Radu Oreian – limone limone

Milano - 08/10/2021 : 27/11/2021

Il project space NOVO di Eduardo Secci è lieto di presentare la personale “limone, limone” di Radu Oreian, a cura di Pier Paolo Pancotto.

Informazioni

Comunicato stampa

A Milano, dall’8 ottobre al 20 novembre 2021, il project space NOVO di Eduardo Secci è lieto di presentare la personale “limone, limone” di Radu Oreian, a cura di Pier Paolo Pancotto.
Il corpus di opere esposto include recenti tele di grandi e piccole dimensioni, con cui l’artista romeno prosegue la riflessione pittorica avviata nelle precedenti mostre a Firenze (Eduardo Secci, 2021) e Roma (La Fondazione, 2020)


Come scrive Pier Paolo Pancotto nel suo testo introduttivo, “(…) anche sotto il profilo iconografico, i lavori concepiti per la mostra a Milano vedono il vocabolario di Oreian aprirsi a nuove opportunità visive. La memoria intellettuale (la pittura rinascimentale, quella classica ammirata a Pompei e a Roma o quella etrusca appresa a Tarquinia, la calligrafia dell’antico Oriente), che da sempre si accompagna a quella fisica (il richiamo alle viscere del proprio corpo, alla propria pelle o ai propri liquidi biologici), sembra trovare sempre più spazio nell’esercizio creativo dell’artista implementandolo di nuove suggestioni. In particolare, emergono vari riferimenti all’antico che affiorano sulla tela con la forza di lontani ricordi, deboli nella definizione visiva ma intensi sotto il profilo emotivo. Emergono, così, inattesi brani narrativi tra le trame organiche di colore, secondo un’originale quanto personale interpretazione della sintassi surrealista messa in atto dall’artista. (…)”.
La ricerca di Radu Oreian si ispira alle tecniche classiche del disegno e della pittura, esplorando come la storia, i miti antichi e gli archivi plasmano la nostra società e la nostra comprensione dell’umanità. Il filo rosso che attraversa ed unisce i suoi lavori si manifesta nella creazione di una nuova impronta visiva meditativa dotata di una densità particolare, che sembra esistere in uno stato pulsante di tensione e rilassamento.


La mostra sarà visibile anche on-line con l’introduzione dell’artista: www.novo.ooo/it/exhibitions.


Piero Paolo Pancotto, storico e critico d’arte, è curatore de La Fondazione a Roma e del programma espositivo Art Club di Villa Medici - Accademia di Francia a Roma.

Radu Oreian (1984, Târnăveni, Romania) vive e lavora in Francia. Si è formato all’Università di Arte e Design di Cluj-Napoca (2002) e all’Università Nazionale d’Arte di Bucarest (2007).
Le sue opere sono state esposte da La Fondazione a Roma (2020), SVIT Gallery a Praga (2020), Musée de la Chasse et de la Nature a Parigi (2019), Plan B Foundation a Cluj-Napoca (2019), Galerie Isa a Mumbai (2018), Gallery Nosco a Marsiglia (2017), Nicodim Gallery a Bucarest (2017), MeetFactory a Praga (2016).

limone, limone
Radu Oreian

Testo del curatore Pier Paolo Pancotto


Dopo le esperienze di Roma e di Firenze, Radu Oreian (Târnăveni, 1984) presenta oggi gli ultimi esiti della sua ricerca a Milano. Si tratta di una selezione di dipinti di piccole e grandi dimensioni realizzati per l’occasione che, oltre a confermare la sua poetica, ne arricchiscono, in qualche modo, il lessico integrandolo di nuove, inattese sfumature, sia sul piano tecnico che compositivo.
La sua pittura fortemente espressiva, fatta di materia densa a tratti plastica (grazie alla tecnica con cui è disposta sul piano, stratificata ed impastata a punta di pennello), si accende, nel caso odierno, anche di nuove indagini, in particolare sulla variazione dei colori. Ne è prova, ad esempio, la tela Limone, limone (2021), da cui il titolo della mostra, realizzata traendo ispirazione dall’osservazione di due limoni conservati nel frigorifero di casa durante il recente lockdown e lasciati al loro processo di disintegrazione. Come anche Anemones o Marguerites (2021) caratterizzati da un’ampia gamma cromatica che corrisponde a quella legata ai cambiamenti stagionali e tipologici dei fiori ritratti e che l’artista ha esaminato e memorizzato nel corso del tempo. Oppure, Gothic tornado II (2021), di notevoli dimensioni, ove l’esercizio tonale è rotto da improvvisi squarci timbrici.
Anche sotto il profilo iconografico, i lavori concepiti per la mostra a Milano vedono il vocabolario di Oreian aprirsi a nuove opportunità visive. La memoria intellettuale (la pittura rinascimentale, quella classica ammirata a Pompei e a Roma o quella etrusca appresa a Tarquinia, la calligrafia dell’antico Oriente), che da sempre si accompagna a quella fisica (il richiamo alle viscere del proprio corpo, alla propria pelle o ai propri liquidi biologici), sembra trovare sempre più spazio nell’esercizio creativo dell’artista implementandolo di nuove suggestioni. In particolare, emergono vari riferimenti all’antico che affiorano sulla tela con la forza di lontani ricordi, deboli nella definizione visiva ma intensi sotto il profilo emotivo. Emergono, così, inattesi brani narrativi tra le trame organiche di colore, secondo un’originale quanto personale interpretazione della sintassi surrealista messa in atto dall’artista. Si possono ravvisare, ad esempio, porzioni della cosiddetta Sappho, I secolo d.C., proveniente dagli scavi di Pompei ed oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, una fanciulla riccamente agghindata con una retina d’oro sui capelli e grandi orecchini (L’androgyne, 2021). Sempre da Pompei, ad esempio dalla Casa del Fauno, o più in generale dalla pittura antica (come quella apprezzata al Museo Nazionale Romano di Roma ove egli torna sovente per ammirare il ninfeo della Villa di Livia a Prima Porta, I secolo d.C.) provengono satiri, ninfe (Reverie with satyr and nymph, 2021), piante, fiori, frutti, animali. Al medesimo contesto, appartengono raffigurazioni marine o di acquatiche che egli pone in relazione ad analoghe immagini contemporanee (ad esempio, la fontana moderna posta dinanzi al suo studio e lungamente esaminata nel corso del recente lockdown) mettendo in atto un continuo slittamento cronologico e logistico.
A rimarcare tale orientamento, la presenza negli spazi espositivi di calchi in gesso, cera, resina di oggetti d’uso comune che, provenienti dallo studio dell’artista, testimoniano l’atlante vegetale, il museo di storia naturale che costituisce la sua personale wunderkammer da cui egli trae costantemente ispirazione. La colorazione che li ricopre è un richiamo personale. Essa infatti evoca il sangue di Oreian che, dopo essere stato centrifugato, presenta tre fasce cromatiche differenti comprese tra un rosso carminio, un bianco lattiginoso e un giallo ocra. Dipingere i piccoli artefatti con queste tinte rappresenta per l’artista un modo per appropriarsi simbolicamente della loro storia e tradurli in una sorta di autoritratti, a conferma del continuo slittamento tematico e cronologico che distingue il suo atto creativo, sempre fluido e al di là del dato contingente o della cronaca.
Con la mostra odierna Oreian prosegue la propria riflessione sul valore delle immagini nell’era della globalizzazione e della realtà virtuale che, caduto fuori controllo e privo di regole, rischia di perdere il proprio valore semantico originale e, di conseguenza, ogni riferimento alla propria identità culturale e sociale di riferimento. Un procedimento, questo, che conferma l’impianto universale del suo incedere operativo, ove l’elemento attuale è solo uno spunto per una ricognizione più ampia sulla realtà.

NOVO è il project space di Eduardo Secci dedicato alla sperimentazione artistica e ai media contemporanei. Disgiunto dalla galleria principale, è nato nel 2021 dall’urgenza di un dialogo tra l’arte e i linguaggi della nuova contemporaneità. NOVO è un incubatore di idee che incoraggia il lavoro di giovani artisti e la loro futura crescita.

Eduardo Secci è stata fondata nel 2013 a Firenze e da giugno 2021 ha sede anche a Milano. Entrambi gli spazi presentano un doppio programma, che alle mostre della galleria affianca le proposte espositive di NOVO, il project space votato alla ricerca e alla sperimentazione di giovani artisti.