Rob Mazurek – Radical Chimeras
Mostra personale di Rob Mazurek dal titolo “Radical Chimeras”.
Comunicato stampa
Stanza 251 è orgogliosa di presentare a Firenze una mostra personale di Rob Mazurek, musicista e compositore americano di fama internazionale che da decenni esplora nuove modalità musicali attraverso formazioni da lui create come Chicago Underground (Duo, Trio, Quartet, Orchestra) e Exploding Star Orchestra, espandendo i confini della musica jazz mediante inedite ibridazioni stilistiche. I suoi strumenti principali sono la tromba e la cornetta, affiancati anche dall'uso di mezzi elettronici per imprimere alle composizioni una speciale densità multidimensionale.
Parallelamente a questa notissima ed apprezzata attività musicale, Mazurek – ispirato dall'incontro diretto con i quadri di Mark Rothko - a partire dall'età di venti anni ha regolarmente condotto una sua specifica ed avventurosa ricerca all'interno delle arti visive. Anche in questo settore l'artista si muove con un approccio magmatico e visionario, seguendo una vulcanica vocazione sperimentale. Le sue creazioni si materializzano in differenti forme astratte – dipinti, sculture, installazioni, video – e sono sempre attraversate da inarrestabili flussi di energia. Nel suo studio di Marfa - città situata nel deserto del Texas occidentale - frammentazioni coloristiche animano la serie di dipinti Desert Scores e furiose sovrapposizioni cromatiche vibrano dentro le Scattered Amplitudes. Nelle sue opere aleggia uno spirito cosmico, un richiamo alla grandezza dell'universo senza limiti che esprime libertà e caos creativo. Nel suo processo creativo le forme si scompongono e ricompongono costruendo nuove configurazioni dinamiche e coinvolgenti.
Per realizzare i lavori esposti in questa mostra personale intitolata “Radical Chimeras”, l'artista ha lavorato direttamente negli spazi della Stanza 251, producendo una serie di opere site specific.
Lo spirito di tutta l'operazione viene così riassunto da Rob Mazurek :“Radical Chimeras crea un campo in cui pittura, scultura e impronte sonore emergono come vettori instabili di vibrazione: proposte materiali plasmate dalla frequenza piuttosto che dalla forma.
In tutta la mostra, le opere si configurano come costrutti chimerici: oggetti ibridi in cui i residui sonori si trasferiscono nella superficie e nel volume, annullando le distinzioni tra ciò che si vede e ciò che si sente. Non si tratta di rappresentazioni, ma di condensazioni: artefatti post-sonori che conservano la traccia della durata come materia.
Situata all’interno di un continuum astrattivista, la mostra propone una condizione in cui la percezione viene continuamente rinegoziata e in cui la forma persiste solo come stabilizzazione temporanea di un’energia in continuo mutamento”.