Scripta volant

Roma - 11/01/2013 : 29/01/2013

La doppia personale, a cura di Lori Adragna e Maria Arcidiacono, è l’undicesimo appuntamento del ciclo di mostre Ginnosofisti - Denudati fino all’essenza, organizzato da Bibliothé Bhaktivedanta in collaborazione con la Commissione Cultura di Roma Capitale. Il progetto è coordinato da Lori Adragna con Enzo Barchi.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 11 gennaio 2013 alle h 19:00 Bibliothé Contemporary Art Gallery in via Celsa 4/5 - Roma, presenta: SCRIPTA VOLANT. Claudia Quintieri | Fiorenzo Zaffina. La doppia personale, a cura di Lori Adragna e Maria Arcidiacono, è l’undicesimo appuntamento del ciclo di mostre Ginnosofisti - Denudati fino all’essenza, organizzato da Bibliothé Bhaktivedanta in collaborazione con la Commissione Cultura di Roma Capitale. Il progetto è coordinato da Lori Adragna con Enzo Barchi.

Il rapporto tra natura e spiritualità è il tema centrale del video Trascendenza senza appigli di Claudia Quintieri

La trascendenza come aspirazione universale diventa percorso riflessivo, ma tutto avviene per gradi, non è possibile assorbire l'interezza del messaggio spirituale in modo rapido, senza meditare, senza predisporsi serenamente, concentrandosi nell'osservazione e nell'ascolto. Nel breve video, i colori prevalenti in natura sono proposti ritmicamente alternati ai loro nomi trascritti usando le lettere dell'alfabeto sanscrito, la lingua dei ginnosofisti, e quelle dell'alfabeto greco, la lingua attraverso la quale l'occidente è entrato in contatto con loro. Una sorta di loop ipnotico, con uno sfondo di colori astratti, accompagnato dal suono di diversi strumenti, uno per ogni colore, che intonano il La, nota universalmente utilizzata in musica per l’accordatura. La sequenza delle immagini e dei suoni, intervallati dal silenzio della natura, sembra senza tempo, come senza tempo è il messaggio dei ginnosofisti, ancora attuale a distanza di secoli, nonostante la difficoltà dell'uomo contemporaneo a recepirlo e farlo proprio (dal testo di Maria Arcidiacono).
Fiorenzo Zaffina interviene sui muri a colpi di piccone o col martello pneumatico, per metterne a nudo l’anima, scoprirne l’essenza. Le pareti di un edificio, come lentamente si sono formate nel tempo - e di esso si sono nutrite - tendono insieme a bloccare il tempo, imprigionandolo nel contorno di una forma. Lo scavo rivela le loro interne profondità che Fiorenzo strappa dal buio evidenziandole con colori fluorescenti. Nell’installazione Scripta volant, realizzata appositamente per questa mostra, l’idea originaria di “sfondare i muri” è riprodotta dall’artista su poliuretano. Alla potenza primordiale dello scavo, sul materiale duttile si aggiunge quella culturale del segno. Prospetto simmetrico della nostra interiorità che si converte in linguaggio, possiede il potere del Verbo: ri-nominare la realtà trasformandola. Una scrittura svolazzante incide e attraversa la parete di Bibliothè, per confluire nel corpo monolitico semitrasparente e luminoso. Aspirazione ancestrale a rendere visibili i pensieri, conserva l’eco dei graffiti rupestri, ma vibra nello spazio come un’onda sonora che arriva dal futuro (dal testo di Lori Adragna).