Roberto Sebastian Matta – Sculture

Venezia - 08/05/2015 : 15/10/2015

La mostra sceglie di focalizzarsi sulla produzione scultorea del maestro per offrire una lettura più articolata sulla sua intera opera.

Informazioni

Comunicato stampa

Evento Collaterale della 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

Giardino di Palazzo Soranzo Cappello – Venezia
Sede della Soprintendenza BAP Veneto Orientale - MiBACT

opening 8 maggio 2015 – invite only
9 maggio – 15 ottobre 2015 - ingresso libero

La 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia rende omaggio a un protagonista fondamentale dell'arte del XX secolo: Roberto Sebastian Matta. Inserito nel calendario degli Eventi Collaterali ufficiali della 56

Esposizione Internazionale d'Arte – la Biennale di Venezia, la mostra organizzata dalla Fondazione Echaurren-Salaris, in collaborazione con la Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. di Bologna, e curata da Flaminio Gualdoni con Alessia Calarota, sceglie di focalizzarsi sulla produzione scultorea del maestro per offrire una lettura più articolata sulla sua intera opera. La mostra è ospitata in un contesto di grande pregio: il Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, sede della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso - MIBACT.
«Matta è colui che maggiormente tien fede alla propria stella, che è forse sulla strada migliore per arrivare al segreto supremo: il controllo del fuoco» è con queste parole che, nel 1944, André Breton descrive l'artista Robert Sebastian Matta. Architetto, pittore e, infine, mastro talentuoso nell'uso del bronzo e dei metalli, è nella produzione scultorea dell'artista che si trova la conferma delle parole del padre del surrealismo: le sue figure sembrano provenire da una profondità magmatica, risalire a ere geologiche antiche, a religioni terrene, mitologiche – l'artista controlla, conosce queste forze e le forgia in figure e strutture primarie. Le sculture sono figlie di una realtà pericolosa, dalle domande dell'uomo, ma anche dalle esplosioni vulcaniche della natura e della terra, che Matta ha il compito di interrogare: le sue figure contorte, articolate ricordano gli incubi primitivisti dell'avanguardia parigina e accompagneranno l'artista fino alla fine della sua carriera. Sono figure nate da episodi reali, non dettati dall'inconscio: se infatti molti dei surrealisti lavoreranno sui temi del sogno, Matta si rifarà invece a temi politici e storici. Le sue sculture ricordano divinità antiche, che sembrano provenire dai passati mitici della Grecia, da antichità mediterranee o dalle culture del Sud America: un eclettismo di immaginari, che è il segno di un'unica eterna provenienza di archetipi umani. Animali, figure mitologiche, madri che vivono nelle profondità della terra, pietre filosofali e guerrieri: anche i loro titoli abbracciano le diverse culture di cui Matta si è abbeverato, tanto da poterlo definire un “nomade”, le cui peregrinazioni incrociano le più diverse rotte, dalla madrepatria cilena all'Europa continentale, alla Russia, dalla Scandinavia fino agli Stati Uniti. Da “Mater Nostrum”, una variazione su quel mare nostrum che lambisce le coste della sua amata Italia, a “Perù”, “Inca” o “Colomberos”. Con le sue sculture – il cui bronzo richiama echi preistorici di epoche arcaiche e primitive – Matta anima una produzione che include pezzi come “Cromagnak” o “Ganesha”, fino alle poltrone “Floricor” e “Margarita”. Qua sta la grande arte di Matta, seguendo le parole di Breton: aver seguito la sua stella, essere tornato indietro, al passato – mitico e inconoscibile – che ci precede, per trovare una eco comune, un fil rouge che combini le identità, le diverse appartenenze in un unico profilo d'artista. Aver forgiato il bronzo in un fuoco antico, primario, e dunque eterno.

ROBERTO SEBASTIAN MATTA
BIOGRAFIA / MOSTRE SELEZIONATE
Roberto Sebastian Matta è stato uno dei maggiori protagonisti della Storia dell'Arte del XX secolo: la sua vita e i suoi lavori non si situano solo all'interno del contesto dell'arte europea, ma in una storia culturale dalle sempre più importanti e profonde connessioni con l'America Larina, gli Stati Uniti, l'Italia, la Spagna e la Francia.
Nato in Cile, Matta è uno degli artisti più amati dai collezionisti sudamericani: ha vissuto tra Parigi, dove, a partire dal 1937, entra a far parte del gruppo dei Surrealisti come membro più giovane, New York, la sua influenza, anche di critica, qua è ampiamente riconosciuta nello sviluppo dell'Espressionismo Astratto sui suoi giovani colleghi, tra cui Jackson Pollock, Arshile Gorky, Mark Rothko e Robert Motherwell, e l'Italia, dove ha trascorso gli ultimi quindici anni della sua vita.
È proprio in questi anni che conosce Franco Calarota, con cui stabilisce un rapporto non solo professionale, ma di lunga e profonda amicizia. Franco Calarota – chairman della Galleria d'Arte Maggiore – si è a lungo impegnato per promuovere questo artista, non solo sul mercato – di cui la Galleria detiene i diritti esclusivi per l'Italia da più di quindici anni – ma anche organizzando mostre istituzionali, come «Roberto Sebastian Matta. Sculture», inclusa negli Eventi Collaterali ufficiali della 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, da Maggio a Ottobre 2015, e come nel 2011, per le celebrazioni del centenario della nascita, tra le molte e importanti retrospettive tenutesi in tutto il mondo, da New York a Santiago del Cile. Nel 2013 si è tenuta un'altra importante mostra curata dalla Galleria d'Arte Maggiore, presso la Fondazione Querini Stampalia, «MATTA. Roberto Sebastian Matta - Gordon Matta-Clark - Pablo Echaurren».
Dopo quasi un decennio negli Stati Uniti, Matta ritorna in Europa nel 1948. L'artista risiede a Roma fino al 1955 e trascorre il resto della sua vita tra Parigi, Londra e Tarquinia (un'antica città etrusca a nord di Roma). Per tutta la vita, Matta ha viaggiato per il mondo, sintetizzando nel suo lavoro le diverse influenze di pensatori, artisti e rivoluzionari, così come le diverse culture che hanno incrociato il suo cammino.
Nel 1957, il Museum of Modern Art di New York – riconoscendo l'importanza e il significato della produzione di Matta nel tracciare il percorso dell'arte moderna – gli dedica una grande retrospettiva, che include tutte le opere fino a quella data.
«La funzione dell'arte – ha detto una volta Matta – è quella di svelare le enormi forze economiche, culturali e emozionali che interagiscono materialmente con le nostre esistenze e che costituiscono lo spazio reale in cui viviamo».
Spingendo i confini dell'arte Surrealista, tipicamente di ispirazione freudiana, Matta è riuscito a creare un'arte che non è unicamente di introspezione, ma che riesce a parlare a un auditorio ben più ampio.
Dai suoi primi paesaggi dalla tumultuosa geografia cilena, fino ai ritratti degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, alla violenza razziale negli Stati Uniti degli anni '60 e la Guerra in Vietnam, le tele, piene di energie, di Matta riflettono la sua piena consapevolezza del mondo insieme alla sua abilità incredibile di ritrarre in immagini la nostra condivisa storia sociale.
Quasi 400 personali dell'opera di Matta sono state organizzate, inclusa la retrospettiva di MOMA del 1957. Altre importanti retrospettive: Museo Civico, Bologna (1963), Stedelijk Museum, Amsterdam; Palais des Beaux-Arts, Bruxells; Museo de Bellas Artes, Bilbao; Centre Georges Pompidou, Musée National d’Art Moderne, Parigi, che gli ha dedicato una grande retrospettiva nel 1985; una grande mostra è poi organizzata nel 1999 presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, e successivamente trasferita anche alla Fundació Caixa de Catalunya di Barcelona.
Più recentemente, nel 2002, mostre di Matta si sono tenute al Museum of Contemporary Art di Los Angeles (una mostra itinerante che ha toccato anche il Miami Art Museum e il Museum of Contemporary Art di Chicago), così come al Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra.
Opere di Matta sono anche incluse in importanti mostre collettive, tra cui si contano le edizioni della Biennale Arte di Venezia del 1948, 1964, 1968, 1974, e 1978; Documenta nel 1945, 1959, 1964, e 1977 e le Biennali di Sào Paulo del 1955 e 1965, fino alla XIII Biennale de Paris del 1985.
Molte prestigiose collezioni d'arte pubbliche contano al loro interno lavori di Matta: il Museo Hirshhorn and Sculpture Garden di Washington, D.C.; Iwaki City Art Museum in Giappone; Miami Art Museum; Moderna Museet di Stoccolma; Musée National d’Art Moderne, Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou a Parigi; Museo de Arte Latinoamericano di Buenos Aires; Museo Tamayo di Città del Messico; Museu de Arte Moderna di Sào Paulo; Museu Nacional de Bellas Artes di Santiago; Museum of Contemporary Art a Chicago; Museum of Fine Arts di Boston; The Museum of Modern Art a New York; San Francisco Museum of Modern Art; The Seattle Art Museum; Solomon R. Guggenheim Museum di New York; Stedelijk Museum a Amsterdam; Tate di Londra fino al Tel Aviv Museum of Art.