Roberto Cavallini – Roma Sunu Senegal

Roma - 13/12/2011 : 31/01/2012

Con Roma sunu Senegal, che in lingua Wolof vuole dire Roma il nostro Senegal, Roberto Cavallini ha cercato di raccontare attraverso il linguaggio fotografico, un frammento di storia dell’immigrazione dal Senegal che ha toccato Roma.

Informazioni

  • Luogo: BIBLIOTECA MARCONI
  • Indirizzo: Via Gerolamo Cardano 135 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 13/12/2011 - al 31/01/2012
  • Vernissage: 13/12/2011 ore 18
  • Autori: Roberto Cavallini
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Lun. 15 - 19 Mar. 9 - 19 Mer. 9 - 19 Gio. 9 - 22 Ven. 9-19 Sab. 9-13 e 16-20

Comunicato stampa

Titolo: Roma Sunu Senegal

Inaugurazione: 13 dicembre 2011 - ore 18:00
Interverranno: Gianni Paris - Presidente Munivipio XV; Annalisa
Giannetti - Presidente Associazione Roma XVI con l'Africa
Paolo Masini - Presidente onorario Associazione Roma XVI con l'Africa;
Roberto Cavallini - autore delle fotografie; Sabina Pistone - docente
Istituto Federico Caffè.

Luogo: Biblioteca Marconi - via Gerolamo Cardano 135 - 00146 - Roma
Periodo: 13 dicembre 2011 - 31 gennaio 2012
Ingresso Gratuito
orari:
Lun. 15 - 19
Mar. 9 - 19
Mer. 9 - 19
Gio. 9 -22
Ven. 9 - 19
Sab

9 - 13 : 16 - 20


La mostra fotografica Roma Sunu Senegal

Con Roma sunu Senegal, che in lingua Wolof vuole dire Roma il nostro Senegal, Roberto
Cavallini ha cercato di raccontare attraverso il linguaggio fotografico, un frammento di storia
dell’immigrazione dal Senegal che ha toccato Roma.

Un processo di integrazione, dove le sofferenze, le gioie e le delusioni, si sono snodate nel fluire
dell’arco temporale di circa tre - quattro anni, dal 2006 al 2009. Un lasso di tempo, che ha visto
come attori da una parte i membri della comunità senegalese e dall’altra gli abitanti, le scuole, le
associazioni di volontariato e le istituzioni territoriali del XVI Municipio di Roma che hanno avuto,
in questa vicenda, un ruolo e una funzione importante. Una storia minore fuori dai clamori della
cronaca, nella quale l’autore è entrato prima come osservatore e poi come testimone, e che spera,
per come l’ha vissuta e per come l’ha raccontata, aiuti a capire una cosa: che è possibile mettere in
atto processi di integrazione e di incontro fra popoli e culture diverse se si parte da un pre-giudizio,
quello che vede nella diversità una fonte di scambio e di ricchezza.

Descrizione dell’allestimento della mostra

La mostra è costituita da 34 fotografie in bianco e nero, di cui 28 orizzontali di dimensioni pari a
cm. (50 x 70) e 6 verticali di dimensioni cm.(35 x 50). Le fotografie sono montate dentro cornici
di legno nere, che giustapposte l’una all’altra simulano lo svolgersi della pellicola fotografica,
fotogramma dopo fotogramma.
Le immagini sono ordinate secondo una sequenza che parte dalla descrizione del ghetto e prosegue
con la descrizione del percorso di interculturalità. Un’ultima sequenza di quattro fotografie, quasi un corpo staccato, è dedicata a coloro i quali sono stati costretti a ritornare nelle terre di provenienza.

Note biografiche dell’autore
Roberto Cavallini nasce a Roma nel 1950 si laurea in Sociologia e consegue un Master in New
Media e Comunicazione. Dal 1982 collabora con le più importanti testate giornalistiche italiane. E’ giornalista pubblicista dal 1994. E’ professore a contratto presso l’Universtà di Tor Vergata di Roma.
E’ critico di fotografia e curatore di mostre, ha partecipato a numerose collettive in Italia ed
all’estero. Ha, al suo attivo, numerose personali ed ha esposto nelle edizioni del 2003 e del 2008 del Festival Internazionale FotoGrafia di Roma.