Romeo Castellucci – Uso umano di esseri umani

Bologna - 14/02/2014 : 16/02/2014

Debutto in prima assoluta del nuovo lavoro di Romeo Castellucci Uso umano di esseri umani. Un esercizio in Lingua Generalissima – presentato da Xing all'Ex Ospedale dei Bastardini

Informazioni

Comunicato stampa

Il mese di febbraio riunisce due appuntamenti nodali di e la volpe disse al corvo. Corso di Linguistica Generale. Il teatro di Romeo Castellucci nella città di Bologna (Bologna, gennaio>maggio 2014) progetto speciale 2014 del Comune di Bologna con la Socìetas Raffaello Sanzio (con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna). Il debutto in prima assoluta del nuovo lavoro di Romeo Castellucci Uso umano di esseri umani

Un esercizio in Lingua Generalissima – presentato da Xing all'Ex Ospedale dei Bastardini (14-16 febbraio) – e la rassegna di video e film L’atto di vedere con i propri occhi – presentata dalla Fondazione Cineteca di Bologna al Cinema Lumière e alla Sala Cervi (8-25 febbraio).
Il progetto si colloca nel solco culturale tracciato negli ultimi anni a Bologna, teso a innescare un contatto vivo tra l’arte contemporanea e il contesto urbano. Dedicato alla più grande personalità italiana del teatro di ricerca – regista teatrale e cofondatore della compagnia Socìetas Raffaello Sanzio, figura di spicco a livello internazionale, di recente insignito del Leone d’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia – e la volpe disse al corvo è curato da Piersandra di Matteo e si articola in diversi appuntamenti (spettacoli, installazioni, performance, proiezioni, incontri e un concerto) allestiti in spazi e contesti speciali della città.
Ecco il programma di febbraio.




Uso umano di esseri umani. Debutto assoluto
Momento esclusivo del progetto, il nuovo lavoro teatrale di Romeo Castellucci Uso umano di esseri umani. Un esercizio in Lingua Generalissima – presentato da Xing all'Ex Ospedale dei Bastardini (via d’Azeglio 41, Bologna, venerdi 14 alle 15; sabato 15 e domenica 16 febbraio alle 12 e alle 15) – ha carattere di debutto assoluto.
Il principio della decomposizione e l’ascesi della lingua che vi agiscono alludono al potere del linguaggio di trascendere i corpi. L’azione – basata iconograficamente sul dipinto de La Resurrezione di Lazzaro di Giotto – utilizza la Generalissima, una lingua artificiale coniata nel 1985 dalla Socìetas Raffaello Sanzio a partire dalle lingue creole e dall' 'Ars Magna' di Raimondo Lullo, concepita su basi numerologiche. Redatta accuratamente da Claudia Castellucci a partire da quattrocento termini omnicomprensivi, la Generalissima procede per livelli sempre più astratti – da quello più comune fino al più puro, composto di sole quattro parole – con ognuno dei quali è possibile comunicare. La scena pittorica che vede il Signore avanzare verso il cadavere di Lazzaro, mentre i familiari si coprono il naso per il fetore della putrefazione, viene ripetuta sulla traccia di tali principi combinatori.

“Al contrario delle lingue creole, che nascevano da pochissime parole per poi ramificarsi, nella Generalissima il grado più puro è quello che apparentemente rinuncia alla schiavitù del contenuto per cercare un contatto più profondo, che si apre progressivamente nel suono – afferma il regista Romeo Castellucci –. Trovo che ci sia un vero potenziale scenico in questo: di fronte all’attore che muta il suo parlare attraverso i termini dei livelli più puri, dove sono disponibili sempre meno parole, lo spettatore si trova costretto a dover espandere il suo concetto di soggetto linguistico e a percepire nella ripetitività mantrica del finale, una frase inaudita e sempre presente, che il linguaggio sembra dire: tu sei mio. Così il linguaggio si mostra per quello che è, un sembiante della nostra appartenenza alla specie”.

Nello spazio scenico tripartito, dove le grandi volumetrie sono attraversate dalla luce atonale del sole (lo spettacolo si svolge in ore diurne) campeggia una grande riproduzione dello schema circolare della Generalissima, un cerchio del diametro di circa tre metri e mezzo posto sull’accesso dell’ultima stanza come porta del sepolcro di Lazzaro. Ogni azione scenica –eseguita da attori il cui movimento si fa di pietra, grazie a un senso di gravità alterato – porterà a un cambiamento, a uno spostamento, fino alla sovrapposizione tra la figura di Gesù e quella Lazzaro, accompagnata dal canto difonico di origine tibetana eseguito dal gruppo russo Phurpa.

Uso umano di esseri umani. Un esercizio in Lingua Generalissima – di Romeo Castellucci, testo di Claudia Castellucci e Romeo Castellucci – vede in scena Simone Bobini, Dario Boldrini, Bernardo Bruno, Silvano Voltolina, con la partecipazione di Phurpa. Produzione Socìetas Raffaello Sanzio in collaborazione con Xing/Bologna, in coproduzione con Electrotheatre Stanislavsky/Mosca, Kunstenfestivaldesarts/Bruxelles. Grazie alla collaborazione della Provincia di Bologna.


Info e prenotazioni: tel 051.331099 [email protected]

L’atto di vedere con i propri occhi. Video inediti e film esogeni

Cuore cinematografico del progetto e la volpe disse al corvo. Corso di Linguistica generale, L’atto di vedere con i propri occhi – presentato dalla Fondazione Cineteca di Bologna al Cinema Lumière (piazzetta Pier Paolo Pasolini, ingresso via Azzo Gardino 65, Bologna) e alla Sala Cervi (via Riva di Reno 72, Bologna) – si compone di nove programmi e due incontri con Romeo Castellucci. Si tratta di un percorso dal filo doppio, che da un lato attraversa la lunga vicenda teatrale del regista, e dall’altro propone opere cinematografiche da lui stesso scelte per questo specifico contesto.

Si presentano in esclusiva materiali rarissimi degli esordi della Socìetas Raffaello Sanzio – video dei primi anni Ottanta e Novanta – fino alla produzione più recente, con la visione dei cicli integrali legati agli ultimi spettacoli teatrali. Per la prima volta sono visibili estratti inediti tratti dalle documentazioni filmiche degli spettacoli storici della Socìetas Raffaello Sanzio: Amleto, Lucifero. Quanto più una parola è vecchia, tanto più va a fondo, Orestea, Giulio Cesare, Genesi. From the Museum of Sleep, Voyage au bout de la nuit, Il Combattimento (8 febbraio dalle 20, al Cinema Lumière, segue incontro col regista).

Poi lo sguardo della rassegna si sposta sulle ultime creazioni di Castellucci, e in particolare su alcuni suoi progetti site-specific mai visti in Italia: dall’inedito montaggio dello spettacolo Hey Girl! (2006) a momenti tratti da Sul concetto di volto nel figlio di Dio (2010), performance ispirata al Salvator Mundi di Antonello da Messina, presentati al festival Theater der Welt 2010; inoltre (in esclusiva) lo shock estetico dell’installazione Io penso, realizzata al Taipei Arts Festival nel 2010; lo spettacolo The Phenomenon Called I (2011), ispirato al poeta giapponese Kenji Miyazawa e accolto nel Multipurpose Colosseum di Yumenoshima, isola artificiale formata da rifiuti; e infine la performance Folk presentata alla Ruhr Triennale nel 2011 (21 febbraio dalle 20, al Cinema Lumière).

A questo si aggiunge una maratona di due pomeriggi per gli undici film che ripercorrono la Tragedia Endogonidia, ciclo drammatico in divenire dedicato a un’idea di tragico contemporaneo che la Socìetas Raffaello Sanzio ha sviluppato nell’arco di tre anni (2001-2004) coinvolgendo 10 capitali europee. Realizzati da Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti (eccetto il primo, di Castellucci) con le musiche originali del compositore Scott Gibbons, create in collaborazione con Chiara Guidi, questa lunga memoria filmica ripercorre la vita biologica e morfologica attraverso la visione degli undici Episodi presentati nelle varie città: C.#01 Cesena, A.#02 Avignon, B.#03 Berlin, BR.#04 Bruxelles, BN.#05 Bergen, P.#06 Paris, R.#07 Roma, S.#08 Strasbourg, L.#09 London, M.#10 Marseille, C.#11 Cesena (11 e 18 febbraio dalle 20 in Sala Cervi).
C’è infine la ripresa teatrale integrale di Inferno, Purgatorio, Paradiso trilogia liberamente ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri realizzata nel 2008, quando Castellucci è stato nominato “Artista associato” del Festival d’Avignon (25 febbraio dalle 20 in Sala Cervi).
Completano la rassegna opere attinte dall’intero arco della storia del cinema – con accostamenti tra titoli di periodo e natura diversa – per condurre lo spettatore in un viaggio che svela il bacino filmico del regista teatrale più visionario degli ultimi decenni: il 9 febbraio dalle 18 al Cinema Lumière saranno proiettati Burning Car di Superflex (2008), Pagine dal libro di Satana - primo episodio di Carl Theodor Dreyer (Blade af Satans Bog, 1921), Elephant di Alan Clarke (1989) e Shadow Cuts di Arnold Martin (2010); il 14 febbraio dalle 20, sempre al Lumière (con introduzione di Castellucci) The Act of Seeing With One's Own Eyes di Stan Brakhage (1971) e To the Wonder di Terrence Malick (2012); il 22 febbraio dalle 18 In Absentia dei Brothers Quay (2000), Valse Triste e Take the 5:10 Dreamland di Bruce Conner, e Pièce touchée di Arnold Martin (1989).
Info: tel. 051 2195311.

E LA VOLPE DISSE AL CORVO. CORSO DI LINGUISTICA GENERALE
PROGRAMMA DI FEBBRAIO

sa 8 febbraio ore 20.15 Cinema Lumière / video teatrali (segue incontro con R. Castellucci)
Santa Sofia - Teatro Khmer
Oratoria n. 4: Tohu wa Bohu
Oratoria n. 5: sono consapevole dell'odio che nutri per me
La cripta degli adolescenti
La discesa di Inanna
Ahura Mazda

dom 9 febbraio ore 18.00 Cinema Lumière / film esogeni
Superflex, Burning Car
Carl Theodor Dreyer, Pagine dal libro di Satana (Blade af Satans Bog, 1921) - primo episodio
Alan Clark, Elephant
Arnold Martin, Shadow Cuts

ma 11 febbraio ore 20 Sala Cervi / video teatrali
Tragedia Endogonidia

ve 14 febbraio ore 15 Ex Ospedale dei Bastardini / spettacolo teatrale
Uso umano di esseri umani. Un esercizio di Lingua Generalissima

ve 14 febbraio ore 19.30 Cinema Lumière / film esogeni (introduce R. Castellucci)
Stan Brakhage, The Act of Seeing With One's Own Eyes
Terrence Malick, To the Wonder

sa 15 febbraio ore 12 e ore 15 Ex Ospedale dei Bastardini / spettacolo teatrale
Uso umano di esseri umani. Un esercizio di Lingua Generalissima

sa 15 febbraio ore 18.00 Cinema Lumière / video teatrali
Amleto, la veemente esteriorità. della morte di un mollusco
Lucifero. Quanto più una parola è vecchia, tanto più va a fondo
Orestea (una commedia organica?)
Giulio Cesare
Genesi. From the Museum of Sleep
Voyage au bout de la nuit
Il Combattimento di Tancredi e Clorinda

do 16 febbraio ore 12 e ore 15 Ex Ospedale dei Bastardini / spettacolo teatrale
Uso umano di esseri umani. Un esercizio di Lingua Generalissima

ma 18 febbraio ore 20 Sala Cervi / video teatrali
Tragedia Endogonidia

ve 21 febbraio ore 20.00 Cinema Lumière / video teatrali
Hey Girl!
The Phenomenon Called I
Io penso
Folk
Sul concetto di volto nel Figlio di Dio

sa 22 febbraio ore 18.30 Cinema Lumière / film esogeni
Brothers Quay, In Absentia
Bruce Conner, Valse Triste e Take the 5:10 Dreamland
Arnold Martin, Pièce touchée

ma 25 febbraio dalle 20 Sala Cervi / video teatrali
Inferno, Purgatorio, Paradiso