Schiusi verso l’inesauribile

Barletta - 02/04/2012 : 17/04/2012

Le opere d’arte sono un mondo grandioso in cui abbandonarsi, uno spazio in cui perdersi e recuperarsi, le cui porte sono ‘schiuse all’infinito’, atte ad ammaliare il pubblico.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO CULTURALE ZEROUNO
  • Indirizzo: Via Enrico Cialdini 8 - Barletta - Puglia
  • Quando: dal 02/04/2012 - al 17/04/2012
  • Vernissage: 02/04/2012 ore 18.30
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: sabato e tutte le mattine su appuntamento, lun - ven ore 17 - 20.30, domenica chiuso
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Le opere d’arte sono un mondo grandioso in cui abbandonarsi, uno spazio in cui perdersi e recuperarsi, le cui porte sono ‘schiuse all’infinito’, atte ad ammaliare il pubblico.

In virtù di questo sono stati scelti quattro artisti: Andrea Boldrini, Davide De Luca, Franco Mineo, Manuel Olivares che si pongono al limite tra figurazione e astrazione, geniali proprio per ciò che riescono a rendere senza palesare esplicitamente il loro pensiero, nascosto in tratti addensati e fervidi


Andrea Boldrini fronteggia la sua passione per l’arte con la serenità razionale di chi pensa tanto e rende il supporto mero piano di lavoro delle sue emozioni. In passaggio dalla trattazione di una tematica esistenzialista (periodo riflessivo in cui cerca di dar vita a qualcosa di morente) si approccia alla delineazione di tronchi privi di personalità e carattere, avulsi da contesti concreti che detengono sono nomi di uomini e donne. Davide De Luca tratteggia vasti campi di colore adagiati sul supporto dopo averli prescelti ed affiancati.

Grandiosi per i toni e la trattazione di uno spazio ideale, divengono piano mentale di quanti vogliono immaginare e librarsi, aleggiando lontano da tutto. Franco Mineo si destreggia con toni fervidi tra una astrazione di primo acchito e una figurazione celata tra campiture di colore. Manuel Olivares esprime con una figurazione innovativa e sorprendente i dettagli più particolareggiati o astrusi del paesaggio. Una ‘nuova figurazione’ che non è mai palesata, che è punto di partenza e che viene esplicitata alternativamente, ingigantendo i protagonisti posti su vasti supporti.