Sergio Padovani

Montagano - 05/03/2013 : 28/03/2013

Questa idea di circo della realtà senza filtri si ritrova nei palcoscenici/patiboli di Sergio Padovani, e come nel circo l’esibizione di corpi malformi segnava di netto una separazione tra il pubblico e la “diversità” così qui i personaggi buttati in palcoscenico “senza pietà”, esibiscono una separazione consapevole tra loro e gli altri, chi li osserva e quelli che si considerano in via esclusiva esseri umani.

Informazioni

  • Luogo: KOMA'
  • Indirizzo: Corso Umberto I° n° 52 86023 - Montagano - Molise
  • Quando: dal 05/03/2013 - al 28/03/2013
  • Vernissage: 05/03/2013 ore 19,30
  • Autori: Sergio Padovani
  • Curatori: Michele Mariano
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato dalle 19 alle 01
  • Sito web: http://www.sergiopadovani.it

Comunicato stampa

SERGIO PADOVANI
DEL MAGNIFICENTISSIMO ESILIO DALL'ORBE CAINA

A cura di: Michele Mariano
Dal 5 / 3/ 2013 al 28 / 03 / 2013
Inaugurazione: Martedì 5 Marzo Ore 19,30
KOMA’ ArtGallery Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB)




One of us! One of us!
Strano posto, il Circo. La gente ci va per divertirsi, passare il tempo, sorridere delle acrobazie di clown e comici vari. Poi ci sono i prestigiatori, i domatori di bestie feroci, ogni tipo di animale

I bambini e le famiglie intere sono da sempre attratte da questo piccolo universo fatto di stranezze e abilità particolari. Ma nello stesso circo, fino agli anni 40 del secolo scorso, c'era anche un'altra attrazione: e il pubblico pagava per vedere anche questo. I freak, gli uomini dall'aspetto "inusuale", si facevano ammirare in tutta la loro unicità. Erano ragazzi senza gambe, donne barbute, acrobate a due teste, vecchi-scheletro. E, fra di loro, anche i nani.
Il circo non barava: la realtà veniva messa in scena così com’era senza nessun bisogno di filtri o traduzioni e soprattutto nessun attore professionista a scimmiottare finte menomazioni.
Questa idea di circo della realtà senza filtri la ritrovo nei palcoscenici/patiboli di Sergio Padovani, e come nel circo l’esibizione di corpi malformi segnava di netto una separazione tra il pubblico e la “diversità” così qui i personaggi buttati in palcoscenico “senza pietà”, esibiscono una separazione consapevole tra loro e gli altri, chi li osserva e quelli che si considerano in via esclusiva esseri umani.
La “parentela” può avvenire solo con chi si pone senza filtri e soprattutto con chi è portatore sano di lacerazioni non finte.
In un crescendo emotivo “DEL MAGNIFICENTISSIMO ESILIO DALL'ORBE CAINA” fotografa la fobia di un'intera comunità. 

Perché costringe lo spettatore a un ruolo attivo d’immedesimazione per poi sbattergli in faccia le proprie insicurezze, ipocrisie e contraddizioni. Un viaggio interiore non senza conseguenze, ma che non ci si può esimere dal fare, per amore della pittura e della vita. In tutte le sue manifestazioni.


Michele Mariano