Roberto Pugliese – Emergenze acustiche

Capannori - 19/10/2013 : 19/01/2014

In occasione dell'inizio del secondo anno di attività dello SPE – Spazio Performatico ed Espositivo della Tenuta Dello Scompiglio, l'artista Roberto Pugliese (Napoli, 1982) presenta l'installazione sonora “Emergenze acustiche“.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione dell'inizio del secondo anno di attività dello SPE – Spazio Performatico ed Espositivo della Tenuta Dello Scompiglio, l'artista Roberto Pugliese (Napoli, 1982) presenta l'installazione sonora “Emergenze acustiche“.

Il progetto nasce dalla volontà di analizzare la Tenuta come un processo sistemico in cui interazione, composizione e interdisciplinarità evidenziano il ruolo teoreticamente centrale dell'osservatore, attraverso l'indagine sulle relazioni che intercorrono tra spazio, suono e individuo



La "Teoria generale dei sistemi" di Ludwig von Bertalanffy, in cui il biologo austriaco afferma come nei più diversi fenomeni -economici, epideomologici, ambientali o sociali- sia necessario un approccio che analizzi non solo i singoli elementi, ma l'intera realtà generata dall'interazione di tutti i componenti del sistema, viene adottata dall'artista per ideare una sorta di “tessitura di suoni” sulla realtà dello Scompiglio. L'inserimento di dati numerici, derivati dalle attività culturali e didattiche, dalla produzione di vino, olio e miele, dal cippato di legna, dall'orto biodinamico o dalla produttività della cucina, in un software realizzato ad hoc e costituito da una serie di processi genetici, costituisce la base per una composizione elettroacustica che si dilata per tutto lo spazio espositivo.

Una grande installazione sonora in cui 80 tubi in plexiglas di diverso diametro e lunghezza, che agiscono come casse di risonanza della composizione, suggeriscono le connessioni tra i vari settori della Tenuta in maniera organica, partecipativa e articolata. Modulando il percorso, suggerendo la direzione dello sguardo e incitando il movimento continuo, invitano ogni visitatore a immergersi nell'ambientazione per diventare partecipe e regista della costruzione organica del luogo, sottolineando come l'individuo non possa essere solo un ricettore passivo di stimoli provenienti da un mondo esterno, ma, in un senso molto concreto, è egli stesso a creare il proprio universo.

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To open the second year of activities at the SPE – Performance and Exhibition Space at the Tenuta Dello Scompiglio, the artist Roberto Pugliese (Naples, 1982) presents the sound installation, “Emergenze acustiche“ (“Acoustic Emergencies”).

The project was born out of the desire to analyse the Tenuta dello Scompiglio as a systemic process in which interaction, composition and interdisciplinary character highlight the theoretically central role of the audience through the study of the relationships between space, sound and the individual.

In the “General Systems Theory” of Ludwig von Bertalanffy, the Austrian biologist maintains that in the most diverse economic, epidemiological, environmental or social phenomena, it is necessary to take an approach that analyses not only the individual elements, but the entire reality generated by the interaction of all the components of the system. This has been adopted by the artist to create a sort of “weaving of sounds” into the reality of Scompiglio. The inclusion of numerical data, derived from the cultural and educational activities, the production of wine, oil and honey, wood chips, the biodynamic vegetable garden or the production of the restaurant, in software developed ad hoc and constituting a series of genetic processes, forms the basis of an electro-acoustic composition that dilates throughout the exhibition space.

The large sound installation in which 80 plexi-glass tubes of different diameters and lengths act as sound boards for the compostion, suggests connections between the various sections of the Tenuta in an organic, articulate and participatory manner. Modulating the pathway, prompting which way to look, and encouraging continuous movement, inviting each visitor to immerse themselves in the environment, to become a participant and director of the organic construction of the place, emphasising that it is not possible for the individual to be merely a passive receiver of stimuli from an external world, but in a very real sense they are themselves the creator of their own universe.