ren.con.tre – Emilio Fantin

Bologna - 07/02/2013 : 07/02/2013

Il secondo appuntamento del ren.con.tre vede come protagonista Emilio Fantin (Bassano del Grappa, 1954), impegnato a creare spazi di partecipazione dove l’aspetto formativo si coniuga con quello artistico. Lavora da tempo in un ottica sovra disciplinare mettendo in rapporto l’arte con altri campi del sapere.

Informazioni

Comunicato stampa

Il secondo appuntamento del ren.con.tre, il 7 febbraio, vede come protagonista Emilio Fantin (Bassano del Grappa, 1954), impegnato a creare spazi di partecipazione dove l’aspetto formativo si coniuga con quello artistico. Lavora da tempo in un ottica sovra disciplinare mettendo in rapporto l’arte con altri campi del sapere. Oltre a sperimentazioni strettamente legate alle pratiche artistiche, con i suoi interventi cerca di creare le condizioni per un confronto dialettico tra discipline diverse, come per esempio la logica matematica, l ‘architettura, l’agricoltura e il mondo dei sogni. Attualmente ha elaborato un'idea per una libera università che ha chiamato Dynamica


E' un'idea di "ateneo" dove il processo artistico é conseguenza della formazione, attraverso costanti stimoli immaginativi e speculazioni. Intende essere uno spazio dove si discuta il ruolo, le modalità, gli obiettivi e la funzione della cultura come base indispensabile per la costruzione di una possibile visione sociale e politica. Un'idea della cultura capace di costruire dei ponti tra saperi diversi, dalla scienza, all'arte, alla religione, ma anche di metter in relazione tradizioni e culture di paesi diversi. La ricerca artistica di Fantin non viene espressa attraverso le usuali forme di formalizzazione dell'arte contemporanea, ma vuole essere uno strumento di conoscenza della realtà e di interpretazione del mondo visibile e invisibile. Ciò che normalmente viene considerato opera, nel suo caso diventa traccia di un percorso il cui fine è la produzione di un bene immateriale.

Ha collaborato con istituzioni, università e musei internazionali, in particolare nel 2012 ha realizzato con Lucafausu il progetto, “The Celebration of Living” per And, And, And, Documenta 13, Kassel; ha promosso incontri e workshop a ASU, Arizona State University Museum e tenuto lezioni all’Art Institute of Chicago. Docente di “Percezione e Comunicazione Visiva” del Politecnico di Milano, dal 2005 insegna nella sezione di Piacenza. Attualmente è finalista al premio internazionale d’arte partecipativa con il progetto “Dynamica”, per un ateneo dinamico.
Aritmia è un associazione culturale di Bologna che opera al confine tra didattica ed esposizione, produzione e formazione, realizza progetti che si inseriscono nel dibattito sull'arte del presente. Pone in essere un'attività di ricerca che abbraccia al suo interno artisti, studenti, pubblico e luoghi, in una dimensione dialogica e partecipativa. In questo senso si pone principalmente come progetto di ricerca e sperimentazione dei linguaggi.