Rosaria Pastoressa – Chiòve

Cassano delle Murge - 23/10/2014 : 16/11/2014

La mostra fotografica propone scenari noti e meno noti del paesaggio pugliese partendo dagli scorci di Cassano, passando per le caratteristiche Polignano e Trani, ed approdando sulle calde spiagge del Brasile.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 23 ottobre al 16 novembre 2014, un nuovo percorso tutto fotografico si snoda lungo le stanze della Pinacoteca Civica “Palazzo Miani Perotti” di Cassano delle Murge (BA): “Chiòve” di Rosaria Pastoressa, a cura di Massimo Nardi.
La mostra fotografica propone scenari noti e meno noti del paesaggio pugliese partendo dagli scorci di Cassano, passando per le caratteristiche Polignano e Trani, ed approdando sulle calde spiagge del Brasile

Registi, attori, musicisti e fotografi di fama internazionale prestano il loro volto, le loro espressioni talvolta sorprese, talora drammatiche, per comporre la sezione “ritratti” della mostra di Pastoressa a cui si aggiungono “armonie del corpo” che raccoglie le foto più intense e rappresentative del soggetto-uomo, mentre “baresità” è popolata di pescatori dalle nodose mani che avvinghiano polpi e raccolgono reti a fine giornata.Ma è la pioggia la vera protagonista di “Chiòve”. Che siano immobilizzate nel tempo o in movimento, le gocce di pioggia rappresentano da sempre il filtro privilegiato attraverso il quale Rosaria Pastoressa osserva il mondo circostante.
Questa la chiave di lettura proposta dal regista Vito Signorile, che sarà presente al vernissage il 23 ottobre:Solitudine passeggia sul lungomare sotto la pioggia riparandosi (e mascherandosi) sotto il rosso protettivo di un ombrellino. Da bambina gli faceva compagnia una gabbianella mentre lei costruiva felice i suoi castelli sulla sabbia sognando principi azzurri su cavalli alati. Ora si lasciava affascinare da gente di mare, il volto e le mani disegnati dalla salsedine e dal sole, alle prese con reti e pescato. Verso la rotonda incontra Nostalgia che guarda chiese e torri e castelli e borghi che sembrano d’altri tempi e barche pronte a fughe romantiche o lenti viaggi verso Ignoto mai avaro di fascino. C’è una misteriosa eco che attrae verso il Teatro, dove i sogni si costruiscono partendo da chiodi, legni e teli. La bimba che costruiva castelli di sabbia forse aveva conosciuto altri costruttori di castelli proprio lì in quel Teatro dove entrava trepidante, in compagnia di Solitudine e Nostalgia. Affascinata da Attori che rivivono con passione vite che non gli appartengono. Ammaliata da Danzatori che regalano sensualità. Inebriata dalla Musica di straordinari Jazzisti. In prima fila, osservatrici attente e silenziose, erano sedute anche Discrezione e Sensibilità. Le quattro amiche applaudirono lo spettacolo con convinto trasporto ma non sfuggì loro l’applauso (che era un’attesa) e il sorriso (che era una promessa) di quella bimba. “Come ti chiami?” Le chiesero. “Rosaria” rispose la bimba incuriosita. Le regalarono una macchina per fermare i sogni e insieme si avviarono verso il lungomare dove gabbiani e gabbianelle svolazzavano felici sotto la pioggia e sfidavano gli spruzzi biancosalati di onde invidiose.