Segrete

Napoli - 07/03/2014 : 23/03/2014

Largo Baracche oggi vuole rispolverare, chiamando a raccolta i suoi artisti per un progetto che indaghi la detenzione e la censura come base di partenza per la produzione artistica.

Informazioni

Comunicato stampa

La prigione è un luogo dove viene messa in essere una pena in una particolare tipologia edilizia destinata alla esecuzione della pena stessa. Il termine deriva dal latino “prehensio”, ad indicare l'azione di prendere, catturare. In passato il termine “segrete” era relativo alle prigioni dei castelli medievali: si trattava di luoghi reconditi e nascosti, spesso sotterranei, ambienti particolarmente bui ed angusti. Le prigioni nascono col sorgere della società civile, inizialmente con la funzione di allontanare dalla vita attiva e separare dalla comunità quei soggetti considerati minacciosi per se stessi e nocivi per gli altri


A Napoli, una delle prigioni più celebri e terribili si trovava nelle viscere del Castel dell'Ovo. Il suo primo ospite illustre fu Romolo Augustolo, ultimo imperatore di Roma, quindi d'Occidente, che Odoacre tenne damnatus in Lucullano exilio dal 476 d. C., ma dopo di lui ce ne furono molti altri, come Corradino di Svevia, Arrigo di Castiglia, i giovani eredi di Manfredi tenuti in catene fino alla morte, Ambrogino Visconti e Tommaso Campanella. Il Castello divenne stabilmente un carcere nel XIX secolo, quando giacobini, carbonari e liberali - quali Francesco De Sanctis, Carlo Poerio e Luigi Settembrini - ne occuparono gli spazi.
Oggi il tema delle carceri è all'attenzione delle istituzioni e lo stato di degrado in cui versa parte degli istituti di correzione italiani è preoccupante. La tendenza generale, in Europa come altrove, punta all'eliminazione graduale delle carceri per sostituirle con sistemi di pena e correzione alternativi, che scongiurino dei contesti troppo spesso di grande umiliazione nel fisico e nello spirito per i detenuti.
Arte e carceri, bellezza e orrore, si sono sempre intrecciati nel corso del tempo: il dolore e la privazione si rivelano elementi fondanti di un certo tipo di riflessione che Largo Baracche oggi vuole rispolverare, chiamando a raccolta i suoi artisti per un progetto che indaghi la detenzione e la censura come base di partenza per la produzione artistica. L'isolamento come momento creativo, il dolore come carburante per l'espressione di sé. Il Castel dell'Ovo oggi si mostra per quello che era un tempo attraverso il filtro dell'arte, facendo da cornice ad una grande collettiva che Largo Baracche Project aprirà al pubblico dal 7 al 23 marzo.
Chiara Minieri

Alessandro Bavari | Krzysztof M. Bednarski
Arturo Ianniello | Choi Jaeyong | Marta Jovanovic
Hye joo Jun | Dejan Klincov | Corrado La Mattina
Daniela Politelli | Aria Secca | Changan Son
Zero-T | Constantive Zlatev