Ruggeri | Salvo | Knap | Tabusso – Energie in libertà

Torino - 05/12/2016 : 25/02/2017

Giampiero Biasutti Studio d’Arte per il ‘900 dedica questa mostra a quattro autori del ‘900 uniti dalla stessa passione: dipingere.

Informazioni

Comunicato stampa

Giampiero Biasutti Studio d’Arte per il ‘900 dedica questa mostra a quattro autori del ‘900 uniti dalla stessa passione: dipingere.
La mostra comprende una quindicina di opere che rappresentano un periodo trentennale del loro lavoro: 1970/2000.

Piero Ruggeri (Torino 1930-Avigliana 2009)
Piero Ruggeri nasce a Torino il 27 aprile 1930. Conseguita la maturità classica, frequenta il corso di pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti e si diploma nel 1956

Negli anni Cinquanta dà vita, insieme a Giacomo Soffiantino a Sergio Saroni, alla pittura Informale che in Europa e negli Stati Uniti era prerogativa di De Staël e Bacon, De Kooning e Kline.
Piero Ruggeri non ha mai tradito l’Informale naturalistico. Partecipa a numerose esposizioni, ottenendo diversi riconoscimenti ufficiali. Tra i tanti storici dell’arte e critici che si sono occupati del suo lavoro. Una numerosa serie di mostre personali e collettive vedono le sue opere esposte, oltre che in Italia, in Austria, Svizzera, USA, Belgio, Brasile, Francia, URSS, Australia, Egitto, Cina. Partecipa a numerose edizioni di “Italia Francia”, della Biennale di Venezia, della quadriennale di Roma. Vince premi nazionali ed internazionali, tra cui sono da ricordare: il Premio Morgan’s Paint, Solomon Guggenheim New York, Marzotto, S.Paolo Brasile e altre. Tra le mostre personali sono da citare la Sala Personale alla XXXI Biennale di Venezia, le Antologiche di Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1984, alla Villa Reale di Monza nel 1985, al Circolo degli Artisti nel 1986, al Palazzo Liceo Saracco ad Acqui Terme nel 1993, Bricherasio in Torino nel 1998, Palazzo Sarcinelli – Galleria Comunale d’Arte – Conegliano nel 2000, al Piccolo Miglio in Castello a Brescia nel 2006, a Palazzo Magnani – Reggio Emilia nel 2008, Dal 1963 al 1985 ha insegnato figura al Liceo Artistico di Torino. Nel 1995 è stato nominato “Accademico di San Luca.”

Jan Knap nasce a Chrudimi nella Repubblica Ceca nel 1949.
ha studiato architettura a Praga e pittura all’Accademia delle Belle Arti di Dusseldorf nel 1970-‘72; negli anni Settanta si è trasferito negli Stati Uniti (e vi è rimasto per un decennio, dal 1972 al 1982, vivendo per lo più a New York). Verso la fine degli anni Settanta ha fondato con Milan Kunc e Peter Angermann, il gruppo “Normal” che riuniva tre artisti residenti, rispettivamente, Kunc a Colonia, Angermann a Norimberga e infine Knap, almeno ufficialmente, a Chrudimi e New York.
Negli anni Ottanta Knap, prosegue attraverso tappe significative: studia teologia a Roma dal 1982 all’84. Dal 1984 all’89 vive e lavora, invece, a Colonia, infine dall’89 al ’92 si trasferisce a

Modena.
Oggi quest’artista unico e inimitabile vive e lavora nella Repubblica Ceca.
Apparentemente la sua figurazione parrebbe una rivisitazione di artisti del Quattrocento italiano e tedesco, ma ancora una volta soltanto apparentemente, benché non pochi critici abbiano sottolineato proprio quest’aspetto.
Ida Magli, scrivendone nel maggio del Duemila, ha detto di lui che la sua arte non è sacra. Ma certamente è un’arte disarmantemente trascendentale e d’una innocenza commovente. L’innocenza della purezza, verrebbe da dire, a suo modo segnalata anche da Elena Pontiggia.

Salvo (Leonforte 1947-Torino 2015)
Salvo – così si faceva chiamare l’artista torinese Salvatore Mangione.
Aveva fatto parte del cercle dell’Arte Povera, in anni eccezionali per la città.
Dopo aver preso parte ai movimenti studenteschi sessantottini a Parigi, a Torino Salvo inizia la frequentazione con alcuni artisti dell’Arte Povera, quali Alighiero Boetti, Mario Merz, Gilberto Zorio e Giuseppe Penone. Senza mai aderire a nessuno movimento.
Negli anni ’70 inizia a produrre le sue prime opere: le lapidi in marmo su cui incide epigrafi autocelebrative “Io sono il migliore” “Salvo è ivo” “Salvo è morto”.
Dagli anni ‘80 Salvo si consacra alla pittura: rivisita opere dei maestri del Quattrocento e inizia a comporre paesaggi italiani dai colori vividi e le forme semplificate. La sua è in gran parte una pittura di “luoghi”: le rovine, i villaggi di montagna con le chiese, le marine, le valli, le città.

Francesco Tabusso (Sesto San Giovanni 1930 – Torino 2012)
Francesco Tabusso nasce a Sesto San Giovanni il 27 giugno 1930.
Dopo la Maturità Classica frequenta lo studio di Casorati dove incontra tra gli altri Edoardo Sanguineti e Andrea Bruno. Partecipa per la prima volta nel '53 alla Biennale Internazionale di Venezia, dove sarà invitato più volte fino ad avere una sala dedicata nel 1966. Le sue prime mostre saranno presentate da Casorati e Carluccio. A 30 anni Tabusso è pittore affermato con inviti alle più prestigiose rassegne internazionali.
 Ha insegnato discipline pittoriche al Liceo Artistico dell’Accademia di Brera a Bergamo e fino al 1984 al Liceo Artistico dell’Accademia Albertina di Torino.
In questi anni nascono importanti realizzazioni come la Grande Pala Absidale “Il Cantico delle Creature” per la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Milano, progettata da Giò Ponti, la mostra “Hommage a Grünewald”, a Colmar, Torino e Milano.
Narratore straordinario di fiabe, lo ha definito Elena Pontiggia. Ma che genere di fiabe? Quelle in cui l’Artista ponendosi dal punto di vista dello stupore racconta la propria terra, le proprie esperienze, i propri sogni.
Da sempre pittore di neve che ha disegnato nella sua casa di Rubiana fin da bambino, dove intorno c’erano soltanto boschi e neve. Nei suoi paesaggi si sente l’odore del vento delle montagne .

di seguito alcuni lavori esposti:
- Piero Ruggeri Vento tra i rovi olio su tela cm. 120x150 anno 1974
- Jan Knap Inverno olio su tela cm. 60x80 anni ‘90
- Salvo Inverno olio su tela cm. 116x89 anno 2000
- Francesco Tabusso Spazzacamino fiammingo olio su tela cm. 70x100 anni ‘90