Salvatore Fratantonio – Nel fiume di Eraclito

Torino - 09/03/2013 : 30/03/2013

Una pittura, la sua, in cui terra, aria, luce, alberi, carrubi, marine, gabbiani, nuvole si fondono con un’intensità apparentemente spontanea, che rende impercettibili i confini dei vari elementi e lo sforzo dell’artista nel tentativo, vano, di “cristallizzare” l’attimo.

Informazioni

  • Luogo: BIBLIOTECA CIVICA - VILLA AMORETTI
  • Indirizzo: Via Filadelfia 205 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 09/03/2013 - al 30/03/2013
  • Vernissage: 09/03/2013 ore 17,30
  • Autori: Salvatore Fratantonio
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì 15-19.45; martedì-venerdì 8.15-19.45; sabato 10.30-17.50.
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Sabato 9 marzo 2013 alle ore 17.30, presso la Biblioteca
civica Villa Amoretti, in corso Orbassano 200 (Parco Rignon),
inaugurazione della mostra NEL FIUME DI ERACLITO del Maestro
Salvatore Fratantonio. Fino a sabato 30 marzo, con orario: lunedì
15.00-19.45; martedì-venerdì 8.15-19.45; sabato 10.30-17.50.
Ingresso libero.
Con Salvatore Fratantonio interviene Angelo Mistrangelo,
critico d’arte


La città e la settecentesca villa hanno il piacere di accogliere
nuovamente, quasi a conclusione di un’ideale trilogia, il Maestro di
Modica che, tornato di recente in terra natia dopo l’esperienza romana
e i lunghi anni milanesi, porta a Torino un’interessante e suggestiva
personale dal titolo evocativo, Nel fiume di Eraclito, che comprende
opere dell’ultimo decennio.
Una pittura, la sua, in cui terra, aria, luce, alberi, carrubi, marine,
gabbiani, nuvole si fondono con un’intensità apparentemente
spontanea, che rende impercettibili i confini dei vari elementi e lo
sforzo dell’artista nel tentativo, vano, di “cristallizzare” l’attimo. Le
immagini mutano, le forme si alterano, l’atmosfera cambia nell’arco di
un istante e l’artista si scopre incapace di annullare il tempo per fissare
sulla tela il senso dell’eternità. L’opera finale restituisce però solo una
fase, un attimo, un passaggio: è il “panta rei”, il tutto scorre, è
“l’impossibilità di bagnarsi due volte nello stesso fiume”, fulcro del
pensiero di Eraclito. Una metafora che l’artista fa sua, consapevole che
le apparenti somiglianze dei paesaggi nascono in realtà dall’idea stessa
del mutamento, vogliono suggerire il concetto dell’inarrestabile fluire
del tutto, al cui cospetto ogni arte non può che denunciare il proprio
limite.
Salvatore Fratantonio (Modica, 1938) appartiene alla schiera di quanti, in età
giovanile, si sono allontanati dalla propria terra per tentare strade nuove e sconosciute poi,
formatasi una decisa professionalità, sono ritornati sui propri passi: oggi vive a Marina di
Modica, sempre portando avanti una costante ricerca artistica. Poco più che adolescente,
Fratantonio ha cominciato ad appassionarsi alla pittura. Poi, il desiderio di raggiungere
orizzonti più ampi l’ha spinto a prendere contatti con ambienti lontani: Roma come prima
meta, Milano quale scelta più radicata. In entrambe le città studia e approfondisce le
correnti dell’arte contemporanea e i movimenti che l’hanno preceduta. Sostanzialmente
autodidatta, nello studio romano di Alberto Trevisan apprende i metodi di lavoro ed elabora
una propria tecnica sulla quale innesta la sua attuale originalità espressiva. Dall’esperienza
dei maestri dello scorso secolo – Morandi, Mafai, Toema – Fratantonio trae stimolo e
indicazioni mettendo sempre a segno una specifica tipicità evidenziata da un’articolata
serie di mostre collettive e personali, circa un centinaio, in tutta Italia.