Sei scultori della Mitteleuropa

Treviso - 21/03/2015 : 28/05/2015

Ogni artista parlando lingue diverse, si trova a dialogare con l'unico mezzo di comunicazione universale che non ha bisogno di interpreti o traduzioni: il linguaggio dell'arte.

Informazioni

Comunicato stampa

Lo Spazio Lazzari con gli “Scultori della Mitteleuropa” ritorna, dopo l’indimenticata mostra di Yoko Ono, ai vecchi amori per gli artisti stranieri e in un colpo solo ne presenta cinque più un italiano. D’altronde le predisposizioni internazionali dell’Azienda e dell’ Associazione Culturale sono ampiamente documentate dalle puntuali uscite annuali del suo magazine ”Mug” che con i soli testi in inglese e giapponese ne testimonia ampiamente l’orientamento



Questa importante rassegna si è potuta realizzare grazie a Enzo di Grazia che da molto tempo cura anche mostre di artisti dell’Europa centrale, essendo uno dei più attenti conoscitori di questa area culturale. Molto ci sarebbe da dire sui paesi che fanno parte di questa ipotetica e virtuale zona dell’Europa. Mi limito solo a riportare quanto ebbe a dichiarare il boemo Milan Kundera: “la Mitteleuropa non è uno stato. E’ una cultura o un destino. I suoi confni sono immaginari e devono essere ridisegnati “. Questo, per evitare inutili polemiche sull’appartenenza o meno di quello o quell’altro paese ad un’area geografca più ideale che reale.

Per questa mostra, per ogni nazione (Austria, Croazia, Italia, Polonia, Slovenia e Ungheria) è stato invitato uno scultore: Profunser, Bozic’, Marzuttini, Puczynski, Mirt, e la scultrice Ledersberger-Lehoczky. Ognuno, parlando lingue diverse, si trova a dialogare con l’unico mezzo di comunicazione universale che non ha bisogno di interpreti o traduzioni: il linguaggio dell’arte. Questo è la vera straordinaria forza di un linguaggio che comunica in ogni tempo, in ogni latitudine, in ogni canto del mondo con l’alfabeto primordiale e nello stesso tempo attualissimo delle arti fgurative.

Non mi avventuro in analisi critiche dei singoli artisti, lascio ai critici questo compito. Mi limito solo a una considerazione generale: forma, materia, colore, uniti ad una alta perizia tecnica mi sembrano le caratteristiche peculiari che, nella ovvia diversità, unisce questi artisti. Artisti che, a dispetto delle mode e delle avanguardie concettuali, realizzano per intero le loro sculture. Infatti, altra cosa che li accomuna è che nelle loro opere si percepisce lo sforzo compiuto nel realizzarle. Nel percorso creativo degli artisti è evidente un’attenzione, un amore e un grande rispetto del materiale e della forma. Credo che la forma e la materia (bronzo, ferro, marmo, pietra, legno) fniscano, in questa esposizione, col ribadirci l’importanza e il senso millenario dell’arte, un senso tutto rinnovato e ricreato in una tensione emotiva di grande livello.
Francesco Stefanini