Salvatore Manzi – Prima di me

Napoli - 25/09/2015 : 06/11/2015

Prima di me” perché il progetto di Salvatore non sarebbe stato possibile senza tutto ciò che in quello spazio è passato prima di lui, compresa la sua stessa mostra di un anno e mezzo fa.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO EVENTITRE
  • Indirizzo: Via T.G. Blanch 23 80147 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 25/09/2015 - al 06/11/2015
  • Vernissage: 25/09/2015 ore 19,30
  • Autori: Salvatore Manzi
  • Curatori: Stefano Taccone
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

’antica tendenza al rifiuto non solo di un’autorialità forte, ma proprio del lavoro artistico stesso come atto, ridotto ad un coefficiente minimo; la figura etica e spirituale della lacerazione sulla quale la guarigione appone il suo balsamo chiaro conservando nondimeno la traccia dell’originaria frattura; l’evidenziazione di ciò che non viene messo in scena, ed anzi va occultato, eppure è l’a priori e l’a posteriori di ogni esposizione, quasi sviluppando nuove, ancora mai esplorate, soluzioni della critica istituzionale classica: sono questi i motivi che confluiscono nella nuova mostra personale di Salvatore Manzi Prima di me, un’operazione che parte dai segni incidentali, involontari, inestetici, che però si incontrano in ogni contesto espositivo che possieda un minimo di storia, per assecondarli trasformarli in un macrosistema spazio-visivo attraverso il risalto luminoso del giallo, versione impoverita dell’oro, carico di immaginario sacrale. “Prima di me” perché il progetto di Salvatore non sarebbe stato possibile senza tutto ciò che in quello spazio è passato prima di lui, compresa la sua stessa mostra di un anno e mezzo fa; “Prima di me” perché prima di ogni momento presentativo c’è tutto un lavoro di impalcature e ponteggi, che vengono abbattuti però sempre troppo presto per essere esteticamente valorizzati; “Prima di me” come suggestione più o meno conscia ancora una volta della parola biblica cristiana, ove però naturalmente all’ “io sono” del divino si sostituisce l’ “io non sono” dell’artista ancora una volta assente.