Progetto Maionese – Profile

Pinerolo - 01/09/2012 : 31/12/2012

Il progetto “Maionese” per le sue peculiarità, dal 1997 (oggi alla sua 15ma edizione), intende stimolare e promuovere la creatività promuovendo figure emergenti e note nel panorama artistico contemporaneo.

Informazioni

Comunicato stampa

1 Settembre > 31 dicembre in stradale Baudenasca n.118 – 10064 Pinerolo (To)
nell’ambito della Rassegna dell’Artigianato di Pinerolo - Evento Musei Insieme
progetto Maionese 15ma edizione titolo Profile

Il progetto “Maionese” per le sue peculiarità, dal 1997 (oggi alla sua 15ma edizione), intende stimolare e promuovere la creatività promuovendo figure emergenti e note nel panorama artistico contemporaneo. Uno sguardo attento all’attualità e alle sue contraddizioni, ai lati oscuri e ignoti che vede, anche nella comunicazione virtuale, la sua catarsi e al contempo il suo più profondo malessere



La nostra realtà associativa è presente nel circuito dei Musei del Pinerolese e gode di una Convenzione con il Comune di Pinerolo; le realtà museali sul territorio sono eccellenze con cui intendiamo collaborare nel promuovere progetti ad ampio raggio.
In particolare da alcuni anni collaboriamo con il Prof. Mario Marchiando Pacchiola Conservatore della Collezione Civica-Palazzo Vittone di Pinerolo.

Nel 2011, con il progetto Alfabetomorso, scegliemmo di indagare le nuove realtà comunicative, gli spazi relazionali virtuali (in primis i social network) ed oggi, per il progetto del 2012 con Profile, l’indagine prosegue incarnando come centrale il tema della rappresentazione del se, le nuove identità liquide (come direbbe il sociologo Zygmunt Bauman), di questa contemporaneità sfuggente in perenne crisi e trasformazione.

L’identità è l’incipit di quest’anno, nelle sue molteplici possibilità narrative, nelle sue infinite declinazioni. Il titolo del progetto è volutamente espresso in inglese per la sua molteplicità di accezioni e per la sua indubbia ambiguità di lettura (pro-file). E oggi l’identità è sempre più al centro della condizione post-moderna o, per dirla sempre alla Bauman, di quella modernità liquida in cui ci muoviamo come nomadi glocali in perenne stato precario. L’identità è sicuramente al centro dei linguaggi virtuali dei social network e della rete in genere: nickname, password ci identificano nel compilare form per partecipare a newsletter o social network. Il problema dell’identità, in un mondo sempre meno determinato nei confini geografici e geopolitici, rivela in se la necessità di riconoscersi in una comunità che è sempre meno identitaria e si sgretola in miriadi di appartenenze fragili.

L’attenzione che poniamo è tutta dentro al concetto di autorappresentazione che insinua nuovi significati nel fluttuare della rete assumendo il termine profile (profilo), sostantivo che ci rimanda ad album fotografici, note, diari, pagine di annotazioni e messaggi cifrati, in sintesi il “profilo” di cui parliamo è una chiara “biografia descrivente le caratteristiche più salienti del soggetto”, così recita il dizionario, pertanto è un ritratto self portrait aggiungiamo noi anche quando è un autoritratto.
Per l’anno 2012 abbiamo individuato, tra i vari artisti di inizio ‘900, gli autoritratti del giovane Ettore May, (Londra 1903-Torino 1923), sfortunato giovane artista dal vissuto particolarmente drammatico, di cui la Pinacoteca Civica di Pinerolo conserva una eccellente collezione. Saranno proprio i suoi “profili” giovanili a divenire l’incipit per il progetto del 2012, evidenziando particolarmente le contraddizioni nei suoi atteggiamenti provocatori, di vero e proprio dandy. La carrellata dei suoi autoritratti caratterizzati da figure, dai “visi” veloci, incisivi e sfacciati, contraddistinti da pennellate rapide e nervose su tavolette, tele o carta di recupero; disegni o dipinti, ritratti con sguardi taglienti e prorompenti, fuori dalla centralità dello spazio, con uno spirito che incarna profondamente il suo tempo.
Il legame con la società attuale è evidente. Il mondo giovanile soffre di contraddizioni, di incertezze e paure, di un’euforia che lo vede interprete e protagonista unico del mondo che avanza, il “profilo” si fa greve e poco convincente e, come direbbe Umberto Galimberti, è l’ospite inquietante nietzschiano che avanza e scuote ogni certezza. La formazione attuale sviluppa ed educa ad una società prettamente tecnologica dove, la precisione digitale e l’euforia della virtualità, convivono e coesistono su un terreno che rende tutto, apparentemente, più vicino e al contempo possibile; l’Hic et nunc della modernità liquida in cui viviamo può convivere pienamente con una società democratica che tenga conto della molteplicità delle aspettative umane? …e del resto i nuovi migranti, negli immani e inevitabili flussi migratori del nostro tempo, ci pongono nuovi problemi a cui gli artisti, a loro modo, danno risposte altre, foriere di nuove avventure culturali.

Il ritratto (pittorico, fotografico o in altre forme), per definizione mira a rappresentare e quindi ad assumere un valore estetico, assolvendo a quella volontà di apparenza che necessariamente si discosta dalla realtà. L’autoritratto estremizza in qualche modo tutto questo e, come nel caso di Ettore May, oggi guardiamo ai suoi lavori con occhi lontani ma, col filtro dell’uomo-artista, cogliamo comunque il suo fondo oscuro, quel dna intessuto nei segni grafici che ci parla di lui, della sua personalità.

L’identità nascosta percepita attraverso l’arte, l’atto creativo libera e interpreta il vero profilo, l’assassino del se o forse l’angelo protettore?

Interessa all’artista mostrare il suo lato oscuro?
Quello che si coglie, nel panorama artistico, è un insieme di auto-rappresentazioni apparentemente devianti che a volte assumono aspetti mostruosi; figure inimmaginabili, contorte o erette in postazioni spesso claustrofobiche, galleggianti in universi amniotici, oppure fisse, erette e immensamente poetiche. Vediamo ritratti fatti di ombre, visi che si moltiplicano, fattezze raddoppiate e tutto questo ci pare conviva perfettamente con un mondo, per molti versi sempre più impalpabile. Del resto il tema del ritratto e dell’autoritratto attraversa tutta l’esperienza artistica ma oggi assume, per forza di cose, nuove valenze estetico-comunicative.

La scienza del Profiling ci dice che c’è un metodo per individuare l’assassino che è in noi, l’assassino attraverso i suoi comportamenti, le proprie deficienze e profili condivisi, permette di individuare il ritratto, profilo dell’uomo in difficoltà, vuoi per l’ambiente familiare, vuoi per una società distratta, a causa di relazioni superficiali un mondo di affanni e di turbamenti possono condurre ad una incapacità a vivere.
L’assassinio del sé, il lato oscuro può condurre ad un’autodistruzione?


Cesare Lombroso 1835/1909: profili
Sostenendo che in individui, famiglie e gruppi sociali esistono dei segni indicanti anormalità di natura e degenerazione biologica atavica ereditate da varie patologie. Tali anomalie sono la causa di predisposizioni, tendenze ed abitudini al crimine e a comportamenti immorali.
Il profilo strumento di identificazione: fondato sulla combinazione delle misure fisiche del torso, della testa e degli arti che erano prese da procedure attentamente prescritte, poi annotate in una scheda detta Osservazioni Antropometriche.
Inizialmente i ritratti erano solo frontali poi, verso il 1888 e il 1905, venne adottato dalle polizie di tutto il mondo un sistema di identificazione universale basato sul ritratto fotografico con una foto di fronte ed una del profilo sinistro a ¾, accompagnate da un cartellino che riporta tipologie e misure particolari di varie parti del corpo.

La sede dell’enpleinair si presenta ideale contenitore di idee e ospiti particolarmente attenti: pittori, fotografi, performers, danzatori, videomakers, teatranti, poeti.. il tutto amalgamato e organizzato con la professionalità che ci distingue nella nostra quasi ventennale esperienza.

Programma:
esposizione degli artisti invitati (vedi elenco allegato)
+
Installazione Me Te a cura della poetessa Silvia Rosa ed il fotografo Fabio Trisorio (Roma-Torino)
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eventi collaterali:
Performance teatrale Rewind della compagnia Voci Erranti
Performance IDEASOLIDA di Solidea Ruggiero concepita per il progetto PROFILE
Spettacolo di danza di Compagnia Instabile di Chiara Levrino Ass.Cult.Balancè
rappresentazione su Ettore Giovanna May titolo Me My May a cura di Sandra Morero e Franco Bergoin

In data da definire con il Conservatore : esposizione delle opere di Ettore Giovanni May e incontro presso la Pinacoteca Collezione Civica d’Arte Palazzo Vittone a cura del Conservatore Mario Marchiando Pacchiola


Catalogo/rivista Alfabetomorso N.1 Profile
Il catalogo (nel formato rivista) come già avvenuto nel 2011, conterrà il progetto espositivo e, nel suo farsi, anche riflessioni esterne, ospitando le voci degli artisti, di personaggi pubblici e operatori del mondo artistico e giornalistico.
Marco Filippa, Mario Marchiando Pacchiola, Elena Privitera,e vari interlocutori contattati:Rita Pacilio, Vincenzo Ampolo, Solidea Ruggiero, Susanna Schimperna

La mostra in oggetto rientra nelle iniziative legate all’attività museale del circuito pinerolese e sono in corso contatti che prevedono una mostra parallela presso il Museo Regionale di Scienze Naturali (http://www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali/museo/storia.htm

Patrocini richiesti:
Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Pinerolo, Fondazione CRT

L’evento rientrerà nella programmazione Musei Insieme città di Pinerolo nell’ambito della Rassegna dell’Artigianato edizione 2012

Comunicazione : di prassi presso le testate giornalistiche Regionali e Nazionali, network e siti di settore.


PROGETTO PROFILE 2012 ARTISTI INVITATI:

Akab Raxas, Francesco Arena, Andrea Alborno, Alessandra Baldoni, Angelo Barile,
Osnat Belkind Sheps, Gabriela Bodin, Giuseppe Bombaci, Barbara Bonfilio, Paolo Bovo,
Cati Briganti,Orietta Brombin, Veronica Bronzetti, Caterina Bruno, Marina Buratti, Chen Li,
Augusto Cantamessa, Antonella Casazza, Agnese Casolani, Francesca Casolani,
Marco Casolino, Elisa Cella, Charles Jean Paul, Alessia Clema, Carmen Colibazzi ,
Vincenzo Corcelli, Carla Crosio, Fannidada, Ridha Dhib, Andrei Dorokhin,
Daniele Duo’, Hubert Duprilot, Katerina Dramitinou, Antonio Lorenzo Falbo,
Elisa Filomena, Moira Franco, Luciano Gaglio, Federico Galetto, Ian Gamache,
Flavio Romualdo Garofano, Vered Gersztenkorn, Rosanna Giani, Ugo Giletta,
Gian Carlo Giordano, Sara Grazio, Tere Grindatto, Marco Lavagetto,
Mario Ernesto Laratore, Miguel Leal, Erika Lecchi, Margherita Levo Rosenberg, Marco Lampis, Alex Lo Vetro, Maria Korporal, Anna Frida Madia, Nadia Magnabosco,
Oxana Mahnac, MOHO, Francesco Muro, François Nasica, Martha Nieuwenhuijs,
Andrea Nisbet, Samuele Papiro, Mario Pasqualotto, Marina Pepin,Tobia Ravà,
Marco Rea, Michela Ezechiela Riba , Claudio Rotta Loria, Cristina Saimandi, Francesco Sambo, Roberta Sanfilippo, Valter Luca Signorile, Rèdha Sbaihi,Giusy Sculli, Ivano Sossella, Ioanna Spanaki, Luigi Stoisa, Lino Strangis, Sukyun Yang & Insook Ju, Celeste Taliani, Tea Taramino, Rosa Ubeda, Loredana Vairo

Artisti Pinerolesi:
Joel Angelini, Patrizia Chiarbonello, Marco Da Rold,Sabina Villa

Inoltre:
Solidea Ruggiero,Tiziana Conti,Silvia Rosa+Fabio Trisorio
Rita Pacilio, Ivan Fassio, Erica Vagliengo,Anna Giulio,
Vincenzo Ampolo, Margherita Levo Rosenberg
Interviste di Marco Filippa a : Susanna Schimperna,
Silvano Montaldo (Museo Lombroso)


installazione SPACCATA dedicato a Solidea Ruggiero
immagini autori: Massimo Barberio - Sabrina Bartolozzi- Rita Vitali Rosati-
Massimiliano Bartolini - Luca Bortolato - Fabrizio Carotti - Flavio Romualdo Garofano -
Sara Genny Michetti- Lucio Patone -Massimo Festi - Nicola Fasolato - Tiziano Scaboro -
Gaia Merlini Calcagni- Marco Casolino - Noil Klune (Toni Zappone)-Dante Marcos Spurio-
Paola Castagna - Luca Traini – Andre Te+ +dipinto di Matthias Brandes

sonoro: Mauro Crivelli AUDIO:
IDEA SOLIDA- “spaccata”-Venezia Biennale 2011 (PALAZZO ZENOBIO PER L'ARTE- 8settembre):
http://www.youtube.com/watch?v=88weVp0uq6k

EVENTI:
Me Te a cura della poetessa Silvia Rosa ed il fotografo Fabio Trisorio (Roma-Torino)

Performance di Carmen Colibazzi La fanciulla senza mani


Rappresentazione su Ettore Giovanni May titolo Mai My May a cura di Sandra Morero, Franco Bergoin e Fantasmagoria moderna

Ridha Dhib performance Tramage Mixture Lignes et Mouvement : Qu'est-ce et qui se trame ?
Dj Video a cura di Federico Galetto