Punte brillanti di lance – Mario Merz

Palermo - 31/05/2018 : 31/05/2018

Pittore in Africa (1984) vivrà come installazione a lungo termine su una delle pareti dell’appena ritrovata Agorà del Museo archeologico Salinas di Palermo che ospita le protomi leonine del Tempio di Himera oltre al frontone del Tempio C di Selinunte.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE ANTONINO SALINAS
  • Indirizzo: Piazza Olivella 24 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 31/05/2018 - al 31/05/2018
  • Vernissage: 31/05/2018 ore 19
  • Autori: Mario Merz
  • Curatori: Agata Polizzi
  • Generi: presentazione
  • Orari: martedì | sabato 9.30 > 18,30. Domenica e festivi: 9.30 > 13.30 chiuso il lunedì
  • Biglietti: 3 euro gratuito: > 18 anni e ogni prima domenica del mese

Comunicato stampa

Poiché la nave uscì dalle correnti
Del gran fiume Oceàno, ed all'Eèa
Isola giunse nell'immenso mare,
Là 've gli alberghi dell'Aurora e i balli
Sono, e del sole i lucidi Levanti,
Noi dalla nave, che fu in secco tratta,
Scesi, e corcati su la muta spiaggia,
Aspettammo dell'alba il sacro lume.
(Odissea, libro XIII)
CARTELLA STAMPA


La genesi dell’opera di Mario Merz risale agli anni Ottanta quando, partecipando ad una storica edizione della Biennale di Venezia, l’artista si interrogò sulla totale mancanza di partecipazione africana alla manifestazione

La frase “esisterà pure un pittore in Africa” diventa così un interrogativo pulsante che, allora come oggi, si allarga alla mancata comprensione tra due sponde vicinissime e lontanissime nello stesso tempo.
Da quell’interrogativo nacque il Pittore in Africa (1984) che da giovedì prossimo (31 maggio) vivrà come installazione a lungo termine su una delle pareti dell’appena ritrovata Agorà del Museo archeologico Salinas di Palermo che ospita le protomi leonine del Tempio di Himera oltre al frontone del Tempio C di Selinunte. Inaugurazione alle 19.
Nostoi | Νόστοι, ovvero il proseguire di un viaggio ideale che incrocia linguaggi, tempi e spazi differenti, intrecciati tra loro in un’unica narrazione sospesa tra presente e passato:
“Sono convinta che il dialogo tra collezioni, anche molto differenti tra loro, spesso riveli un’interessante visione allargata – interviene la curatrice Agata Polizzi -, capace di espandere il linguaggio del contemporaneo in modo trasversale al tempo e allo spazio, oltre i limiti”. È un’ulteriore tappa all’interno del progetto diffuso che la Fondazione Merz sta declinando per Palermo - in partnership con il Comune, la Fondazione Sicilia, il Museo Archeologico e diverse realtà culturali del territorio “come ponte tra due città (Palermo e Torino), fortificando un dialogo tra istituzioni e tra visioni che guardano ad una collaborazione lungimirante e condivisa”.
Punte brillanti di lance è infatti un progetto di mostre, incontri e performance, avviato nel febbraio 2017 con la mostra di Wael Shawky e proseguito nell’anno in cui Palermo è Capitale italiana della Cultura e accoglie la biennale nomade Manifesta 12. "Il prestito di lunga durata di un’opera/istallazione di Mario Merz, che troverà la sua naturale collocazione nella nuova Agorà del Salinas, consolida la propensione del museo a leggere la storia in modo circolare, a legare passato e presente in un continuum che si interroga anche sui temi richiamati provocatoriamente da Merz – interviene il direttore del Museo Salinas, Francesca Spatafora - ; la collaborazione con la Fondazione si è consolidata nel tempo e troverà ancora un momento di fecondo dialogo nella sede torinese verso cui presto “viaggerà” una delle nostre opere per incontrare l’arte di Mario Merz". Uno dei reperti più rappresentativi del Salinas raggiungerà infatti Torino in estate durante il periodo della mostra dedicata a Mario Merz (7 giugno-16 settembre).


Nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018


Si ringrazia





La Fondazione Merz nasce a Torino nel 2005, in onore di Mario Merz, come centro d’arte contemporanea, nel quale ospitare mostre, eventi, attività educative e condurre interventi di ricerca e approfondimento sull’arte. E’ presieduta da Beatrice Merz, che si avvale della collaborazione di un comitato scientifico internazionale composto da Frances Morris (Direttore della Tate Modern, Londra), Vicente Todolí (Direttore artistico dell’Hangar Bicocca, Milano), Richard Flood (Director of Special Project & Curator at Large, New Museum of Contemporary Art, New York) e Mariano Boggia (Responsabile della Collezione Merz).


Il Museo Archeologico di Palermo, già Museo Nazionale dedicato oggi ad Antonino Salinas, è la più importante e antica istituzione pubblica museale dell’Isola. Formatosi nel 1814 come Museo dell’Università, dove erano confluite alcune delle principali collezioni archeologiche e storico-artistiche di Sicilia, divenne Museo Nazionale nel 1860: da quel momento vi si raccolsero altre importantissime collezioni e opere provenienti da vari siti, tra cui le famose metope di Selinunte.
Nel 2016 il seicentesco complesso monumentale dei padri Filippini, che ospita il Museo Salinas, è stato riaperto con un nuovo percorso espositivo, dopo importanti lavori di restauro.