relAzione Urbana 2013/Le mura disvelate

Padova - 13/09/2013 : 15/09/2013

Il progetto intende dare un nuovo ruolo e nuova vita a questi luoghi di confine e difesa, così carichi di fascino e suggestione. E sono la cultura e l’arte a renderli per tre giorni spazi di socialità e di nuova “relazione urbana”, e ad aiutarci a immaginarne insieme il futuro possibile attraverso un riuso compatibile: da fastidioso ingombro a cerniera fra città antica e città moderna, cuore e polmoni di una città più vivibile.

Informazioni

Comunicato stampa

Padova, 4 settembre 2013 - Nell’anno in cui cade il cinquecentenario delle mura rinascimentali padovane il festival “relAzione Urbana 2013/Le mura disvelate”, in calendario da venerdì 13 a domenica 15 settembre, dedica loro tre intere giornate di eventi, per riscoprire una Padova poco conosciuta e quasi dimenticata: Padova delle mura cinquecentesche, con le sue porte, i bastioni e i baluardi, ma anche il suo castello Carrarese



“relAzione Urbana 2013/Le mura disvelate” è ideato e realizzato da Tam Teatromusica e Comitato Mura di Padova - che uniscono le forze e le idee facendo qui confluire due loro diverse iniziative nate lo scorso anno -, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova (il festival si inserisce nel format “Eventi a corte - Estate Carrarese”).
Il progetto intende dare un nuovo ruolo e nuova vita a questi luoghi di confine e difesa, così carichi di fascino e suggestione. E sono la cultura e l’arte a renderli per tre giorni spazi di socialità e di nuova “relazione urbana”, e ad aiutarci a immaginarne insieme il futuro possibile attraverso un riuso compatibile: da fastidioso ingombro a cerniera fra città antica e città moderna, cuore e polmoni di una città più vivibile.
Così i protagonisti veri diventano senz’altro loro: Bastione Impossibile, torrioni Pontecorvo, della Gatta, Buovo e dell’Arena, baluardo San Giovanni, Castelnuovo, porta Ognissanti e porta Savonarola, castello Carrarese. E come i singoli “monumenti” fanno parte di un unico sistema murario, allo stesso modo anche il festival si compone di eventi susseguendosi e intrecciandosi senza soluzione di continuità formano un unicum: un vero e proprio percorso lungo il quale mettersi in ascolto e in dialogo con le mura bastionate, per scoprire e condividere una dimensione della città che è bene comune da far proprio e riabitare.

Ad accompagnare i cittadini e i visitatori alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e architettonico della cinta muraria e del castello, e delle loro diverse funzioni militari, civili, sociali e carcerarie, sarà il Comitato Mura di Padova assieme agli speleologi del CAI e Oikos laboratorio, secondo una formula innovativa e originale che esce dagli schemi della visita guidata o della lezione e lascia spazio ad altri linguaggi espressivi. Sarà possibile anche addentrarsi negli ipogei, ossia nel ventre delle mura, e assistere alla prima esplorazione completa del torrione dell’Arena, conoscere la storia di porte recentemente recuperate e della “fortezza mancata” di Castelnuovo.

Al castello Carrarese, ritornato ora ai cittadini dopo il restauro e la bonifica recenti, l’inaugurazione del festival, venerdì 13 settembre alle 21, con “Paladini di Francia. Spada avete voi, spada avete io!” di Koreja-Teatro stabile d’innovazione, spettacolo di marionette e pupi umani che narra, tramite giochi antichi di bambini, i giochi di guerra e il dramma delle vittime. Trae ispirazione dall’epopea di Orlando anche lo spettacolo del padovano Giuliano Scabia, in calendario sempre al castello sabato 14 settembre alle 21, “Tragedia di Roncisvalle con bestie seguita dalla farsa di Orlando e del suo scudiero Gaìna alla ricerca della porta del Paradiso”, in cui gli animali raccontano con candido disincanto lo storico scontro e lo “strano” rituale degli uomini in battaglia.
Oltre che luogo di difesa, il castello nel recente passato è stato anche luogo di reclusione: a richiamare questa sua dimensione nella storia civile della città, domenica 15 settembre sempre alle 21, lo spettacolo “Tutto quello che rimane” di Tam teatromusica, che si ripercorre l’esperienza ventennale dei laboratori con i detenuti della compagnia padovana nel carcere Due Palazzi (in caso di pioggia gli spettacoli previsti al castello si terranno al piccolo teatro Don Bosco, in via Asolo 2).

È pensata proprio per il bastione Impossibile, suo vero e proprio elemento drammaturgico, l’azione scenica di “Scritto dentro”, che parte dal testo del veneziano Fernando Marchiori e, in anteprima assoluta, è qui proposta da Tam Teatromusica (di e con Pierangela Allegro, musiche di Michele Sambin).

Ad arricchire la proposta del festival anche i “Walk show”, conversazioni itineranti con performing media guidate da Carlo Infante di Urban Experience: agli spettatori, trasformati in cittadini camminanti, sarà chiesto di utilizzare smartphone, cuffie e radioriceventi per un’esperienza unica e suggestiva. Tra le “apparizioni” quelle di Debora Petrina e Claudia Fabris, in “La bambola” e “Parole sotto sale – Installazione masticabile”.

E infine, in anteprima per il festival, il concerto elettronico “Walls – Beware of jamming fingers” di Luca Scapellato e Alessandro Martinello: ogni sera, a conclusione delle tre giornate, un insieme di suoni sintetici, campionamenti e immagini proiettate che coniugano ancora antico e contemporaneo nella suggestiva location della cinta muraria, luogo di confine e insieme ponte tra passato e presente.