Scultura a due voci

Pistoia - 30/11/2012 : 10/02/2013

La mostra è incentrata sulla ricostruzione del rapporto tra due dei più importanti protagonisti dell’arte italiana del dopoguerra: Luciano Fabro (Torino, 1936 – Milano, 2007) e Fernando Melani (Pistoia, 1907-1985)

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO FABRONI ARTI VISIVE CONTEMPORANEE
  • Indirizzo: Via Sant'andrea 18 - Pistoia - Toscana
  • Quando: dal 30/11/2012 - al 10/02/2013
  • Vernissage: 30/11/2012 ore 17.30
  • Autori: Luciano Fabro, Fernando Melani
  • Curatori: Ludovico Pratesi
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: dal giovedì alla domenica, 24 e 31 dicembre, 2 gennaio e festivi ore 10.00/13.00 – 15.00/18.00 Natale 2012 e Capodanno 2013 ore 16.00/19.00
  • Biglietti: Intero € 3.50 · Ridotto € 2.00 · Possibilità di biglietto cumulativo con gli altri musei del Sistema Museale Pistoiese (Museo Civico, Museo Marino Marini, Musei di Palazzo Rospigliosi) · Tariffe per attività educative e visite guidate (da definire)
  • Patrocini: Promossa e realizzata dal Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni con i determinanti contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e della Regione Toscana
  • Uffici stampa: SPAINI & PARTNERS
  • Editori: GLI ORI

Comunicato stampa

Il 30 novembre 2012 alle ore 17.30 si inaugura a Palazzo Fabroni di Pistoia la mostra Scultura a due voci - Luciano Fabro/Fernando Melani a cura di Ludovico Pratesi.
Promossa e realizzata dal Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni con i determinanti contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e della Regione Toscana – è interamente incentrata sulla ricostruzione filologico-documentaria del rapporto tra due dei più importanti protagonisti dell’arte italiana del dopoguerra: Luciano Fabro (Torino, 1936 – Milano, 2007) e Fernando Melani (Pistoia, 1907-1985)

Non solo una relazione di profonda amicizia ma soprattutto un sodalizio artistico e culturale, basato sulla discussione e lo scambio intorno a questioni fondamentali di filosofia dell’arte, che riguardano la struttura dell’opera, la sua vocazione di contenitore di senso, il rapporto tra l’arte e la natura.
La rassegna si sviluppa cronologicamente nel periodo che va dall’aprile del 1967 (data del primo incontro tra i due artisti in occasione della personale di Melani alla galleria Numero di Fiamma Vigo a Milano) e il dicembre del 1980, anno della collettiva presso la galleria Vera Biondi di Firenze insieme a Renato Ranaldi. Il percorso si sviluppa pertanto intorno alla ricostruzione delle diverse occasioni espositive che hanno accomunato i due artisti, con la presenza delle opere di entrambi, corredate da un apparato fotografico e documentario originale e sostenuto filologicamente da un carteggio inedito tra i due artisti, accompagnato da una serie di testimonianze di artisti, critici, scrittori e intellettuali a loro vicini.
La mostra così concepita giunge a colmare una lacuna nella storia dell’arte italiana, attraverso l’analisi di uno dei rapporti artistici più originali e fecondi tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, gettando una nuova luce sulla figura di Fernando Melani, protagonista di primo piano di quel momento di rinnovamento così fecondo per la cultura italiana ed europea, in rapporto con la nascita dell’Arte Povera, della quale Luciano Fabro era un componente di rilievo.
La rassegna, curata da Ludovico Pratesi con la collaborazione dell’archivio Fabro, riunisce un gruppo di opere dei due artisti insieme a un centinaio di fotografie d’epoca ed altro materiale documentario, proveniente dall’archivio Fabro di Milano e da casa Melani a Pistoia.
Il catalogo, edito da Gli Ori, contiene il testo introduttivo del curatore, un saggio di Bruno Corà, le immagini a colori delle opere in mostra e la riproduzione delle fotografie d’epoca in bianco e nero, accompagnate da interviste inedite a testimoni dell’epoca.