Silvia Guberti – Il Giardino d’Autunno
In occasione del Settembre Formiginese e in concomitanza con Festival Filosofia Modena, il Comune di Formigine e l’organizzazione Green Island Milano, rendono un doveroso omaggio all’artista formiginese Silvia Guberti, attraverso un inedito percorso di opere in ceramica.
Comunicato stampa
In occasione del Settembre Formiginese e in concomitanza con Festival Filosofia Modena, il Comune di Formigine e l’organizzazione Green Island Milano, rendono un doveroso omaggio all’artista formiginese Silvia Guberti, attraverso un inedito percorso di opere in ceramica. La mostra ‘Il Giardino d’Autunno’ è un inno alla natura e alle poetiche sculture dell’artista che riproducono forme vegetali come ampie foglie, fiori, radici. Si crea così un dialogo tra le opere d’arte contemporanea, la Sala Ovale della Biblioteca di Formigine, finemente decorata con elementi floreali, e l’affascinante parco di Villa Gandini, sede della Biblioteca Civica di Formigine, coi suoi monumentali alberi di Ginko Biloba.
Il percorso artistico di Silvia Guberti (Modena 1944), ha iniziato presso l’Istituto d’Arte Venturi di Modena, nella sezione di Ceramica. Nota per le sue opere che spaziano tra ceramica, scultura e installazioni ambientali, inizia la sua carriera artistica nei primi anni '70, concentrandosi inizialmente sull'ambito ceramico. Il suo lavoro è profondamente influenzato dalla pratica dello Shodo (la calligrafia tradizionale giapponese), che unisce la cultura orientale zen con le avanguardie e la sperimentazione artistica europea.
Nel 1972 espone le sue prime ceramiche al prestigioso Centro Domus di Milano e alla Sala di Cultura di Modena. Le sue prime esposizioni vengono subito notate dalla critica, tanto da ricevere testi di presentazione da figure di spicco come il celebre ceramista Carlo Zauli. L'artista utilizza soprattutto la tecnica tradizionale giapponese Raku legata alla filosofia zen. Nel Raku la materia subisce un forte shock termico che crea crepe e sfumature uniche. Risalta così il concetto caro all'artista del mutamento impresso dal fuoco e dal tempo. Lo stile unico di Silvia Guberti è creare sculture in ceramica Raku unite a elementi naturali come cortecce d'albero e stoffe, collegando la terra cotta alla fragilità della natura. Nella serie Impronte l'argilla diventa una superficie viva. L'artista esplora l'atto primordiale del premere e del lasciare un segno impresso, interpretando la ceramica come memoria del corpo e del tempo. Partendo dai singoli oggetti in argilla, l'artista ha presto allargato i confini. Nelle installazioni ambientali come Lustrale (1988) sotterra vasi e materiali in cotto per farli dialogare direttamente con lo spazio aperto e la con terra.
Negli anni successivi segue un’evoluzione materica, in cui passa rapidamente a sperimentare con una vasta gamma di materiali e tecniche, focalizzandosi su temi di tipo spaziale e ambientale. Le sue installazioni combinano modalità espressive tradizionali e innovative. Il suo segno grafico e la ricerca della tridimensionalità riflettono il concetto di divenire e di armonia con la natura. Anche se negli anni Silvia Guberti ha esteso la sperimentazione a metalli, carte e gessi, l'argilla e la terra cotta rimangono la matrice fondamentale per riflettere sull'interazione tra l'azione dell'uomo e i processi naturali. Questi concetti si sviluppano grazie all’incontro con il celebre scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa (1940–2018). Insieme
creano progetti espositivi condivisi, in una profonda affinità poetica e filosofica. La scultura come esperienza della natura: entrambi hanno rifiutato l'idea della scultura come semplice ‘oggetto da piedistallo’. L'opera deve essere vissuta, deve aprirsi all'ambiente circostante e deve accogliere elementi naturali legati al tempo e al mutamento. Il contatto sul piano espositivo e intellettuale si è concretizzato in diversi momenti chiave della loro carriera. La mostra Villa Domenica con undici artisti (1988) a Treviso rappresenta uno dei momenti di maggiore vicinanza e confronto diretto. Silvia Guberti e Hidetoshi Nagasawa hanno esposto insieme all'interno di un selezionato gruppo di scultori di rilievo internazionale (tra cui figuravano Eliseo Mattiacci, Paolo Icaro e James Lee Byars). Proprio in questa occasione, negli spazi del parco di Villa Domenica, Guberti ha installato la sua celebre opera ambientale Lustrale. Entrambi figurano poi nello storico nucleo di artisti della scuderia di Pari & Dispari, una delle fucine culturali più vivaci dell'avanguardia italiana, coordinata dalla promotrice culturale Rosanna Chiessi a Reggio Emilia. In questo ambiente, fortemente sperimentale e interdisciplinare, hanno collaborato con poeti visivi, artisti concettuali, performer e intellettuali, tra cui Corrado Costa e Franco Guerzoni.
Silvia Guberti è inoltre stata legata da un’unione matrimoniale con l'artista Claudio Parmiggiani, coronata dalla nascita del loro figlio, Mattia Parmiggiani, fondatore dello studio di architettura MPA (Mattia Parmiggiani Architects). Nonostante la vicinanza di vita, i due hanno sempre mantenuto una rigorosa indipendenza stilistica, sebbene sia evidente una profonda consonanza su alcuni soggetti filosofici dell'arte. Il tema dell'assenza e dell'impronta in Claudio Parmiggiani è celebre nelle sue Delocazioni (sculture d'ombra realizzate con fumo e fuliggine) e nell'uso di calchi in gesso che evocano il silenzio e la memoria. In modo speculare e indipendente, Silvia Guberti ha lavorato sulle Impronte nell'argilla e sulla memoria dei corpi impressa nella materia viva. L'essenzialità e la poesia per entrambi rappresenta il rifiuto di logiche puramente commerciali del mercato dell'arte contemporanea. Hanno preferito una ricerca silenziosa, legata alla poesia del gesto, alla sacralità dell'oggetto e a una forte dimensione concettuale.
Nel corso della sua cinquantennale carriera, Silvia Guberti ha esposto in prestigiose sedi italiane e internazionali. Le sue opere sono conservate in importanti istituzioni pubbliche, tra cui la collezione di disegni e grafiche della Galleria Civica di Modena/ Fondazione Ago. Silvia Guberti attualmente vive e lavora nella sua abitazione/studio, nella campagna di Formigine (Modena).
Bibliografia completa ed elenco mostre nel sito dell’artista: https://www.silviaguberti.it/bio.
Claudia Zanfi, Settembre 2026