Realismo Magico. Uno stile italiano

Milano - 18/10/2021 : 27/02/2022

Un progetto espositivo che punta - secondo una precisa ricostruzione filologica e storiografica del fenomeno del Realismo Magico - a far scoprire al visitatore più di ottanta capolavori di questa complessa e affascinante corrente artistica, con un allestimento curato dallo Studio Mario Bellini con Raffaele Cipolletta.

Informazioni

Comunicato stampa

“Precisione realistica di contorni, solidità di materia ben poggiata sul suolo; e intorno come un'atmosfera di magia che faccia sentire, traverso un'inquietudine intensa, quasi un'altra dimensione in cui la vita nostra si proietta...”
(Massimo Bontempelli, 1928)
Così , nel 1928, lo scrittore, giornalista e drammaturgo Massimo Bontempelli sintetizza il carattere di una specifica declinazione dell'arte italiana tra le due guerre mondiali


Una modalita espressiva che, depurata dalle tensioni del futurismo e dell'espressionismo, lavora su una nuova resa dell'immagine che si presenta agli occhi dell’osservatore come ‘algida, tersa, spesso indagata nei più minuti dettagli, talmente realistica da rivelarsi inevitabilmente inquietante e straniante’ (G. Belli e V. Terraroli).
Fu un fenomeno di portata transnazionale che, con acutezza critica e intelligente intuizione, il critico d'arte monacense Franz Roh, in un suo celebre saggio dedicato alla pittura contemporanea tedesca e pubblicato nel 1925, definì Realismo Magico.
Realismo Magico, nella sua semplicità, è anche il titolo della mostra in programma a Palazzo Reale di Milano dal 19 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022, a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli.
Promosso e prodotto dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE si tratta un progetto espositivo che punta - secondo una precisa ricostruzione filologica e storiografica del fenomeno del Realismo Magico - a far scoprire al visitatore più di ottanta capolavori di questa complessa e affascinante corrente artistica, con un allestimento curato dallo Studio Mario Bellini con Raffaele Cipolletta.
Uno sguardo nuovo sul Movimento, una nuova chiave di lettura che, a trent’anni di distanza dall’ultima mostra milanese sul tema curata da Maurizio Fagiolo dell’Arco nel 1986, Palazzo Reale torna a offrire al pubblico un’occasione unica per fare il punto su un periodo storico-artistico – quello tra le due guerre – che ha subito per molto tempo una damnatio memoriae,
ma che negli ultimi anni è stato prima oggetto di una riscoperta graduale attraverso affondi monografici su singoli artisti che sono riusciti a mantenerne vivo l’interesse e ora oggetto di un vero e proprio trend di valorizzazione che culmina, dopo trent’anni di studi ininterrotti, in questa mostra corale sul Realismo Magico.
In particolare, e per la lungimiranza di un grande gallerista e critico d’arte, Emilio Bertonati (1934-1981), al quale la mostra in oggetto intende rendere omaggio e adeguato riconoscimento, per la sua intuizione e intelligenza critica che e stata creata a una collezione privata emblematica di capolavori del Realismo Magico, che questa mostra valorizza in maniera particolare, presentandola integralmente per la prima volta al pubblico milanese insieme ad altre opere provenienti da importanti collezioni e da Musei.
Il percorso cronologico-filologico ruota intorno a capolavori italiani di questa specifica temperie, a loro volta messi in relazione con alcune opere della Neue Sachlickheit, la cosiddetta “Nuova oggettività” tedesca, che per primo Emilio Bertonati promosse e fece conoscere alla cultura italiana agli inizi degli anni Sessanta attraverso la Galleria del Levante, nelle sedi di Milano e di Monaco di Baviera. I confronti saranno anche con i caratteri del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti, dai quali il Realismo Magico si distingue, ma con il quale condivide alcune personalita artistiche come Achille Funi, Mario Sironi, Ubaldo Oppi.
La mostra e dedicata a Elena Marco, giornalista colta e appassionata, collezionista sapiente e lungimirante, che ha condiviso il progetto espositivo e lo ha sempre sostenuto.
La mostra e il percorso.
La definizione Realismo Magico riguarda un momento dell'arte italiana circoscritto, nella fase piu creativa ed originale, in circa quindici anni, tra il 1920 e il 1935, rappresentando in sostanza il clima del ritorno al mestiere della pittura e una specifica declinazione di una temperie “neoclassica”, che ha tangenze con il gusto déco nella sua specificita italiana, ma anche di un ricercato “arcaismo quattrocentesco” e di ambigue atmosfere metafisico/realistiche. Allo stesso tempo a questo segmento dell'arte italiana si legano termini specifici quali realismo, magia, metafisica, spettrale, obiettivo, vero, naturale, surreale.
In mostra vengono esposte le opere originalissime di Felice Casorati, come il Ritratto di Silvana Cenni del 1922, così come le prime invenzioni metafisiche di Giorgio de Chirico come L’autoritratto e L’ottobrata del 1924, ma anche le proposte di Carlo Carrà, con Le figlie di Loth del 1919, e Gino Severini con i suoi Giocatori di carte; tutti propongono un originale e tutto italiano “ritorno all'ordine”.
Su quest’ultimo concetto di ‘ritorno’, si innesta un generale recupero dei valori plastici dell'arte del passato, da Giotto a Masaccio a Piero della Francesca, fino alla formazione dello specifico formulario realistico e magico che il visitatore trova nei dipinti di Antonio Donghi, Ubaldo Oppi, Achille Funi, Mario e Edita Broglio, pittrice raffinata e di cui si presenta un congruo numero di opere, e soprattutto di Cagnaccio di San Pietro, con il capolavoro Dopo l’orgia. Un formulario riconoscibile anche in alcune opere di Mario Sironi – in mostra la sua Allieva viene per la prima volta affiancata e messa a confronto con L’architetto - Gli Amanti di Arturo Martini e in Achille Funi nella sua fase realistico-magica come la straordinaria Maternità. Il manipolo dei “realisti magici” si incrocia con i destini di “Novecento”, il gruppo milanese creato da Margherita Sarfatti, ma soprattutto con esperienze tedesche e austriache.
La realta artistica italiana, ben connotata e ricca di suggestioni e spunti, infatti, non risulta isolata, trovando significativi contrappunti e analogie, pur nella diversita degli obiettivi e delle matrici culturali di partenza, con la Neue Sachlickheit (Nuova Oggettivita ) tedesca, a sua volta divisa tra aree piu classiche e vicine alla sensibilita italiana (i pittori di Monaco, come Heinrich Maria Davringhausen e Christian Schad) e aree piu radicali e rivoluzionarie (gli artisti berlinesi), ma anche con i realismi che emergono in Olanda così come in Unione Sovietica, negli Stati Uniti come in Francia, in una generale riconquista dell'arte come mimesis della realta , ma inevitabilmente attraversata dalle inquietudini esistenziali e ideali del Novecento.
La mostra ha dunque, tra gli altri obiettivi, anche quello di documentare questa sostanziale relazione con la cultura artistica tedesca degli anni Venti e primi anni Trenta.
Alla struttura cronologico-filologica – blocco portante del percorso - si innesta in alcuni punti una lettura tematica: dal ritratto alla maternità ai bambini, dai nudi femminili e l’eros al paesaggio, alla natura morta, all’allegoria. Un’interessante chiave di lettura proposta al pubblico che permette al visitatore di cogliere le novità interpretative che il Realismo Magico mise in campo rispetto ad alcuni generi della tradizione pittorica.
Il catalogo della mostra “Realismo Magico. Uno stile italiano,” è edito da 24 ORE Cultura e disponibile in vendita presso il bookshop della mostra, in tutte le librerie e online.
I curatori della mostra.
Gabriella Belli
Specializzata in critica d’arte contemporanea all’Universita di Parma. Ha iniziato la sua carriera nel 1978, nella Soprintendenza per i Beni storico-artistici del Trentino, nel settore della Tutela e Catalogazione del patrimonio artistico.
Nel dicembre 2002, sotto la sua direzione, s’inaugura la nuova sede del Mart a Rovereto e nel 2009, grazie a un suo progetto museografico, riapre la sede restaurata della Casa d’Arte Futurista Depero. Dal 1° dicembre 2011 ricopre la carica di Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia. Sotto la sua direzione vengono riaperti al pubblico completamente restaurati Palazzo Mocenigo, il Museo del Vetro a Murano, le Stanze dedicate a Antonio Canova nel Museo Correr, l’Armeria, la Quarantia Civil Vecchia e Nuova di Palazzo Ducale.
Dai primi anni Novanta a oggi ha progettato e curato personalmente piu di 100 mostre d’arte d’architettura e di design.
Attualmente e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Musei Civici di Brescia, del MAX di Chiasso, di Villa Panza FAI-Varese, dell’Accademia di San Luca a Roma.
Valerio Terraroli
Valerio Terraroli, gia docente presso l'Universita di Torino di Storia dell'arte contemporanea e Storia delle arti decorative (tra il 2001 e il 2012), dal gennaio 2013 insegna Storia della critica d'arte; Museologia; Storia delle arti decorative e Storia dell'arte contemporanea (dal 2019) presso l'Universita di Verona, dove dirige il Centro di ricerca “Rossana Bossaglia” per le arti decorative, la grafica e le arti dal XVIII al XX secolo (dal 2015).
Sin dagli esordi della propria attivita di studioso ha seguito tre ambiti di ricerca: la cultura artistica del Settecento di area lombardo-veneta; l'architettura eclettica del secondo Ottocento; la pittura e la scultura di matrice simbolista, con particolare attenzione all'episodio estremo de Il Vittoriale degli italiani e al “gusto dannunziano”. Infine, si occupa del Liberty e del De co in Italia, in specie per quanto riguarda la storia delle arti decorative e i rapporti con l'architettura, e degli aspetti dell'arte figurativa negli anni Venti e Trenta e, in particolare, di Novecento e del Realismo Magico.

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