Rewind

Rieti - 08/12/2012 : 06/01/2013

La mostra, che conclude la stagione espositiva del 2012, riassume parte della programmazione espositiva proposta nel corso dell’anno.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO7 IT - SPAZIO ARTE
  • Indirizzo: Via Pennina 19 - Rieti - Lazio
  • Quando: dal 08/12/2012 - al 06/01/2013
  • Vernissage: 08/12/2012 ore 17
  • Curatori: Barbara Pavan
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: venerdì e sabato ore 18-20 o su appuntamento

Comunicato stampa

Sabato 8 dicembre 2012, dalle ore 17, Studio7 Arte Contemporanea, Via Pennina 19, a Rieti, inaugura REWIND, a cura di Barbara Pavan. La mostra, che conclude la stagione espositiva del 2012, riassume parte della programmazione espositiva proposta nel corso dell’anno attraverso le opere di Aldo Bandinelli, Chiara Belloni, Ono Emiliani, Eliana Frontini, Patricia Mallia, Marco Pantaleoni, Raffaella Simone, Yukoh Tsukamoto, Roberta Ubaldi



Opera in levare, allusiva, tesa soprattutto a far risuonare le singolarità di materie e colori volutamente misurati, la pittura di Aldo Bandinelli ricerca un segnare, lasciare tracce come poetica dell'attenzione e concentrazione che trova nella dimensione minuta della carta uno spazio d’elezione. La pittura di Chiara Belloni definisce una misura d'intimità, oscurità accoglienti quanto perturbanti, da cui l'osservatore si trova attirato, e, insieme, posto in questione. Nei suoi lavori, in particolare, colpisce il ricorso convinto al bitume, colore eletto per calore e consistenza, ma che la Belloni riesce a far risonare d'inedite leggerezze. Dichiaratamente attente a una linea della pittura che, nel traversare le età storiche e culturali – dalle prime raffigurazioni rupestri fino alla ricerca grafica di Henri Michaux tanto cara all'artista – tenta un'universalità linguistica del segno, le opere di Ono Emiliani in mostra si distinguono per la coerente fantasia che anima le strutture sintattiche alle stesse sottese: come leggeri, aerei vocabolari di un'intelligenza squisitamente visiva. Eliana Frontini propone in mostra gli angeli cuciti, frutto di una profonda catarsi, della ricerca di una sorta di trait d’union tra la realtà terrena ed il cielo. Questi divini messaggeri, bloccati da tenaci cuciture sulla tela, paiono quasi leggiadre farfalle catturate da un ambizioso entomologo, o ex voto abbandonati nel santuario dell’oblio. Silenziosi ed immobili, hanno perso la capacità di svolgere i loro compiti fondamentali: annunciare la salvezza, confortare, custodire, lodare. Nulla hanno dell’empatia degli angeli di Wim Wenders; sono, piuttosto, relitti delle speranze sovrannaturali alle quali l’uomo contemporaneo si affida con sempre maggiore difficoltà. Sulla bilancia l’artista pone il senso di disorientamento dei mortali e la crisi d’identità della spiritualità rivelata; nel mezzo si trova il filo, che tenta di rinsaldare la fiducia in un legame di protezione esclusivo. Le forme essenziali delle sculture di Patricia Mallia fanno da contrappunto alla passione istintiva ed inquieta delle sue tele. L’artista crea opere in cui la ricerca interiore coincide con quella artistica, in un continuo fluire di forme ispirate all’universo femminile, con i suoi contrasti e i suoi tormenti, fluttuando tra forza e fragilità, tra ragione ed emozione. I dipinti di Marco Pantaleoni sembrano quasi dei palinsesti dove le immagini si creano attraverso la stratificazione di forme, segni e colori che emergono gradualmente, affiorando dalle profondità della tela così come i ricordi fanno nella mente. Un’interna geometria regola le composizioni. Un rigore strutturale, eredità della formazione da architetto dell’autore, controlla e bilancia le pennellate e ogni intervento – cromatico o formale che sia – anche il più libero e apparentemente casuale (F.Santaniello). Studiosa di tradizioni popolari, Raffaella Simone presenta in questa mostra una serie di opere ispirate agli ex voto, testimonianza tattile e visibile di un rapporto concreto e personale tra l’uomo e la divinità. Una serie di opere, di carta o su carta, tutta incentrata più sull’umana fragilità che sulla natura del divino, dove, nell’utilizzo di materiali vivi, vissuti, sovrapposti e manipolati, l’artista racconta l’alchimia complessa di sacro e profano, religione, storia e tradizione contenuta ed espressa nei riti popolari. Giapponese, da anni vive tra Osaka e Milano, del suo paese d’origine Yukoh Tsukamoto ha mantenuto la tipica sensibilità verso le forme naturali – quelle del bosco, in particolare – e l’equilibrio delle forme compositive, approfondendo invece in Italia le tecniche d’incisione diretta della tradizione europea. Il ricorso a materiali naturali come la seta per base delle sue opere, conferiscono un’ulteriore preziosità all’opera misteriosamente armonica dell’artista. Dopo aver studiato e frequentato le diverse tecniche classiche, Roberta Ubaldi arriva progressivamente a sviluppare una sua ben definita cifra stilistica, una tecnica estrema e delle cromie ridotte. La continua ricerca di materiali diversi l’ha portata attualmente ad utilizzare lamiere di ferro in cui l’ossidazione creata dal tempo supera lo status di mero supporto per divenire parte essenziale dell’opera pittorica. L’amore per il corpo umano la porta a raffigurazioni che, a partire da una matrice ancora volutamente figurativa, sembrano volersi celare dentro una trama di ossidazioni.