Silvia Beccaria / Danila Ghigliano – Le lune del cuore

Cuneo - 22/04/2022 : 29/05/2022

In mostra le espressioni di due artiste che si interrogano su ciò che accade nel mondo, propendendo per la fragilità della poesia che ha però la forza di portare luce e affettività alle nostre incerte esistenze.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO SAMONE
  • Indirizzo: Via Amedeo Rossi 4 - Cuneo - Piemonte
  • Quando: dal 22/04/2022 - al 29/05/2022
  • Vernissage: 22/04/2022 ore 17.30
  • Autori: Silvia Beccaria, Danila Ghigliano
  • Curatori: Enrico Perotto
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: La mostra allestita in Palazzo Samone sarà visitabile dal 22 aprile al 29 maggio 2022, venerdì, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00, con ingresso libero, nel rispetto della normativa anti Covid.

Comunicato stampa

Le lune del cuore
Silvia Beccaria e Danila Ghigliano
a cura di Enrico Perotto


La mostra allestita in Palazzo Samone sarà visitabile dal 22 aprile al 29 maggio 2022, venerdì, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00, con ingresso libero, nel rispetto della normativa anti Covid



Si tratta della sesta mostra della rassegna provinciale
grandArte 2022 – HELP - humanity, ecology, liberty, politics
che si avvale di
patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e della Città di Cuneo;
contributo di Comune di Cuneo, Fondazione CRC, Fondazione CRT;
sostegno di ATL del Cuneese, La Guida, Lannutti logistica e trasporti, ACDA, Armando Group, Wedge Power, Confartigianato Cuneo, Generali assicurazioni Cuneo, Limone Riserva Bianca, Marcopolo, Paneco Ambiente, Intesa San Paolo




Le lune del cuore
Silvia Beccaria e Danila Ghigliano

In mostra le espressioni di due artiste che si interrogano su ciò che accade nel mondo, propendendo per la fragilità della poesia che ha però la forza di portare luce e affettività alle nostre incerte esistenze.
Il titolo deriva da un verso della poesia “Sempre e Mai” di Paul Celan dedicata alla poetessa Ingeborg Bachmann e tratta dalla raccolta Papavero e memoria del 1952. Le due artiste, accomunate da una propensione lirica per il potere delle parole dei poeti di lenire i mali che affliggono le nostre vite, ci propongono le loro personali interpretazioni del “tempo del cuore” cantato da Celan, che “come un pendolo / oscilla tra Sempre e Mai”, tra il passato dimenticato e “lo spettro di ciò che sarà”. Il tempo dei desideri sognati o appagati e quello delle nostre più intime tensioni psicologiche ci riappaiono nelle loro rispettive opere in veste di riflessioni sui valori essenziali del nostro essere, sottoposti da ciascuna artista ad un’attenta e suggestiva rivisitazione, in grado di svelare le relazioni poetiche che intercorrono fra noi e il mondo. Entrambe le artiste ci permettono di ritrovare la nostra essenza poetica, accogliendo pensieri e sentimenti condivisi che ci possono riconciliare con il nostro senso di umanità, così oltraggiato ai nostri giorni dalle forze avverse che mirano piuttosto alla negazione della bellezza.
Attraverso il ricamo e l’intreccio, o anche con il ritaglio e l’accostamento di intere frasi vergate a mano, Silvia Beccaria riscrive, trascrive o riordina liberamente scritti di altri a lei cari, per opporre all’oscurità del mondo prosaico la luce e il vigore delle parole di celebri poetesse e poeti moderni e contemporanei. Ecco il Progetto Ed è subito sera del 2019/2020, realizzato tessendo 11 testi di autori di varie nazionalità esposti in riquadri retroilluminati, i cui contenuti rinviano a pensieri sofferti e dolenti sulla vita, ma che le armonie dei versi possono aiutarci a superare, rigenerandoci interiormente. Ecco, da un lato, l’installazione intitolata Rifugio del 2021, nella quale l’artista ha operato con una precisa attività di ricomposizione delle tracce grafiche di bambini in età scolare, che valgono come trame di ricordi d’infanzia che ci riconciliano con il nostro travagliato presente; ed ecco, dall’altro, l’opera Tenerezza del 2021, composta di nove quadri che inscenano orditi di memorie ricostruite del passato infantile dell’artista e che esprimono i nostri comuni sentimenti di nostalgia per le passate e più gioiose stagioni della vita, e che si sbaglia a non farne più oggetto di reminiscenza, perché, come ha detto Louise Bourgeois, che l’artista torinese ama richiamare, “non c’è distruzione, dove c’è ricostruzione”.
Danila Ghigliano, da parte sua, allestisce minimi accadimenti scenici o piccole storie per gli occhi e la mente, in cui compaiono segni e strutture del linguaggio poetico, attraverso il quale si accede ai nostri sogni illuminati da lune bianche e si visualizzano i desideri reconditi della psiche umana. Nelle opere di Danila, in cui sono inclusi il disegno a matita, il pastello, l’incisione, il segno colorato e la pennellata su papier mâché, si evocano visioni e sensazioni di accadimenti che riflettono le aspettative più intense ed emozionanti dell’animo umano. Ecco i volti dell’amore ricercato come sentimento che supera le distrazioni e le insensibilità del mondo esteriore, che trasforma le nostre solitudini e ci trasporta in un altrove sconosciuto, alla ricerca di una compiuta pienezza del nostro essere-nel-mondo. Ecco i volti di esseri umani che vivono spesso e volentieri la loro esistenza in modo inconsapevole, subendo condanne per torti di cui non si ha misura e che si trasformano in una lenta nebbia soffocante che cala inesorabile sulla nostra anima. Ed ecco i volti del mito come rispecchiamento dell’invisibile o della bellezza di ciò che è possibile, che ci permette di superare la soglia del visibile e di entrare nella dimensione della percezione eidetica, cioè nelle essenze dei fenomeni reali (Enrico Perotto).