Simona Morgantini

Roma - 21/11/2012 : 23/11/2012

A metà tra il ritratto e l'evocazione simbolica, le opere di Simona Morgantini tracciano una sorta di identikit intimo sia di personaggi noti, che di sconosciuti. Lo scatto è un pretesto, lo sguardo profondo che fissa l'obiettivo, il regista o l'attore catturati nel pieno di un gesto, di un'espressione, nell'intensità di un’interpretazione teatrale, sono spunti apparentemente casuali per sviluppare brevi racconti.

Informazioni

  • Luogo: PRIMO MUNICIPIO
  • Indirizzo: Roma Centro Storico, Via della Greca 5, 00186 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 21/11/2012 - al 23/11/2012
  • Vernissage: 21/11/2012 ore 18
  • Autori: Simona Morgantini
  • Curatori: Maria Arcidiacono
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Mercoledì 21 ore 18:00 – 20:30 Giovedì 22 ore 8:00 – 17:30 Venerdì 23 ore8:00 – 18:30
  • Patrocini: del Municipio Roma Centro Storico – Politiche Culturali

Comunicato stampa

Mercoeldi 21 novembre 2012 alle ore 18,30 si svolgerà l'inaugurazione della mostra RITRATTI dell'artista Simona Morgantini presso la sala espositiva del Primo Municipio -Roma Centro Storico Via della Greca 5 preceduta da una breve conferenza stampa alle ore 18 che si terrà nella Sala del Consiglio della stessa sede alla presenza dell'artista, la curatrice Maria Arcidiacono, l'attore Daniele Sirotti e Anna Lisa Secchi Delegata alle Politiche Culturali del Municipio I, che ha promosso e patrocinato l’iniziativa



A metà tra il ritratto e l'evocazione simbolica, le opere di Simona Morgantini tracciano una sorta di identikit intimo sia di personaggi noti, che di sconosciuti. Lo scatto è un pretesto, lo sguardo profondo che fissa l'obiettivo, il regista o l'attore catturati nel pieno di un gesto, di un'espressione, nell'intensità di un’interpretazione teatrale, sono spunti apparentemente casuali per sviluppare brevi racconti. L'artista ha scelto delle istantanee, delle foto di scena, dei ritratti insoliti che non sono necessariamente rappresentativi, talvolta dialogano con dei piccoli mandala, che disegnano con colori brillanti l’energia interiore, oppure sono accostati ad elementi a prima vista estranei, spesso associati con una certa ironia, senza creare conflitto. Si tratta di inserimenti necessari per l’artista, aggiungono significato, creano ulteriori piani di lettura della personalità dei protagonisti, non enunciano proclami, si limitano a raccontarci brevi storie che Simona Morgantini compone inizialmente per se stessa, quasi per puro divertimento. Pietrangeli, Gassman, De Sica, Germi, Fellini, Mangano, Pasolini sono chiamati dall’artista a mostrarsi come non ci aspetteremmo, accompagnati dalla sfinge, da un fiore, da un piatto di spaghetti divorato avidamente. La grande passione per il cinema, parallela a quella per la pittura e per le filosofie orientali – come nel ritratto serafico del maestro Sri Sri Ravishankar - esplode in queste opere della Morgantini, con omaggi ai geni nostrani del grande schermo, che l’artista mette in scena su un palcoscenico variopinto, dove si passa con naturalezza dalla tragedia di Sofocle alla commedia all'italiana.
I volti degli sconosciuti, s'incorniciano anch'essi dello scintillio della celebrità, protagonisti inconsapevoli del noto quarto d'ora di fama di cui parlava Andy Warhol, che peraltro fece del ritratto uno dei temi centrali della sua ricerca espressiva. Per Simona Morgantini questi volti non sono icone, li ha volutamente privati di ogni ieraticità, i gesti alludono alla carica emotiva, al vigore interiore, in essi troviamo, oltre alla sottile autoironia dell’autrice, l'eredità preziosissima che alcuni grandi maestri ci hanno lasciato.
Maria Arcidiacono