Simone Casetta – Politica 3

Milano - 13/02/2014 : 19/02/2014

Politica 3, la personale di Simone Casetta (1961), presso PopUpDesignGallery Regenesi in via Pontaccio 2 a Milano, è la terza di una serie di esposizioni dedicate alla fotografia su pellicola. Regenesi, con il Conservatorio della Fotografia apre le porte a piccole mostre, I giovedì di Regenesi, che da gennaio a fine marzo ci racconteranno di nuovi autori che per la loro ricerca espressiva utilizzano tecniche di stampa e di ripresa artigianali.

Informazioni

Comunicato stampa

"Il testimone non può che essere tale rispetto a una verità che lo ha toccato, che lo ha cambiato

Il testimone prende la parola per comunicare il modo unico e irripetibile in cui la verità gli si è manifestata, per condividere con altri ciò che ha potuto conoscere; per mettere in discussione i luoghi comuni che creano inerzie e spengono la libertà; per invitare gli altri a lasciarsi toccare dalla verità."
(Michel Foucault - dal 'Discorso e verità della Grecia antica', citato in "Sono vivo ed è solo l'inizio" di Laura Campanello, Mursia 2013)

Politica 3, la personale di Simone Casetta (1961), presso PopUpDesignGallery Regenesi in via Pontaccio 2 a Milano, è la terza di una serie di esposizioni dedicate alla fotografia su pellicola. Regenesi, con il Conservatorio della Fotografia apre le porte a piccole mostre, I giovedì di Regenesi, che da gennaio a fine marzo ci racconteranno di nuovi autori che per la loro ricerca espressiva utilizzano tecniche di stampa e di ripresa artigianali.




Simone Casetta è nato a Milano, ha iniziato da giovanissimo a fotografare persone, realizzando ritratti e reportage. Nel 1975, come assistente del fotografo Luciano Ferri, ha viaggiato a lungo in Pakistan al seguito del grafico Dante Bighi per la produzione di un libro commissionato dal governo locale, e questa esperienza ha segnato il successivo interesse e il forte coinvolgimento in tematiche sociali quali la distribuzione delle risorse alimentari, il dialogo tra le religioni, e in grandi temi come la guarigione e la percezione della morte nelle diverse culture. Il suo lavoro, strutturatosi con innumerevoli incarichi editoriali, si concentra oggi nella produzione di progetti espositivi e di monografie. Ha esposto le proprie opere in mostre collettive e personali in Italia, Francia, Austria e Svizzera, e pubblicato su molte delle più importanti testate italiane e straniere. Dal 2007 è docente di “linguaggio e pratica del racconto fotografico” presso l'ISIA - Università di Urbino.


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Regenesi è un’azienda nata nel 2008 dall’intuizione e dalla passione di Maria Silvia Pazzi, che crea, produce e commercializza oggetti di design innovativi - di elevato standing qualitativo - realizzati con materiali di riciclo post-consumo.
L’idea è quella di promuovere un nuovo stile di vita dove il bello si sposa con il rispetto per l’ambiente e soddisfare così un’esigenza sempre più diffusa e condivisa nel mondo contemporaneo.

Il Conservatorio della Fotografia nasce dalla passione per la fotografia su pellicola e ha lo scopo di mantenere vive le tecniche e le conoscenze artigianali di stampa e di ripresa. Diffonde la cultura della fotografia tradizionale attraverso corsi, incontri a tema e mostre promuovendo “l’atto fotografico sostenibile”.

Le affinità fra Regenesi e il Conservatorio della Fotografia
L'evoluzione tecnologica applicata alla fotografia può avere come effetto collaterale la perdita, e quindi lo spreco, di una enorme quantità di competenze e di possibilità espressive. Il Conservatorio della Fotografia intende continuare la tradizione delle tecniche fotografiche pre-numeriche per offrire a fotografi e artisti tali straordinari supporti espressivi, e per trasferire ai giovani le competenze necessarie a non perdere la ricchezza culturale cresciuta negli ultimi due secoli. Acquisendo le attrezzature usate da laboratori fotografici di massimo livello, che sarebbero altrimenti finite al macero, le fa rivivere nella pratica quotidiana di sviluppo e stampa dei materiali fotosensibili. Una sorta di riciclo per applicare le "antiche tecniche" alle idee dei nuovi autori.
Risulta naturale accostare il lavoro del Conservatorio della Fotografia alla produzione degli oggetti d'autore prodotti da Regenesi.
Rimedi contro l'entropia, materiale e culturale, che caratterizza ancora oggi gran parte del sistema di consumo.