Silvia Idili / Francesco Irnem – Crossbuilding

Milano - 20/04/2017 : 30/05/2017

Una doppia personale con Silvia Idili e Francesco Irnem. Il titolo della mostra Crossbuilding vuole sottolineare una caratteristica peculiare del progetto-mostra: entrambi gli artisti collaborano per creare l’interazione fra contenitore e contenuto, fra struttura e opera.

Informazioni

Comunicato stampa

Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare Crossbuilding, una doppia personale con Silvia Idili e Francesco Irnem. Il titolo della mostra Crossbuilding vuole sottolineare una caratteristica peculiare del progetto-mostra: entrambi gli artisti collaborano per creare l’interazione fra contenitore e contenuto, fra struttura e opera. Pur con i rispettivi linguaggi e tematiche che sono differenti, Idili e Irnem propongono un allestimento globale in cui le opere sono in grado di connettersi strettamente fra di loro e con lo spazio che le circonda



Francesco Irnem, 2016, Multiple Fractures, Multiple fractures 2, olio, polvere di grafite su plexi, taglio laser, cornice, cm 100 x 84.
Il lavoro di Francesco Irnem si sviluppa da un’indagine che unisce pittura e scultura focalizzandosi, nello specifico, sul rapporto fra spazio naturale e artificiale. La serie Ground Layer si colloca all’interno di una ricerca che non vuole ricostruire filologicamente un passato ma piuttosto servirsene per introdurlo in un ambito del tutto inaspettato, cogliendo lo spunto paleografico per creare delle preziose entità dense di gravitas e di drammatico lirismo. I materiali da costruzione come l’intonaco e le reti metalliche si fanno supporto per raffigurazioni ad olio di ascendenza classica o pagana. Le porzioni di muratura, staccandosi idealmente e materialmente dalla matrice originaria, connettono lo spazio all’opera stessa la quale, epurata dal vincolo del supporto canonico, diventa sviluppo naturale e sua ideale prosecuzione. In Multiple Fractures un materiale seriale come il plexiglass offre la base per rappresentazioni di busti classici sulle quali interviene un taglio netto al laser che, interrompendo il sogno antiquario, riposiziona bruscamente l’opera in una realtà mutata e nuova. Il suo non è un recupero dell’antico, ma una libera interpretazione che, inscritta in un linguaggio attuale, acquisisce una nuova valenza dalle molteplici possibilità avveniristiche.


Silvia Idili, 2017, Visionaria#41, olio su tavola, cm 22 x 22.
La proposta di Silvia Idili prosegue e completa quella di Irnem; l’artista presenta Visionaria, un progetto che prevede opere inedite, alcune delle quali create per Crossbuilding. La serie contempla lavori di piccolo formato dalla forte connotazione intimistica e profonda; sono opere che evocano idealmente rappresentazioni metafisiche: ritratti di volti femminili, corpi geometrici incorniciati da tendaggi e semplici unità architettoniche che emergono dal nero dello sfondo; tutti elementi riconoscibili ma che, posti fra loro in relazioni inedite assumono un significato nuovo e sorprendente. Nella serie Corpi Geometrici rielabora, in un linguaggio onirico che invita all’indagine, solidi geometrici e poliedri mistilinei protetti da drappeggi plastici che emergono da fondi indefiniti. All’interno di stanze non determinabili e di spazi architettonici che ingannano le percezioni visive, i volti profetici delle Visionarie, spesso celati da maschere, si contrappongono alle forme geometriche in un assemblaggio di figure enigmatiche: un rebus imprevisto di forme e di colori che emerge in un exploit improvviso da un fondo coperto. Sono opere minute che, accolte e raccolte all’interno dell’arredo architettonico dello spazio che le circonda, riescono a instaurare con esso un dialogo profondo; come suppellettili preziose, esse danno voce allo spazio che le attornia e a tutte le componenti dell’arredo presenti all’interno, instaurando un rapporto di intima e riposta complicità. Nello spazio di Glenda Cinquegrana, concepito in modo innovativo e sperimentale per permettere una fruizione più intima e riflessiva, Crossbuilding è la giuntura fra l’esterno e l’interno, un’interdipendenza fra l’arte nelle sue molteplici varianti e l’architettura che sa accoglierla e che con essa si relaziona.