Sabrina Casadei – Tessere l’invisibile

Roma - 25/11/2021 : 29/01/2022

Seconda personale dell’artista Sabrina Casadei (Roma, 1985) dal titolo Tessere l’invisibile. Una riflessione sulla genesi dell’immagine, tradotta da una serie di opere pittoriche inedite connesse tra loro da un vero e proprio filo, sottile e corporeo, teso per enfatizzare un reticolo narrativo fatto di rimandi simbolici e concettuali.

Informazioni

Comunicato stampa

Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare la seconda personale dell’artista Sabrina Casadei (Roma, 1985) dal titolo Tessere l’invisibile. Una riflessione sulla genesi dell’immagine, tradotta da una serie di opere pittoriche inedite connesse tra loro da un vero e proprio filo, sottile e corporeo, teso per enfatizzare un reticolo narrativo fatto di rimandi simbolici e concettuali. Talvolta esplicitati, talvolta taciuti, ma manifestamente inseparabili.

Come in un tessuto, dove trama e ordito insistono ostinatamente nella loro ripetizione e variazione modulare per raggiungere un’unità più ambiziosa, così l’esposizione, in maniera più universale, insiste sulla reiterazione di alcuni moduli estetici

Presenti, questi ultimi, nella natura delle cose. Ripetibili, ma inevitabilmente sempre differenti tra loro. Per l’artista una chiara metafora delle molteplici diversità del mondo e dei suoi labirintici imprevisti, anch’essi tuttavia parti indissolubili di un obiettivo armonico più complesso.

Ogni dipinto si sviluppa in un caleidoscopico intreccio di ricami segnici e si apre alla naturale corruzione dell’accidentalità materica che, come un magma, si espande sulla tela e la travolge. Deflagrazioni cromatiche dalle forme astratte – ora paesaggi aerei, ora macro organici, ora germinazioni vegetali – che Casadei realizza e gestisce sapientemente. Cristallizzazioni morfologiche dall’aspetto “liquido” che ci invitano a misurarci con la complessità del mondo e le sue inafferrabili qualità semiotiche.

Una mostra che, oltre al layer pittorico, appare letteralmente “cucita” insieme grazie all’uso di stoffe e reti che Casadei sovrappone e somma visualmente tra loro. Filtri che, invece di allontanare, invitano paradossalmente l’osservatore a entrare nelle tele più da vicino. Si scoprono così piccoli dettagli figurativi persi in fluttuanti campiture di colore, altrimenti apprezzabili come puramente astratte. Un misterioso equilibrio governa lavori sospesi tra iperrealismo e assenza di figurazione, per i quali l’indeterminatezza del punto di vista diviene la reale e imprescindibile costante.