Renato Bonardi – Artista poliedrico

Laveno-Mombello - 01/03/2014 : 30/03/2014

In mostra una selezione di ceramiche, sculture, acquerelli e poesie dove l’ispirazione giungeva all’artista dalla quotidianità, da tutto ciò che fa parte della vita come una canzone, una finestra, un bullone, un episodio, una frase sentita per radio.

Informazioni

  • Luogo: MIDEC - MUSEO INTERNAZIONALE DESIGN CERAMICO
  • Indirizzo: Lungolago Perabò 5 - Laveno-Mombello - Lombardia
  • Quando: dal 01/03/2014 - al 30/03/2014
  • Vernissage: 01/03/2014 ore 16
  • Autori: Renato Bonardi
  • Generi: arte contemporanea, personale, arti decorative e industriali
  • Orari: martedì > 10.00-12.30, da mercoledì a domenica > 10.00-12.30 e 14.30-17.30
  • Email: museodellaterraglia@tiscali.it
  • Patrocini: Mostra promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno Mombello in collaborazione con l'associazione Culturale Atelier Capricorno. Allestimento e curatela di Anny Ferrario, Anna Genzi, Maria Grazia Spirito
  • Uffici stampa: METAMUSA

Comunicato stampa

Il MIDeC Museo Internazionale Design Ceramico di Cerro di Laveno Mombello rende omaggio, a un anno dalla scomparsa (28 febbraio 2013) a Renato Bonardi con una importante mostra che ripercorre la sua vivace ricerca artistica. Autore poliedrico, capace di sperimentare e sperimentarsi, Bonardi ha lavorato la terracotta, la pietra, il ferro, il rame, il bronzo, il legno. Grafico, acquarellista e poeta ha rivolto per tutta la vita con passione lo sguardo all’arte, ovvero a ciò che per sua costituzione è lontano dall’ovvio


In mostra una selezione di ceramiche, sculture, acquerelli e poesie dove l’ispirazione giungeva all’artista dalla quotidianità, da tutto ciò che fa parte della vita come una canzone, una finestra, un bullone, un episodio, una frase sentita per radio. Approfondendo la sua poetica si evince che, pur con materiali molto differenti, un tema comune segna in modo trasversale tutta la sua opera: il tempo. Tempo vuol dire ricordo, memoria, passato, ritorno. Renato Bonardi sembrava voler catturare la successione continua di istanti, dove la materia reale diventa materia del sogno.
Artista coraggioso e audace, Renato Bonardi non era spaventato, ma anzi attratto, dall’imprevedibilità del gesto artistico soprattutto quando esso si doveva confrontare con le alte temperature della cottura, per le opere in ceramica, con la versatilità dell’acqua, per i disegni ad acquerello. Il risultato finale, infatti, spesso poteva sorprendere e la trasformazione dell’idea originaria diventava parte sostanziale del progetto artistico.
La mostra a cura di Anny Ferrario, Anna Genzi, Maria Grazia Spirito, con la presentazione di Erika La Rosa, accoglie anche l’ultima opera inedita alla quale l’artista stava lavorando prima della morte: una grande scultura in ferro a forma di sedia in cui un uomo giunto sulla cima ricade all’indietro. Un’opera di forte impatto emotivo e coraggiosa al tempo stesso.