Proiezioni di una breccia

Pagazzano - 08/04/2022 : 29/04/2022

Contemporaneo e antico si incontrano tra le mura del castello visconteo pagazzanese.

Informazioni

  • Luogo: CASTELLO VISCONTEO
  • Indirizzo: Piazza Castello, 1 - Pagazzano - Lombardia
  • Quando: dal 08/04/2022 - al 29/04/2022
  • Vernissage: 08/04/2022 ore 20.30
  • Curatori: Riccardo Vailati
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Inaugurazione aperta al pubblico: venerdì 08 aprile 2022, dalle ore 20:30 alle 22:30; all’apertura breve presentazione del progetto da parte del curatore. Dal 9 al 29 aprile 2022: accesso libero alla mostra
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

13 gli artisti contemporanei autori delle opere dell’esposizione “Proiezioni di una breccia” al castello
visconteo di Pagazzano (Bg)


20 i giorni - dal 9 al 29 aprile - per ammirare le opere degli artisti Luca Assi, Silvia Bandera, Branca
Nera, Gabriele Carminati, Marcello Carminati, Ludovico Colombo, Lorenzo d’Alba, Stefano Ferrari,
Tommaso Fraschini, Francesco Grillone, Lorenzo Manunta, Yin Shaoqi, Riccardo Vailati: ognuno
con il proprio percorso di ricerca intorno alla tematica dei “muri e confini fisici e mentali”, con il fine
di porre il fruitore all’interno di contesti di riflessione che gli forniscano strumenti di approfondimento
e punti di vista differenti sull’argomento.
Il discorso si appoggerà su tre elementi perno, tre capi d’analisi che danno vita all’indagine; lo “spazio
totale”; la nostra terra, il nostro esistere come eguali, senza divisori, il luogo più incontaminato della
mente e del suolo, l’origine e l’utopia; il muro, il confine, che molta violenza sempre ha richiesto nel
suo affermarsi, nelle vite, nelle menti, come barriere immaginarie tra le differenze dei nostri modi
d’essere in vita, il nostro colore, il nostro luogo di nascita, il nostro denaro, la nostra fede, il nostro
linguaggio, sogni, solitudine e libertà; la Breccia, lo spazio potenziale, un vuoto più concreto e
consistente di qualsiasi metallo o cemento armato, paladino invisibile dell’unione e della libertà, che
smaschera l’inconsistenza del muro su cui vive e brucia, e santifica il proprio fautore, e ogni mondo,
e gli intrappolati.
L’esposizione, con la collaborazione dell’ Associazione Gruppo della Civiltà Contadina ed il
Patrocinio di Comune di Pagazzano, riprende quel filo logico del “fare cultura” che il Gruppo del
castello da sempre persegue con le attività che gestisce all’interno del maniero visconteo ma
interrotto dalla pandemia. “Questa importante iniziativa – ha spiegato Fulvio Pagani, presidente del
Gruppo Civiltà Contadina – s’inserisce a pieno titolo nella nostra tradizione di organizzazione o di
collaborazione in eventi artistico-culturali convinti come siamo che la cultura e l’arte nelle loro forme
offrano elementi di riflessione, apertura e incontro”.
Gli artisti:
Shaoqi Yin presenta se stesso come simbolo del plagio fisico ed emotivo ad atto d'istituzioni
ancorate a politiche stantie e repressive;
Ludovico Colombo porta testimonianze di contatti con entità profonde e proiezioni delle possibilità
astratte del legame emotivo/spirituale con i luoghi.
Lorenzo Manunta progetta ordinati dispositivi sociali con frammenti di costrutti comunitari e
composizioni ibride di geometrie emotive, edificando archeologie e simboli d'un utopistico melting-
pot estetico.
Silvia Bandera riporta in vita e rivive cimeli e racconti familiari, che impiega poi nella progettazione
di protesi del corpo e della mente in una riflessione sulla costrizione e sulla memoria;
Francesco Grillone ci rammenta l'importanza d'essere paladino dei propri diritti di fronte ad un
mondo lontano dall'essere realmente progressista, proponendo nuove icone
fotografiche, simboli al contempo di lotta e cooperazione.
Tommaso Fraschini smaschera l'inconsitenza di alcuni confini europei constatandone la
decadenza,lo stato di degrado e ridando vita all' incombente anonimato di questi vuoti esoscheletri;
Stefano Ferrari ragiona sulla necessarietà di rifugi e soste, istituendo nuove strutture per
l’approvvigionamento come stazioni di promozione del co-abitare.
Branca Nera condivide le forme del suo dolore, ci offre uno spiraglio d'accesso tra le pieghe della
sua esperienza, esponendo il miraggio di un luogo interiore che è sia riservato rifugio che oscura
caduta nell'oblio.
Riccardo Vailati santifica l'istante della presa di coscienza, il momento di crollo di costrutti al cui
interno si è vissuto governati da cieca fede e la possibilità di fertilità e ricrescita che ne consegue.
Luca Assi ci consente l'accesso a portali dimensionali verso mondi spaziali caotici, cartografie
emotive che narrano di un percorso personale alla scoperta di se stessi e del male del mondo, e
metafore estetiche di spigolose sensazioni umane in cui veniamo sfidati a rispecchiarci ed
abbandonarci.
Lorenzo d'Alba genera nuove entità autonome con cui ci propone d'interagire; figlie di un
immaginario bestiale fantastico, di una ricerca estetica che prolifera su se stessa e d'uno sviluppo
affettivo nell'affermarsi di forme ricorrenti, ci invita ad una relazione socio-culturali con una nuova e
riconoscibile comunità d'individui.
Marcello Carminati esorcizza sensazioni tremende frutto di incomprensione e le traduce in nuove
lettere e narrative, proietta brecce e ponti che diventano riscatto linguistico/creativo all'interno di un
immaginario comune con cui quotidianamente si trova in lotta.
Gabriele Carminati confessa un urlo che è proiezione fisica della perdita di coscienza acquisita
dopo lungo isolamento; si affligge d'una saturazione di pensieri che implodono su loro stessi,
generando una condizione d'intorpidimento in grado di captare solo messaggi indecifrabili e
fuggendo dalla ricerca di un'origine.