Sergio Coppi – Reflex

Todi - 31/08/2012 : 04/11/2012

Le opere del fotografo ternano sono ritratti databili alla metà degli anni settanta aventi per soggetto dei noti artisti, come, ad esempio, Emilio Greco, Franco Angeli, Pablo Echaurren, Guido Strazza, Renato Guttuso, Pietro Consagra, Beverly Pepper, Nicola Carrino, Luca Patella, Renato Mambor, Giorgio De Chirico, Sergio Lombardo, Piero Dorazio, Mario Ceroli, Achille Perilli e Toti Scialoja.

Informazioni

Comunicato stampa

Le opere del fotografo ternano sono ritratti databili alla metà degli anni settanta aventi per soggetto dei noti artisti, come, ad esempio, Emilio Greco, Franco Angeli, Pablo Echaurren, Guido Strazza, Renato Guttuso, Pietro Consagra, Beverly Pepper, Nicola Carrino, Luca Patella, Renato Mambor, Giorgio De Chirico, Sergio Lombardo, Piero Dorazio, Mario Ceroli, Achille Perilli e Toti Scialoja. Alcuni scatti, al di là della fisionomia, documentano azioni-happening eseguite dagli autori o il loro lavoro nello studio. Inoltre sono esposti alcuni scatti più recenti dedicati a critici (Corà, Bonito Oliva, Carandente, Sgarbi) e personaggi legati al mondo dell’arte



Testo critico di riferimento:
Questa storia, stampata prima dell’avvento dell'era digitale, non inizia con il consueto “C’era una volta”, ma con “C’ero anch’io”, per attestare la presenza dell’autore a quegli eventi che ha narrato attraverso la pellicola fotografica. Questa storia non è fatta di parole, ma di immagini, di volti, d’istanti eternati con un click. Gli scatti di Sergio Coppi sono una testimonianza incontrovertibile della sua diretta partecipazione alla vita artistica, italiana e non solo, degli ultimi decenni. Da quando, all’inizio degli anni Settanta, Coppi armato della sua inseparabile Nikon è andato a Roma per frequentare i protagonisti della scena artistica capitolina, non ha mai smesso di con-fondersi con la variopinta “fauna d’arte”. Le sue non sono mai state semplici fotografie di reportage. Coppi si è sempre concentrato sull’interpretazione dell’artista e delle sue opere cercando di evidenziarne le corrispondenze con l’ambiente fisico e umano. Folgorato dall’esempio e dai capolavori di Ugo Mulas, oggi come quarant’anni fa Sergio si reca negli studi di registi, scrittori, pittori o scultori; li accompagna sui luoghi delle loro azioni; ne diventa amico, spettatore-ammiratore, compagno di strada. La sua non è mai una registrazione meccanica di eventi ed espressioni, ma una condivisione intensamente partecipata di quell’ineffabile e mirabile forza che va sotto il nome di Arte. Le fotografie di Coppi, come la poesia, vanno dirette all’essenza della vita, inquadrano la realtà più vera, quella dell’Essere, e ne fanno emergere le tracce filtrate dall’elegiaca sensibilità dell’autore. In questa serie Coppi ci propone dei mirabili brani di biografie d’artisti. Biografie scritte con la luce, la cui miracolosa grafia è capace dell’impossibile, ovvero di riprodurre eventi e umani accadimenti che per le ineluttabili leggi di natura sono irripetibili. Un altro ineguagliabile merito ascrivibile all’arte fotografica è quello di rendere condivisibile il vissuto. A distanza di anni, infatti, queste immagini in bianco e nero ci fanno sentire partecipi delle esperienze descritte, della vita di questi autori che ormai sono entrati nelle pagine dei libri di Storia dell’arte.
Francesco Santaniello