Silvia Giacomini – Trasformare le cose in senso

Milano - 07/03/2013 : 17/03/2013

Tutti gli umani sono dei cercatori e, tra essi, gli artisti sono cercatori per eccellenza. In Silvia Giacomini la ricerca viaggia alta e ciò è evidente già nelle tecniche scelte dall’artista. L’arte incisoria, sia nel divenire che nei risultati, è piena di articolazioni e di storia che sconfina negli albori della preistoria.

Informazioni

  • Luogo: LUCA&ANDREA
  • Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 34 (20144) milano - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 07/03/2013 - al 17/03/2013
  • Vernissage: 07/03/2013 ore 18,30
  • Autori: Silvia Giacomini
  • Curatori: Fabrizio Gilardi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle 17 alle 2 del mattino.

Comunicato stampa

Trasformare le cose in senso

Tutti gli umani sono dei cercatori e, tra essi, gli artisti sono cercatori per eccellenza.
In Silvia Giacomini la ricerca viaggia alta e ciò è evidente già nelle tecniche scelte dall’artista. L’arte incisoria, sia nel divenire che nei risultati, è piena di articolazioni e di storia che sconfina negli albori della preistoria


I soggetti delle composizioni della Giacomini ci possono apparire connessi al Surrealismo, ma negli intenti sono quanto di più lontano; vi è una premessa che è in effetti assimilabile : quella dell’uscita dal razionale, ma il fine della fase successiva è nel Surrealismo quello di favorire una migliore, più approfondita cognizione della realtà, mentre qui si cerca di farci cogliere un’essenza metafisica delle cose e, in questo senso, ci troviamo più vicini alla corrente della Metafisica novecentesca..
Nel descrivere la sua ricerca Silvia Giacomini usa talvolta la parola numinoso. Ci è utile approfondire questo raro aggettivo, poiché esso fornisce un elemento decisivo nell’interpretazione dell’opera di quest’artista e, dunque, riportiamo la definizione che ne dà il vocabolario Treccani : “Termine coniato dal teologo tedesco Rudolf Otto nella sua opera Das Heilige (Il sacro, 1917), e da lui introdotto nella filosofia e nella storia delle religioni per indicare l’esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa, potente, che ispira terrore ed attira: tale esperienza costituirebbe l’elemento essenziale del sacro e la fonte di ogni atteggiamento religioso dell’umanità.”.
Il titolo della mostra vuole mettere in rilievo un altro aspetto primario della ricerca artistica di Silvia Giacomini che puo’ essere declinato con diverse sfumature : saranno le cose a venire rese più sensibili, più decifrabili o invece si tratterà di tentare di dare un verso a cose che hanno già una direzione o piuttosto di cercare una sensualità in senso anche erotico alle immagini ?
La risposta che proponiamo in questa breve nota, e che forse un po’ genericamente racchiude le varie sfaccettature e anche la vita dell’umanità, è il trasformare le cose in un qualcosa che dia significato alla vita stessa.
(testo di Fabrizio Gilardi)



Silvia Giacomini (Busto Arsizio, 1976) si occupa da parecchi anni di incisione oltre a essere attrice di teatro e scrittrice. Si è diplomata nel 1997 alla scuola di teatro “Il metodo” del gruppo degli Atecnici col quale ha poi lavorato per alcuni anni in diversi spettacoli proseguendo poi l’attività con altre compagnie. Dal 2000 ha costituito una propria compagnia di nome “I desideranti” dove spesso lavora su testi da lei stessa scritti.
Nel 2004 ha iniziato a frequentare corsi di incisione e disegno presso la scuola serale degli Artefici dell’Accademia di Brera e nel 2007 ha tenuto una mostra personale di incisioni a Milano, presso uno degli atelier dell’alzaia Naviglio Grande. In seguito ha partecipato a tre mostre collettive, sempre a Milano, alla galleria Zamenhof e allo spazio Contr’Aria.

Action Art è una realtà sorta nel settembre 2009, che si propone l’obiettivo di sostenere giovani artisti emergenti, alla ricerca di visibilità sul mercato, ma privi della rappresentanza di una galleria o di un curatore. L’iniziativa nasce da una serie di appassionati del settore ed è guidata da Fabrizio Gilardi, operatore culturale e artista egli stesso.
Alessandro Rizzo collabora a diversi periodici cartacei e telematici quali Tam Tam, L’attualità, cinemaindipendente.it, culturagay.it, I segreti di pulcinella; è direttore responsabile della rivista ondine Le voci dell’agorà.