Rosangela Leotta – Io a quale corpo appartengo?

Torino - 13/06/2014 : 22/06/2014

“Dentro di me vivono la mia identica vita dei microrganismi che non sanno di appartenere al mio corpo... Io a quale corpo appartengo?” recita Battiato, e dalle opere di Rosangela pare venirne fuori l’eco; quelle parole cantate prendono forma, e mostrano la straordinarietà del corpo umano, macchina meravigliosa che funziona benissimo, essere speciale che si autorigenera.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO AZIMUT
  • Indirizzo: P.Emanuele Filiberto 11 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 13/06/2014 - al 22/06/2014
  • Vernissage: 13/06/2014 ore 19,30
  • Autori: Rosangela Leotta
  • Curatori: Tiziana Pantaleo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Patrocini: Regione Piemonte Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino Fondazione CRT Media partner: Sugo News

Comunicato stampa

Sarà inaugurata venerdì 13 giugno 2014 presso lo Spazio Azimut (Piazza Emanuele Filiberto 11, Torino) Io a quale corpo appartengo?, mostra di Rosangela Leotta, curata da Tiziana Pantaleo.


Per l’artista siciliana - classe 1981 - questa personale rappresenta la “riscossione” del premio assegnatole nel 2012 dalla giuria di qualità della XV° edizione del concorso Io Espongo.



Da allora sono passati quasi due anni, che per Rosangela sono stati pieni di cambiamenti importanti, come artista e come donna

Qualche giorno dopo essere stata proclamata vincitrice, infatti, ha dato alla luce il suo primogenito, e da allora la sua produzione artistica ha avuto una naturale stasi, una lenta e riflessiva ripresa, una comprensibile e spontanea trasformazione.

La sua pittura e i suoi disegni avevano fino a quel momento dichiarato il legame con una tradizione prettamente iconica, fatta di precisione tecnica, e dedita ad una rappresentazione fedele, e le matite e i pastelli usati con una particolare sensibilità rendevano le ambientazioni evanescenti e le figure - soprattutto giovani donne - ingenuamente ambigue.

In questi recenti lavori viene presentato un modo nuovo di vedere le cose, in cui vi è innanzitutto il distacco dalla figurazione. Punto di partenza è il legame – e le possibili analogie – che l’uomo ha con l’acqua, elemento primordiale, fluido vitale, liquido amniotico, che protegge e nutre.



Il titolo della mostra è liberamente estrapolato da Beta, traccia contenuta in Pollution, secondo album di Franco Battiato (1972), a sua volta ispirato a Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley, romanzo di fantascienza scritto nel 1932 che prefigura una società creata in provetta, senza emozioni, senza paure, senza fragilità e desiderio di conoscenza, dove tutto funziona ed è gradevole, regolare ed ordinato, ma in cui non vi è interiorità, né interesse verso fattori tipicamente umanizzanti.

“Dentro di me vivono la mia identica vita dei microrganismi che non sanno di appartenere al mio corpo... Io a quale corpo appartengo?” recita Battiato, e dalle opere di Rosangela pare venirne fuori l’eco; quelle parole cantate prendono forma, e mostrano la straordinarietà del corpo umano, macchina meravigliosa che funziona benissimo, essere speciale che si autorigenera.



Con questa serie di piccole opere su tela e su carta, l’artista intraprende un viaggio all’interno del corpo umano e – analogalmente – si immerge nel mondo acquatico, instaurando un dialogo tra mondo cellulare e habitat marino: paesaggi interiori, dettagli visti attraverso un microscopio, esplorati e ricercati nei manuali di biologia umana e di geologia marina, per assecondare l’input di andare in profondità, verso la comprensione di ciò che è infinitamente piccolo.