Senso Plurimo #3 – Alessandro Passaro

Lecce - 27/04/2012 : 13/05/2012

Tantissimi i visitatori per la terza edizione di Senso Plurimo#3 la rassegna di arti visive, curata da Marinilde Giannandrea, giornalista e critica che, per il terzo anno consecutivo, ha proposto uno spaccato della giovane arte pugliese.

Informazioni

  • Luogo: CANTIERI TEATRALI KOREJA
  • Indirizzo: Via Guido Dorso 70 - Lecce - Puglia
  • Quando: dal 27/04/2012 - al 13/05/2012
  • Vernissage: 27/04/2012 ore 18.30
  • Autori: Alessandro Passaro
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Dalla Biennale di Venezia al box di SENSO PLURIMO#3
la PERDITA DI TEMPO di Alessandro Passaro conclude la rassegna



La Puglia del contemporaneo se ne discute con Giusy Caroppo



27 aprile 2012

Lecce - Cantieri Teatrali Koreja



Tantissimi i visitatori per la terza edizione di Senso Plurimo#3 la rassegna di arti visive, curata da Marinilde Giannandrea, giornalista e critica che, per il terzo anno consecutivo, ha proposto uno spaccato della giovane arte pugliese.



L’ultimo vernissage è per Venerdì 27 aprile 2012 alle ore 18.30



Nel foyer dei Cantieri Koreja PERDITA DI TEMPO (ingresso libero), la mostra pittorica di Alessandro Passaro (in esposizione fino al 13 maggio 2012 nel box di Rune Ricciardelli), selezionato tra i giovani artisti del Padiglione delle Accademie della 54° Biennale di Venezia.



Giusy Caroppo, storico dell'arte e curatore, art director Eclettica Cultura dell'Arte, incontrerà il pubblico per discutere della Puglia del contemporaneo: dagli ultimi anni di un'esperienza vincente, ad un dibattito sugli scenari prossimi venturi nel nostro territorio.



Pittore puro, Passaro, trova nel gesto e nel colore la sua forza espressiva.

[…] L’arte, afferma infatti il critico Salvatore Luperto, è un processo creativo con il quale l’artista esprime spontaneamente il mondo interiore attraverso modalità e tecniche stilistiche a lui più congeniali per esternare un suo punto di vista, una sua idea.

Nelle sue opere si distinguono due elementi: la figura umana e il colore, entrambi espressivi di una ricerca interiore sul senso della vita. La figura imperiosa e imponente domina nella parte superiore della tela mentre in quella inferiore domina il colore tracciato con segni e macchie, impresso con rapide e nevrotiche pennellate gestuali.

Protagonista di ogni opera, il colore nelle articolazioni di colore-gesto, colore-materia, colore-luce, colore-energia: “soggetti significanti”, li definisce Passaro, che pongono “l’uomo-osservatore nel caotico miracolo della vita”.



Nel dipinto Senso Plurimo, ad esempio, due nudi di donna si aggrediscono: una, scalciando, si divincola dall’altra che, scansando il colpo, retrocede repentinamente. Il moto dei gesti è tale che un vortice sembra aprirsi tra le due figure che ruotano su di un probabile tavolo di un bar su cui e attorno predomina il colore spesso, anch’esso aggressivo nell’accentuato arancio acido in contrasto con i verdi accesi. Il colore non dipinto, ma schizzato, impresso da pennellate brutali sovrasta le figure e le smaterializza, le frantuma nel tentativo di dissolverle. […]



[…] “Ciò che sento che è cambiato, è qualcosa dentro di me, trasformato in una concessione delle potenzialità del caso e dei diritti del quadro, abbattendo di conseguenza quel vincolo della progettazione iniziale che non è più fonte ma semplice elemento di percorso realizzativo”.



In questa dichiarazione di Alessandro Passaro c’è il senso di un processo di svolta che lo sta portando dalle equilibrate e naturali espressioni figurative della prima e sorprendente produzione giovanile a questa esplosione plurale di colore che assorbe la figura e la riduce piccoli brandelli con una pittura gestuale e dichiarativa espressa nelle tensioni che lo governano.

Perdita di tempo, non è solo un garbato appunto ironico (l’inutilità dell’arte) ma una riflessione sulla dimensione fisica del dipingere, una teoria del movimento capace di mobilitare diversi piani materici che fanno esplodere il colore sino a noi. Esiste in questo ciclo di lavori un fattore non trascurabile che è la perfetta coincidenza tra arte e vita, come se la deflagrazione cromatica fosse il frutto di un tormento interiore, di una furia autentica, l’esigenza non drammatica, ma piuttosto liberatoria, di entrare nel caos dell’esistenza, di dimenticarne l’osservazione controllata e di immergersi nel vortice informe ed emotivo di un colore che esplode in pennellate violente. Eppure, a ben guardare, anche se le scelte dominanti sono di stampo distruttivo-informale, rimangono i segni di un lessico pittorico maturo costruito sulla qualità plastica della materia e sulla riflessione sulla luce che irrompe in alcuni contrasti simultanei e nelle pennellate più chiare. Nello spazio di questo antagonismo sovraeccitato si avverte, l’eco lontana di un equilibrio nel quale moderare l’istinto, mentre la persistenza del soggetto, che proviene da un passato prossimo, si dilegua nella forza del colore. Coesistono “loro malgrado” tutti gli elementi del fare pittura come la capacità di trattare la figura senza tentennamenti, con tagli e scorci liberi e sempre credibili, il gesto istintivo che segue le ragioni della tela, la ricerca spaziale e luminosa.

Il violento movimento tellurico che ha investito il quadro non riesce a neutralizzare definitivamente il passato e l’umanità liquida e malinconica di un tempo appare oggi gettata e abbandonata al mondo, contemporaneamente fuori e dentro il suo disordine, mentre il gesto spontaneo che registra il flusso della vita non può annullare completamente la mente con i suoi dubbi, la sua critica e con la sua analisi […]

Marinilde Giannandrea







Alessandro Passaro Mesagne (BR) 1974 Pittore puro ha nel gesto e nel colore la sua forza espressiva. Nell’ultima produzione ha abbandonato la trama progettuale e si è lasciato andare a un flusso emozionale che dissolve la forma e riflette nella precarietà del segno le incertezze della condizione umana ed esistenziale. È stato selezionato tra i giovani artisti del Padiglione delle Accademie della 54° Biennale di Venezia e ha al suo attivo una ricca serie di mostre collettive e personali tra cui: She’s m (scismi) e Food of Brain presso la Art and Ars Gallery Galatina (LE); Colori di Frontiere, Castello Normanno Svevo di Mesagne (BR); Painting Moods, Galleria L’immagine, Milano; In Trans(s)ito, Rivartecontemporanea, Lecce, Il cuoco, l’architetto e il suo curatore - Plenilunio alla Fortezza Mola di Bari; Infuori, Paolo Erbetta Arte contemporanea, Foggia.