Sonia Ros – Kairos

Palermo - 17/04/2015 : 15/05/2015

L'artista veneta dopo le due recenti importanti mostre istituzionali al Museo Carlo Bilotti ’Aranciera di Villa Borghese ed al Mad Umbria Museum di Spoleto, approda a Palermo con una nuova esposizione che prevede 25 lavori circa.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO ZIINO
  • Indirizzo: Via Dante 53 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 17/04/2015 - al 15/05/2015
  • Vernissage: 17/04/2015 ore 18
  • Autori: Sonia Ros
  • Curatori: Roberto Bilotti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lun-sab ore 9.30-18.30
  • Patrocini: promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, è realizzata da MLC Comunicazione in collaborazione con lo Spazio Agora’.
  • Uffici stampa: MLC COMUNICAZIONE

Comunicato stampa

Venerdì 17 Aprile 2015 alle ore 18,00 presso Palazzo Ziino, il Sindaco Leoluca Orlando e l’Assessore alla Cultura Andrea Cusumano, inaugurano la personale dell’artista veneta Sonia Ros “KAIROS” Figure del Desiderio.
La Mostra, curata ed ideata da Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona, è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, è realizzata da MLC Comunicazione in collaborazione con lo Spazio Agora’.
L'artista veneta dopo le due recenti importanti mostre istituzionali al Museo Carlo Bilotti ’Aranciera di Villa Borghese ed al Mad Umbria Museum di Spoleto, approda a Palermo con una nuova esposizione che prevede 25 lavori circa


In mostra, tele di grandi dimensioni dal forte impatto visivo ed emozionale. Colori forti a contrasto, ben delineati da tratti grigi o neri, che mettono in scena immagini anti narrative, che rappresentano l’alleggerimento dei corpi , la loro esplosione implosione e la loro integrazione con l’oggetto del desiderio, sia esso organico o inorganico.
La dinamica del corpo, la sua complessità, le ossessioni che può destare sono diventate temi ineludibili e la pittura l’unico modo, l’unica tecnica in grado di esprimere la loro urgenza.
Le opere sono caratterizzate dall’eterno conflitto tra soggetto e oggetto, tra percezione e percepito da un lato e l’illusoria dicotomia astrazione-figurazione dall’altro. Il curatore della mostra, Roberto Bilotti del Comitato Tecnico Scientifico del Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese di Roma, che ha fortemente voluto che il lavoro dell’artista veneta fosse visibile anche in Sicilia, scrive: Quando ho visto le opere di Sonia Ros, in occasione della Mostra “Figure del desiderio” al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese a Roma, mi sono venute incontro senza mediazioni, senza prevenzioni positive o negative: le sue figure irriconoscibili, ma così familiari, mi sono sembrate subito degne di nota e ne ho colto il peculiare intreccio tra autonomia espressiva e strategie della carne, del desiderio. Per questo ho, in seguito, considerato che il lavoro di quest’artista potesse e dovesse essere promosso e valorizzato, ho quindi proposto la donazione di un’opera per la collezione permanente al Museo Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, Arte Contemporanea – Castello di Rende; oggi , infatti “Radiografia Notturna” è esposta a testimonianza di un approccio speciale, coraggioso alla Pittura che non intende accettare i consueti canoni della contemporaneità. Sono adesso soddisfatto che, Sonia Ros abbia l’occasione di esporre a Palermo a Palazzo Ziino. Spero che le sue opere entrino in felice risonanza con le mille tradizioni di questa città, che al palinsesto di storie e stili l’artista possa giust’ apporre la stratificazione di macchine, corpi, membrane biomorfe dalle forme organiche e floreali, protesi meccaniche, minerali che “infestano” le sue grandi tele in un attimo della loro perenne metamorfosi, trasformandole in un paesaggio della visione interiore ai limiti di sogno e ossessione.Desidero indicare un possibile tragitto di lettura tra Roma e Palermo, congiunte idealmente da una “corda” tesa tra l’empito del Desiderio e la tenacia abilità della Grazia. Entrambi grimaldelli privilegiati per disserrare lo spazio poetico dell’artista.

Il catalogo edito da Vianello Libri, conterrà i testi di Serena Ribaudo e Alberto Dambruoso