Sašo Sedlaček – Supertrash

Udine - 16/05/2015 : 20/06/2015

Ironici e concreti, i suoi lavori sono il risultato del riciclaggio sovversivo di elementi scientifici, legali e tecnologici, e si servono del DIY e di metodi collaborativi.

Informazioni

  • Luogo: EFLUX
  • Indirizzo: Via Mantica, 7 - Udine - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 16/05/2015 - al 20/06/2015
  • Vernissage: 16/05/2015 ore 19
  • Autori: Sašo Sedlaček
  • Curatori: Domenico Quaranta
  • Generi: arte contemporanea, personale, new media
  • Orari: aperto tutti i giorni su appuntamento
  • Sito web: http://www.spazioultra.org
  • Email: sm@spazioultra.org
  • Patrocini: Produzione: Aksioma - Institute for Contemporary Art, Ljubljana and Link Art Center, Brescia In collaborazione con: Ultra, Udine Graphic Design: eflux studio, Udine Con il suporto del Ministry of Culture of the Republic of Slovenia and the Municipality of Ljubljana. Ringraziamenti: Casa Cavazzini, Udine

Comunicato stampa

Sašo Sedlaček _ Supertrash
solo show
16 maggio – 20 giugno 2015

a cura di Domenico Quaranta

Opening: sabato 16 maggio, ore 19:00

Ultra c/o eflux studio
Udine, via Mantica 7, Udine (IT)
T +39 339 1244524
[email protected] www.spazioultra.org

aperto tutti i giorni su appuntamento


Sašo Sedlaček _ Friendly Strategies of Resistance
artist talk

Sabato 16 maggio, ore 17:00

Casa Cavazzini
Museo d’arte moderna e contemporanea
Via Cavour, 14 - 33100 Udine


ULTRA è lieto di annunciare Supertrash, la prima personale dell'artista sloveno Sašo Sedlaček in Italia

La mostra avrà luogo presso Ultra c/o eflux studio a Udine dal 16 maggio al 20 giugno 2015, e sarà introdotta dall'artist talk Friendly Strategies of Resistance (il 16 maggio alle 17.00 presso Casa Cavazzini Museo d’arte moderna e contemporanea, Udine).

Supertrash – che prende il titolo a prestito dalla prima antologica dell'artista, organizzata in Slovenia nel 2011 – raccoglie una selezione di progetti sviluppati durante lo scorso decennio. A partire dal 2011, Sedlaček ha dato vita a un ricco corpo di lavori, che si fondano sull'idea del riciclaggio, e su pratiche di uso e riuso di tecnologie accessibili e di materiali di recupero. Ironici e concreti, i suoi lavori sono il risultato del riciclaggio sovversivo di elementi scientifici, legali e tecnologici, e si servono del DIY e di metodi collaborativi. Come ha scritto Petja Grafenauer nel catalogo Supertrash: “I suoi progetti si concentrano su questioni di eccesso, sia a livello locale che globale. L'artista è interessato a temi legati allo sforzo, che accompagna l'uomo da sempre, di migliorare la propria esistenza. Ma queste questioni non sono affrontate in maniera ingenua, bigotta o moralistica, quanto piuttosto con ironia e motivazione. Le sue idee sono divertenti, creative e, soprattutto, utili.” Questo approccio è leggibile sin dai suoi primi interventi, come Just Do It (2003) e Loop (2004), dove la comunicazione cartacea dei grandi centri commerciali viene convertita in mattoni di carta che in Loop sono usati per costruire un padiglione mobile, attrezzato per monitorare l'inquinamento acustico della città; così come nel suo lavoro più recente. Il tema degli scarti tecnologici, che richiama quello della obsolescenza programmata, ritorna in molti lavori in mostra, da Beggar Robot (2006), un automa per i mendicanti costruito interamente con vecchio hardware; a The Big Switch Off (2011), un'azione in cui Sedlaček ha invitato gli abitanti di un edificio residenziale a gettare gli schermi televisivi analogici dalle loro finestre, all'indomani dell'introduzione del segnale digitale che ha reso immediatamente obsoleta la vecchia tecnologia televisiva; a The Ex (2010), grandi manifesti per lo spazio urbano in cui fotografie di discariche del terzo mondo, traboccanti di rifiuti tecnologici, sono usate per pubblicizzare compagnie come Apple e Microsoft.
Realizzato anch'esso con tecnologia di scarto, iSmoke2 (2011) si concentra sull'atto, sempre più marginalizzato, del fumare e sui fumatori, convertendo un vecchio portatile in un accendino; mentre Jobless Avatars (2014) affronta il tema dell'obsolescenza del software, presentando caratteri virtuali e alter ego digitali in cerca di lavoro.
Disoccupazione, povertà e le loro conseguenze sociali stanno trasformando il ricco Occidente, e generano una nuova iconografia della società postindustriale che Sedlaček esplora ironicamente in Dolce far niente (2014), una serie di sculture commestibili fatte di cioccolato, e dedicate a personaggi quali il manifestante, il mendicante, il tossico. In questo scenario, le tecnologie di comunicazione non scompaiono, ma sono percepite come una necessità di base persino da chi non ha dove passare la notte. AcDcWc, potty with a dog (2010) risponde a questa situazione, offrendo una soluzione economica per riciclare l'energia elettrica, usando quella in eccesso generata da una toilette chimica per ricaricare vari dispositivi.


Sašo Sedlaček (1974) è un artista residente a Lubiana, il cui principale interesse sembra riversarsi sulle cose che la gente sottovaluta e sui modi per renderle utili di nuovo. Sedlaček ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, tra cui: Secession, Vienna; 6th Taipei Biennial, Taipei; Museum of Modern Art , Ljubljana; Ludwig Museum, Budapest; Ars Electronica, Linz; Transmediale 2014, Berlin. Ha vinto diversi premi ed è stato artist-in-residence presso ISCP, New York, IAMAS, Giappone e Israeli Center For Digital Art, Holon
http://sasosedlacek.com