Ryan McGinley / Rashid Johnson

Bergamo - 18/02/2016 : 15/05/2016

Prima mostra personale in una istituzione italiana di due grandi maestri della scena americana contemporanea: Ryan McGinley e Rashid Johnson.

Informazioni

  • Luogo: GAMEC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via San Tomaso 53 24121 - Bergamo - Lombardia
  • Quando: dal 18/02/2016 - al 15/05/2016
  • Vernissage: 18/02/2016 ore 19
  • Autori: Rashid Johnson, Ryan McGinley
  • Curatori: Stefano Raimondi
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Mar – Ven 9.00 - 19.00 Giovedì 09.00 - 22.00 Sab - Dom 09.00 - 20.00 Lunedi Chiuso
  • Biglietti: Biglietto intero € 12,00 Biglietto ridotto € 10,00
  • Uffici stampa: CLP

Comunicato stampa

Dal 19 febbraio al 15 maggio 2016, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita, a cura di Stefano Raimondi, la prima mostra personale in una istituzione italiana di due grandi maestri della scena americana contemporanea: Ryan McGinley e Rashid Johnson.
Due esposizioni indipendenti l’una dall’altra, allestite in spazi diversi del museo, eppure del tutto complementari, in grado di restituire la ricchezza di un panorama creativo tra i più dinamici al mondo.

Ryan McGinley (1977) presenta The Four Seasons, mostra che segna il primo evento che la GAMeC abbia mai dedicato alla giovane fotografia internazionale

Premiato fin dagli esordi dall’attenzione dei maggiori musei statunitensi, con personali al Whitney e al MoMA P.S.1, l’artista restituisce per immagini l’evoluzione del tipico Sogno Americano, filtrato attraverso il nichilismo proprio degli Anni Novanta. I suoi modelli si abbandonano a un erotismo disinvolto, altamente estetizzato, apparentemente disincantato eppure struggente nella sua sconfinata innocenza.

Racchiuse in quattro gruppi omogenei di opere, uno per ogni stagione dell’anno, le fotografie di McGinley affondano indagano l’irrisolta tensione positiva tra l’uomo e l’elemento naturale, con la dominante cromatica a dettare un ritmo che Stefano Raimondi non esita ad avvicinare alle suggestioni musicali di Antonio Vivaldi. Il blu ghiaccio dell’inverno si alterna al rosso fiammeggiante delle foglie d’autunno, al verde intenso della primavera e alle tonalità vivide e accese dell’estate, regalando un immaginario di assoluta empatia.

Rashid Johnson (1977) indaga con Poetry il rapporto con le proprie radici etniche e culturali, offrendo una nuova lettura della consapevolezza che la comunità afroamericana ha della propria dimensione nella complessa scena sociale americana. Sculture, dipinti, installazioni e video spaziano senza soluzione di continuità dal riferimento a elementi e feticci dell’epoca della Diaspora Africana (monili in guscio d’ostrica, burro di karité, ceramiche, piante) a iconografie figlie delle subculture urbane dei nostri giorni, con uno sguardo all’hip-hop dei Public Enemy e alla contraddittoria figura di Bill Cosby.

Come McGinley, anche Johnson può dirsi a pieno titolo un predestinato: ha appena ventun anni quando – era il 2011 – è il più giovane artista a essere invitato alla mostra “Freestyle” allo Studio Museum di Harlem a cura di Thelma Golden, che proprio per questa occasione coniò il termine “Post-Black Art”. Da quel momento in poi si succedono senza sosta mostre e interventi per spazi pubblici e gallerie private tra i più importanti al mondo: dal Museum of Contemporary Art della natia Chicago alla Kunsthalle di Winterthur.

In contemporanea alle personali di McGinley e Johnson inaugura anche ATLANTE DELLE IMMAGINI E DELLE FORME. Le nuove donazioni della GAMeC, mostra che dal 19 febbraio al 27 marzo presenta al pubblico le più recenti acquisizioni del museo. Sedici gli artisti coinvolti, a tracciare un percorso eterogeneo che copre tutte le ultime generazioni di artisti italiani – da maestri storicizzati come Giulio Paolini, Getulio Alviani, Emilio Prini, Mariella Bettineschi, Luciano Fabro fino ai giovani collettivi Invernomuto e Ferrario Frères, passando per i mid-career Adrian Paci e Stefano Arienti; e che spinge lo sguardo verso le più recenti istanze della scena contemporanea internazionale. Passando dagli americani Cory Arcangel, Ken Okiishi e Josh Tonsfeldt al francese Renaud Jerez, all’olandese Remco Torenbosh, ai britannici Dan Rees e Sarah Sparkes.

Bergamo, gennaio 2016

Accompagnano le mostre due cataloghi editi da GAMeC Books.
Si ringrazia il GAMeC Club per il generoso contributo alla loro pubblicazione.

Le personali di Ryan McGinley e Rashid Johnson sono parte di una serie di eventi dedicati al collezionista Arturo Toffetti, la cui donazione contribuisce – dal 2008 – alla realizzazione delle mostre d’arte contemporanea della GAMeC, consentendo di arricchirne le raccolte con nuove opere.

La mostra di Ryan McGinley è stata realizzata grazie al supporto e contributo di Team Gallery.
La mostra di Rashid Johnson è stata realizzata grazie al supporto di Hauser & Wirth.

NOTE BIOGRAFICHE

Il lavoro di Ryan McGinley (Ramsey, New Jersey, 1977; vive e lavora a New York) si trova nelle collezioni pubbliche dei principali musei del mondo come il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il San Francisco Museum of Modern Art, lo Smithsonian National Portrait Gallery di Washington, il Whitney Museum of American Art di New York, l’Ellipse Foundation in Portogallo, il Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León in Spagna, la Queensland Art Gallery in Australia.
Oltre a collaborare con le più prestigiose gallerie d’arte internazionali, McGinley ha realizzato campagne fotografiche per aziende quali Christian Dior, Calvin Klein, Balenciaga, Bottega Veneta, Stella McCartney, Missoni, Levi's, Adidas, Puma, Nike.

Rashid Johnson nasce a Chicago nel 1977. Ha ottenuto una laurea in fotografia al Columbia College di Chicago e nel 2005. Tra le sue ultime mostre personali: Anxious Men, Drawing Center, New York; Three Rooms, Kunsthalle Winterthur, Winterthur, Svizzera (2015); Magic Numbers, George Economou Collection in Athens, Grecia (2014); New Growth, Museum of Contemporary Art, Denver (2014); The Gathering, Hauser & Wirth Zurigo (2013); New Growth, Ballroom Marfa (2013); Shelter, South London Gallery, Londra (2012) e la grande mostra itinerante Message to Our Folks che ha aperto al Museum of Contemporary Art, Chicago (2012) e viaggiato al Miami Art Museum (2012), all’High Museum of Art, Atlanta (2012) e al Kemper Art Museum, St. Louis (2013). Nel 2016, dopo la personale alla GAMeC, l’artista presenterà una mostra personale negli spazi del Garage Museum of Contemporary Art di Mosca.