Quayola – Pleasant Places

Bologna - 25/01/2017 : 01/04/2017

Cubo Centro Unipol Bologna presenta “Pleasant Places” di Quayola - Il sublime tecnologico e il rapporto fra arte, natura e tecnologia: una mostra personale dedicata ad uno degli artisti digitali più riconosciuti nel panorama mondiale.

Informazioni

Comunicato stampa

CUBO, Centro Unipol Bologna presenta “Pleasant Places” Il Sublime tecnologico e il rapporto fra arte, natura e tecnologia, una mostra personale di Quayola uno degli artisti digitali più riconosciuti nel panorama mondiale. Il progetto si muove nello spazio internazionale dell’Arte Contemporanea, nell’ambito di ART CITY Bologna in occasione di ARTE FIERA.

Alla presenza dell’artista, mercoledì 25 gennaio 2017, alle ore 18.00, è prevista l’inaugurazione della mostra, aperta fino al 1 aprile 2017, presso lo Spazio Arte di CUBO



Citando gli albori della pittura paesaggistica fiamminga del XVII secolo, Pleasant Places è un omaggio all’ultimo periodo della vita di Van Gogh, quando, per il pittore, i paesaggi diventarono pretesto creativo nell’elaborazione di una visione e di una gestualità più intimista. La soluzione espositiva pensata appositamente per gli spazi di CUBO presenta diverse tipologie di “dipinti digitali”. Centrale è il video Pleasant Places, girato in modalità ultra HD nella stessa campagna della Provenza che ispirò Van Gogh più di un secolo fa. Ad accompagnare la video installazione, gli alberi della serie PP 3D-scans series, immagini generate al computer partendo da scansioni laser 3d ad alta risoluzione degli stessi paesaggi provenzali del video. L'altissima risoluzione delle scansioni 3d e il successivo processo di rendering consentono di raggiungere un livello di definizione dell’immagine pressoché infinito e perfetto.

Grazie all'utilizzo di custom-software e di algoritmi per l’analisi e la manipolazione delle immagini, il lavoro di Quayola dissolve, disgrega e trascende la descrizione del paesaggio, per restituirne una rappresentazione che vira verso l'astrazione. L’ammaliante incommensurabilità dei media, utilizzati dal media artist come un pittore usa la tavolozza, si dispiega e infonde in chi osserva uno stato di spaesamento euforico: un’esperienza estetica di “sublime tecnologico”, risultato del rapporto fra uomo, natura, arte e tecnologia.

Il progetto espositivo verrà arricchito da una programmazione di eventi correlati.

Venerdì 27 gennaio 2017, dalle 18.00 per il progetto “CINEMA PER L’ARTE” proiezione di una selezione di opere di video d’arte a cura di Federica Patti e Vanina Saracino. Alle 21:00 proiezione di “Lo and Behold – Internet: il futuro è oggi” film - documentario del 2016 diretto da Werner Herzog in lingua originale, sottotitolato, in collaborazione con Biografilm.

Sabato 28 gennaio 2017 dalle ore 20.00 alle ore 24.00 CUBO, in occasione dell’ART CITY White Night, ospiterà l’Artribune Party in collaborazione con il partner Artribune.

Domenica 29 gennaio 2017 alle ore 15:00 “Meet the artist”. Quayola presenterà il suo lavoro, durante un pomeriggio di incontro con il pubblico.

Con questo progetto, CUBO prosegue nella volontà di rendere versatile e sperimentale lo Spazio ARTE, affidandolo alla progettualità di artisti dalla giovane carriera e anche a chi, con un percorso già affermato, desidera presentare per la prima volta al pubblico un nuovo progetto o lo stato della propria ricerca. Spazio ARTE si propone come finestra di dialogo verso i temi della contemporaneità; come contenitore aperto, curioso, coraggioso e inclusivo: un punto di riferimento italiano per la sperimentazione artistica.

Realizzato nel 2013 dal Gruppo Unipol in occasione dei 50 anni di attività, CUBO rappresenta e sintetizza in forma artistica, tecnologica e documentale la storia, l’identità e i valori sociali del Gruppo. CUBO è un centro culturale che, attraverso percorsi interattivi, animati e altamente tecnologici, consente di vivere esperienze legate alla cultura, all’arte, alla sicurezza e all’innovazione.

Quayola
Davide Quayola è un visual artist italiano di nascita e londinese d'adozione. Affascinato dall’osservazione del mondo attraverso i sistemi di computer vision, Quayola esplora la sottile linea di confine tra realtà e finzione, antico e contemporaneo. Conosciuto per le sue enigmatiche installazioni video, Quayola crea ambienti ibridi mescolando pitture e sculture animate, performance live, installazioni audio video, 3D printing e programmazione software. Alcune commission istituzionali gli hanno consentito il raro accesso ad edifici europei esclusivi: chiese, teatri, musei tra cui Notre-Dame ed il Vaticano. A contatto e in relazione con la sua poetica, i più grandi capolavori originali della storia dell’arte diventano protagonisti di una trasmutazione digitale sublime e unica. I lavori di Quayola sono stati esposti, fra gli altri: Biennale di Venezia; Victoria & Albert Museum, London; Park Ave Armory, New York; Bozar, Bruxelles; Palais de Tokyo, Paris; Palais des Beaux Arts, Lille; MNAC, Barcelona; National Art Center, Tokyo; UCCA, Beijing; Paco Das Artes, Sao Paolo; Triennale, Milano; Quadriennale, Roma; Ars Electronica, Linz; Sonar Festival, Barcelona. www.quayola.com

Federica Patti
critica e curatrice del collettivo LaRete Art Projects. Laureata nel 2010 presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, con una tesi sull’interattività nell’arte contemporanea. Lavora da più di 10 anni nell'ambito della organizzazione di eventi culturali. Come curatrice, la sua ricerca si concentra sulla musica elettronica, le arti multimediali, su progetti interattivi e partecipativi e sulla scoperta di giovani artisti emergenti. E’ uno dei membri fondatori di roBOt, festival internazionale dedicato alle arti digitali e alla musica elettronica. Nel giugno 2015 ha partecipato alla seconda edizione del Curatorial Intensive in Bogotà, entrando a far parte del network ICI – Indipendent Curators International. Dal 2016 è membro del network internazionale IKT - International Association of Curators of Contemporary Art.


Il sublime tecnologico di Quayola a Bologna. Il video della mostra...

L’artista Quayola e la curatrice Federica Patti raccontano il progetto realizzato per lo spazio Arte del Cubo di Unipol a Bologna. Un omaggio a van Gogh e alla pittura fiamminga del XVIII secolo