Renzo Saviolo – Trans-formazioni

Padova - 19/11/2015 : 06/01/2016

Saviolo ha trovato negli strumenti offerti dal digitale la possibilità di stravolgere l’immagine che, pur partendo da un frammento di realtà, è in grado di farne perdere l’identità originaria

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO MORONI
  • Indirizzo: Via Del Municipio 1 - Padova - Veneto
  • Quando: dal 19/11/2015 - al 06/01/2016
  • Vernissage: 19/11/2015 ore 18
  • Autori: Renzo Saviolo
  • Curatori: Annamaria Sandonà
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Orario 9.30-12.30 / 14-18 (Chiuso i lunedì non festivi, 25 e 26 dicembre, 1 gennaio)

Comunicato stampa

"Il colore ha dimensione puramente creativa, una percezione emotiva non narrativa e radicalmente grafica del mondo. Il colore è più fisico del bianco e nero, più intellettuale e astratto". (Harry Gruyaert)

Dopo la retrospettiva antologica delle opere fotografiche avvenuta per i suoi cinquant’anni di attività nel 2005 al Museo del Santo, Renzo Saviolo propone ora alle Scuderie di Palazzo Moroni il suo nuovo filone di ricerca. Saviolo ha trovato negli strumenti offerti dal digitale la possibilità di stravolgere l’immagine che, pur partendo da un frammento di realtà, è in grado di farne perdere l’identità originaria

Parte da immagini reali e usufruendo delle nuove possibilità di ripresa e stampa scopre gli spazi nascosti, le invisibili cromie, i movimenti delle strutture, cogliendo e portando a noi quanto ancora non eravamo giunti a vedere. I punti di partenza di questa sperimentazione sono pur sempre delle fotografie di elementi naturalistici come ad esempio: insalata, bucce d’arancia, fiori… in cui la perdita di riconoscibilità del soggetto originario è attuata per mezzo dell’ingrandimento di una sua parte e un incremento dei colori attraverso programmi computerizzati.
La sfida che Saviolo propone sta nel tentativo di creare un genere fotografico che trova nell’astrazione il suo nuovo linguaggio.
Mostra a cura di Annamaria Sandonà

In questa mostra le nuove fotografie di Renzo Saviolo (che è anche pittore, scrittore, poeta e didatta) mi hanno riportato alla memoria suoi dipinti, le sue “pre-textures” che aveva realizzato ed esposto oltre trent’anni orsono: anche queste sue nuove opere indagano sulla struttura della forma dove penetra sino a raggiungere l’ultimo suo limite.
Parte da immagini reali dalle quali, da curioso ricercatore e indagatore quale è, usufruendo anche delle nuove possibilità di ripresa e stampa, scopre i nascosti spazi, le insite invisibili cromie con le loro temperature e vibrazioni, i movimenti delle strutture, cogliendo e portando a noi quanto ancora non eravamo giunti a vedere.
Gustavo Milozzi

Nelle fotografie di Saviolo, l’emancipazione dal dato oggettivo porta, come lui stesso ama specificare, a un’astrazione totale delle forme, a immagini che si avvicinano volitivamente alla pittura, simulandone ritmi compositivi e alternanze cromatiche.
Le textures riprodotte - particolari macro di elementi vegetali e naturali - acquistano valore in virtù delle proprie morfologie interne, interpretabili secondo quegli stessi canoni estetici e pittorici che l’astrazione, per prima, esige nel suo momento di confronto col mondo reale.
Elisabetta Vanzelli