ed eventi culturali di ogni tipo, hanno portato a una progettazione molto accurata e attenta e a una corretta integrazione rispettosa dell’edificio storico. Il risultato è il progetto originale e innovativo dei controsoffitti tecnici che, in pochissimi centimetri, possono nascondere tutta la parte impiantistica orizzontale della distribuzione dell’aria per la climatizzazione e il controllo dell’umidità, l’impianto antincendio e soprattutto un sistema di illuminazione progettato “su misura” per questo Palazzo grazie alla collaborazione di iGuzzini illuminazione.