Roberta Filippelli – I love you

Alghero - 27/01/2014 : 10/02/2014

I love you è la dichiarazione d’amore che Roberta Filippelli dedica all’Enel: tre figure femminili, tre guardiane, o forse tre sacerdotesse, portano in sé l’energia del Fuoco, del Vento e della Luce.

Informazioni

  • Luogo: PUNTO ENEL
  • Indirizzo: via Don Minzoni, 41 - Alghero - Sardegna
  • Quando: dal 27/01/2014 - al 10/02/2014
  • Vernissage: 27/01/2014 ore 8.30
  • Autori: Roberta Filippelli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 8.30 - 12.30 14.40 - 15.40 venerdì sera sabato e domenica chiuso

Comunicato stampa

Lunedì 27 gennaio alle ore 8.30 inaugura, presso il Punto Enel di via Don Minzoni ad Alghero, I love you, la personale di Roberta Filippelli.

I love you è la dichiarazione d’amore che Roberta Filippelli dedica all’Enel: tre figure femminili, tre guardiane, o forse tre sacerdotesse, portano in sé l’energia del Fuoco, del Vento e della Luce.
L’artista riprende i codici iconografici del sacro, restituiti nella ieraticità delle pose e dei gesti, e con l’attitudine giocosa caratteristica della sua poetica vi accosta l’estetica pop degli oggetti-attributi che connotano ogni singolo ritratto

Si delineano così tre icone contemporanee, solenni e ironiche, sospese tra magia e rito, un po’ sante, un po’ streghe.
Una moderna Fiammetta, la novellatrice che nel Decamerone di Boccaccio racconta gli amori andati a lieto fine, tiene viva la fiamma di un comune accendino per mostrare il fuoco che riscalda il corpo e accende la passione. Una Vergine aggiornata affida i propri sentimenti al vento di un piccolo ventilatore e fa apparire frasi sdolcinate nello slang tipico dei messaggi giovanili. Un fiocco rosso luminoso a pois, invece, trasforma la tradizionale aureola delle sante in un accessorio frivolo, un richiamo al personaggio disneyano di Minnie e alla moda oggi ritornata in voga delle Pin-Up.
L’opera invade la struttura aziendale e si ripete nello spazio confermando e riaffermando la propria presenza: una strategia espositiva di “diffusione virale” che converte la funzione usuale del luogo e risignifica il tempo e lo sguardo di chi vi passa attraverso.