Schwarz-Käppchen Is Not The Murderous Type

Bolzano - 23/03/2016 : 08/05/2016

Dare visibilità alle voci più attive e vitali del territorio: con questo spirito Museion ha deciso di aprire le porte della casa atelier agli artisti della Kunsthalle Bozen.

Informazioni

  • Luogo: PICCOLO MUSEION
  • Indirizzo: Via Sassari 17 - Bolzano - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 23/03/2016 - al 08/05/2016
  • Vernissage: 23/03/2016 ore 18
  • Autori: Zohar Fraiman, Cornelia Lochmann
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Giovedì dalle ore 10.00 alle 22.00 Lunedì chiuso
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: http://www.kunsthallebozen.com

Comunicato stampa

“SCHWARZ-KÄPPCHEN IS NOT THE MURDEROUS TYPE”
Zohar Fraiman, Cornelia Lochmann
Opening giovedì 23/03/2016
ore 18.00
Dare visibilità alle voci più attive e vitali del territorio: con questo spirito Museion ha deciso di aprire le porte della casa atelier agli artisti della Kunsthalle Bozen.
Da marzo a settembre il piano terra del cubo accanto a Museion ospiterà tre mostre del gruppo di artisti creato da Cornelia Lochmann intorno allo spazio autogestito dell’ex Mebo Center a Bolzano, in via Castel Firmiano e attivo nel creare scambi e collegamento tra gli artisti del capoluogo e Berlino


La prima delle mostre in programma vede protagoniste delle due artiste Cornelia Lochmann (Bolzano, 1985) e l’israeliana Zohar Fraiman (Gerusalemme, 1987).
“SCHWARZ-KÄPPCHEN IS NOT THE MURDEROUS TYPE” (Cappuccetto nero non è tipo da commettere omicidi): il titolo scelto dalle artiste per la mostra è ironico e gioca con i contrasti, i moralismi e le contraddizioni intorno a certi stereotipi femminili. Contiene infatti, da una parte, una citazione dal noto film “Thelma e Louise”, moderne eroine femminili, simbolo della ricerca di libertà ed emancipazione. Dall’altra c’è il riferimento all’ingenua bambina protagonista della favola dei fratelli Grimm- che da cappuccetto rosso si trasforma in un’inquietante cappuccetto nero. E sono proprio le figure femminili – misteriose, sensuali, fragili – rappresentate in un’atmosfera onirica – ad accomunare la ricerca delle artiste e le opere esposte nella casa atelier.
Qui nuovi lavori sono presentati accanto a produzioni passate: Zohar Fraiman espone una selezione di dipinti intitolata “Dybbuk” – spirito maligno che, secondo le credenze ebraiche, si impossessa di un essere umano facendolo parlare e agire al suo posto. Cornelia Lochmann realizza invece un intervento sul posto sull’intera parete centrale della casa, oltre ad esporre una serie di dipinti legati alla serie proposta da Fraiman.