Reinas

Torino - 25/09/2020 : 20/12/2020

Mostra collettiva di Zaza Calzia - Maria Lai - Lalla Lussu - Rosanna Rossi.

Informazioni

Comunicato stampa

Nel Sulcis Iglesiente, nella parte sud occidentale della Sardegna, a Villamassargia, esiste un orto
secolare di ulivi innestati dagli abitanti tra il 1300 e il 1600 chiamato “S’Ortu Mannu”, l’orto grande.
All’interno del parco di oltre tredici ettari, dimorano più di settecento ulivi secolari affidati alle cure
delle famiglie del paese; tra di essi campeggia uno degli ulivi più antiche d’Europa chiamato “Sa
Reina”: La Regina. Con oltre 16 metri di circonferenza del tronco, le sue chiome verdissime, i rami
nodosi, “Sa Reina” sfida il tempo, le stagioni, la storia

Madre, guardiana coraggiosa, difende il
territorio e quel poco che resta dell’antico sconfinato dominio.
La Sardegna è spesso un racconto al femminile, che affonda le sue radici nella Preistoria per giungere,
con un bagaglio inestimabile di saperi antichi, alle soglie del nostro tempo. Prima dee, poi regine, poi
artiste il viaggio prosegue, cambiano le armi ma il principio di resilienza resta immutato, quasi fosse
geneticamente trasmesso, anche quando, l’occhio attento, mette a fuoco oltre il mare il mondo con la
sua contemporaneità.
La mostra Reinas raccoglie e presenta le opere di quattro tra le più importanti artiste di Sardegna, tre
generazioni a confronto e un focus sulla produzione dagli anni ‘70 ai giorni nostri.
Parliamo di quattro piccole antologiche dedicate a Maria Lai, Zaza Calzia, Rosanna Rossi e Lalla Lussu
interconnesse tra loro a sottolineare punti di contatto e diversità di ricerca. Il percorso è tracciato da
altrettante parole chiave che vogliono suggerire il tema caratterizzante dei nuclei selezionati lungo una
narrazione che è anche scoperta, sorpresa, riflessione, in un tempo che scorre in ritmi differenti per
creare esperienze personali e condivise.
Ecco quindi l’ago di Maria Lai sfilato da un muro cucito per “legare collegare” insieme i quattro temi
della Parola, del Ritmo, del Colore e del Segno come capitoli selezionati da un unico libro.
Immergendoci nella spiritualità di Lai, nell’ironia giocosa di Calzia, nei colori solari di Lussu, nel rigore
estetico di Rossi scopriremo inusitate esperienze di ricerca che restituisco un territorio aggiornato,
distante dagli stereotipi più comuni, dove isola non è isolamento ma spazio di convivenze in cui sottili
rimandi tra passato e presente sono più chiari, meno disturbati da rumori bianchi. Sull’isola i silenzi
profumano di eterno, ecco perché è più facile ascoltare.
Attraverso quattro tra le artiste più note del panorama sardo s’intende individuare un percorso comune
che restituisce la capacità di trattare elementi peculiari della storia, della cultura, della natura del
territorio sardo per restituirli alla collettività elaborati in linguaggi contemporanei aventi la straordinaria
capacità di varcare geograficamente i confini “regionali” per divenire patrimonio collettivo
internazionale.